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Cultura

La resistenza spirituale cólta nel «viaggio in Italia»

Scaffale. «Mondo distrutto e mondo indistruttibile» di Max Picard, per Marietti 1820. Il diario dello scrittore e filosofo svizzero di origine ebraica durante un viaggio fatto nell’Italia centro-settentrionale nel dopoguerra - tra il 1949 e il 1950 - con la corriera, in tram, a piedi e in treno

"Portico", 1861, di Vito d’Ancona (1825 - 1884)

Tradotto per la prima volta in italiano grazie alla meticolosa curatela di Gabriele Picard e Mauro Stenico, Mondo distrutto e mondo indistruttibile. Viaggio in Italia (Marietti 1820, pp. 250, euro 18) è un diario nel quale Max Picard (1888-1965), il filosofo svizzero di origine ebraica, racconta un viaggio fatto nell’Italia centro-settentrionale nel dopoguerra - tra il 1949 e il 1950 - con la corriera, in tram, a piedi e in treno: dunque, si direbbe forse oggi, all’insegna di una voluta e accentuata lentezza. VA OSSERVATO, in primo luogo, come durante le numerose tappe del suo itinerario l’Autore instauri un dialogo...

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