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Internazionale

La polizia occupa i ponti di Baghdad e punta a Tahrir

Iraq. Altri otto morti ieri tra Bassora e la capitale, mentre le forze di sicurezza distruggevano le barricate sul Tigri e si avvicinavano al quartier generale della rivoluzione. Poi il premier sventola la carota: riforme tra pochi giorni. Ma non dice quali

Il presidio permanente di Piazza Tahrir a Baghdad

Il presidio permanente di Piazza Tahrir a Baghdad

Il bastone e la carota: è la strategia della classe dirigente irachena di fronte alla mobilitazione di massa in corso dal primo ottobre nel paese. Ovvero repressione e promesse di riforme. I manifestanti credono alla prima, perché la vedono, ma per nulla alle seconde. Di nuovo ieri le forze di sicurezza irachene, spalleggiate da uomini armati a volto coperto (identificati dai manifestanti come miliziani filo-iraniani), hanno aperto il fuoco a Bassora, uccidendo tre persone. A Baghdad ne morivano cinque, mentre a suon di lacrimogeni e proiettili la polizia riassumeva il controllo, distruggendo le barricate, di tre ponti sul Tigri, al-Sinek...

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