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Cultura

La sanità privata si affida a un algoritmo. Ma è assai razzista

SCIENZA. In uno studio pubblicato sulla rivista «Science», il team di ricerca ha esaminato gli algoritmi utilizzati per stimare i fattori di rischio sanitario degli americani

Sendhil Mullainathan

Sendhil Mullainathan

La principale preoccupazione di una persona malata è che il medico operi nel suo interesse, e non si faccia condizionare da altri fattori. Ad esempio, nessun nero vorrebbe essere visitato da un dottore razzista. Per evitare che i pregiudizi danneggino il paziente, ci si potrebbe affidare all’oggettività di un algoritmo che sulla base di dati oggettivi consigli al dottore le scelte più opportune. Questo già avviene nella sanità statunitense, in gran parte privata e computerizzata per monitorare costi e benefici. Ma se anche l’algoritmo nasconde pregiudizi razziali, accorgersene e rivendicare il diritto alla cura diventa molto più complicato. E ciò...

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