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Internazionale

La progressione dei contagi ora spaventa Trump

Stati Uniti. Numeri raddoppiati in 48 ore negli Stati uniti. Frontiere chiuse, NY e California a casa. E il presidente loda i governatori "nemici"

Nella metro di New York semideserta ieri

Nella metro di New York semideserta ieri

Con la progressione della diffusione del virus in Usa le restrizioni vengono intensificate quotidianamente.

Dopo il confine settentrionale con il Canada, ora anche quello meridionale tra Stati uniti e Messico è limitato agli spostamenti essenziali e allo scambio di merci; la misura è stata presa di comune accordo dai due Paesi, il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard ha sottolineato che la chiusura «è limitata ai casi relativi al turismo e lo svago».

IL MINISTRO ha aggiunto che il Messico, ai sensi dei protocolli di protezione dei migranti, continuerà ad accettare i richiedenti asilo respinti, e anche gli espulsi messicani, ma che non consentirà agli Stati uniti di riportare tutti i migranti che attraversano illegalmente il confine in territorio messicano, come proposto dall’amministrazione Trump pochi giorni fa. Ebrard ha specificato che un limite di passaggi alla frontiera è nell’interesse del Messico, dato che il paese registra meno casi degli Stati uniti.

GLI USA VEDONO I NUMERI del Covid-19 progredire costantemente, lo stato di New York ha chiesto ai residenti che svolgono compiti «non essenziali» di rimanere a casa e l’intero stato della California è ora in lockdown. La decisione del governatore di New York Andrew Cuomo è arrivata dopo che il governatore della California Gavin Newsom ha ordinato a 40 milioni di residenti di rimanere a casa, visto che i casi confermati negli Stati uniti sono raddoppiati in soli due giorni, in parte a causa di un aumento dei test.

A chiudere i battenti sono stati gli ultimi esercizi commerciali non ancora toccati dall’ordinanza: barbieri, parrucchieri, estetiste e tatuatori.

«Applaudo i governatori, stanno facendo passi molto forti e audaci», ha detto Trump, affermazione senza precedenti, visto che si tratta proprio dei governatori dei due stati più aggressivi verso la sua presidenza, costante spina nel fianco sin dalla sua elezione.

UN TONO CONCILIATORE che Trump non ha usato con Peter Alexander, giornalista della Nbc; alla domanda di Alexander «Cosa dice agli americani che hanno paura?» Trump ha risposto: «Dico che sei un terribile giornalista. Questa è una domanda cattiva». La domanda arrivava dopo che Trump era stato più volte interrogato riguardo a una sua dichiarazione su un farmaco anti-malaria definito rimedio per il coronavirus prima ancora che inizi il protocollo dei test.

Al di là delle conferenze stampa del presidente, dopo un iniziale momento di indecisione gli Usa stanno cercando di affrontare l’emergenza; il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha annunciato su Twitter che la scadenza per la dichiarazione dei redditi è stata rinviata dal 15 aprile al 15 luglio. «Tutti i contribuenti e le aziende avranno questo tempo aggiuntivo per presentare ed effettuare pagamenti senza interessi o penalità». In molti Stati tutti gli sfratti sono stati sospesi, almeno per 90 giorni.


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