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Alias

La psiche dietro lo schermo

Cinema e psicoanalisi. «La rosa purpurea del Cairo» di Woody Allen (1985)

Ci sono mille modi di guardare un film, a seconda che si sia un comune spettatore, un critico cinematografico o uno specialista in qualcosa, per esempio uno psicoanalista. In quest’ultimo caso, sembra che il modo migliore sia quello di dimenticarsene, ovvero di lasciarsene permeare, facendo sì che la memoria del film diventi, almeno parzialmente, indistinguibile dalla nostra memoria individuale. È quanto ci invita a fare Vittorio Lingiardi nel volume Al cinema con lo psicoanalista, appena uscito presso Cortina editore, che raccoglie gli interventi sul cinema pubblicati dall’autore ogni settimana sul Venerdì di Repubblica, con una prefazione di Natalia Aspesi, la...

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