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Editoriale

La perversione del senso del 25 aprile

Polemiche. Le bandiere palestinesi al corteo? Un vulnus inaccettabile per il presidente della comunità ebraica romana Pacifici e per qualche ultrà del sionismo più isterico. Ma screditando le ragioni di chi lotta per una Palestina libera si sovverte il significato della Resistenza

Nel corso della mia vita e da che ho l’età della ragione, ho cercato di partecipare, anno dopo anno a ogni manifestazione del 25 aprile.

Un paio di anni fa, percorrendo il corteo alla ricerca della mia collocazione sotto le bandiere dell’Anpi, mi imbattei nel gruppo che rappresentava i combattenti della “brigata ebraica”, aggregata nel corso della seconda guerra mondiale alle truppe alleate del generale Alexander e impegnata nel conflitto contro le forze nazifasciste. Qualcuno dei componenti di quel drappello mi riconobbe e mi salutò cordialmente, ma uno di loro mi rivolse un invito sgradevole, mi disse: «Vieni qui con la tua gente». Io con un gesto gli feci capire che andavo più avanti a cercare le bandiere dell’Anpi che il 25 aprile è «la mia gente» perché io sono iscritto all’Anpi con il titolo di antifascista. Lui per tutta risposta mi apostrofò con queste parole: «Sì, sì, vai con i tuoi amici palestinesi».

Il tono sprezzante con cui pronunciò la parola palestinesi sottintendeva chiaramente «con i nemici del tuo popolo». Io gli risposi dandogli istintivamente del coglione e affrettai il passo lasciando che la sua risposta, sicuramente becera si disperdesse nell’allegro vociare dei manifestanti.

Questo episodio, apparentemente innocuo, mi fece scontrare con una realtà assai triste che si è insediata nelle comunità ebraiche.

I grandi valori universali dell’ebraismo sono stati progressivamente accantonati a favore di un nazionalismo israeliano acritico ed estremo. Un nazionalismo che identifica stato con governo.

Naturalmente non tutti gli ebrei delle comunità hanno imboccato questa deriva sciovinista, ma la parte maggioritaria, quella che alle elezioni conquista sempre il “governo” comunitario, fa dell’identificazione di ebrei e Israele il punto più qualificante del proprio programma al quale dedica la prevalenza delle sue energie.

Io ritengo inaccettabile questa ideologia nazionalista, in primis come essere umano perché il nazionalismo devasta il valore integro e universale della persona, poi come ebreo, perché nessun altro flagello ha provocato tanti lutti agli ebrei e alle minoranze in generale e da ultimo perché, come insegna il lascito morale di Vittorio Arrigoni, io non riconosco altra patria che non sia quella dei diseredati e dei giusti di tutta la terra.

L’ideologia nazionalista israeliana negli ultimi giorni ha fatto maturare uno dei suoi frutti tossici: la decisione presa dalla comunità ebraica di Roma, per il tramite del suo presidente Riccardo Pacifici, di non partecipare al corteo e alla manifestazione del prossimo 25 aprile. La ragione ufficiale è che nel corteo sfileranno bandiere palestinesi, vulnus inaccettabile per il presidente Pacifici, in quanto nel tempo della seconda guerra mondiale, il gran muftì di Gerusalemme Amin al Husseini, massima autorità religiosa sunnita in terra di Palestina fu alleato di Hitler, favorì la formazione di corpi paramilitari musulmani a fianco della Germania nazista e fu fiero oppositore dell’instaurazione di uno stato Ebraico nel territorio del mandato britannico. Mentre la brigata ebraica combatteva con gli alleati contro i nazifascisti. Tutto vero, ma il muftì nel 1948 venne destituito e arrestato: oggi vedendo una bandiera palestinese a chi viene in mente il gran muftì di allora? Praticamente a nessuno, se si eccettua qualche ultrà del sionismo più isterico o qualche fanatico modello Isis.

Oggi la bandiera palestinese parla a tutti i democratici di un popolo colonizzato, occupato, che subisce continue e incessanti vessazioni, che chiede di essere riconosciuto nella sua identità nazionale, che si batte per esistere contro la politica repressiva del governo di uno stato armato fino ai denti che lo opprime e gli nega i diritti più elementari ed essenziali. Un governo che lo umilia escogitando uno stillicidio di violenze psicologiche e fisiche e pseudo legali per rendere esausta e irrilevante la sua stessa esistenza.

Quella bandiera ha pieno diritto di sfilare il 25 aprile – com’è accaduto per decenni e senza polemica alcuna – e glielo garantisce il fatto di essere la bandiera di un popolo che chiede di essere riconosciuto, un popolo che lotta contro l’apartheid, contro l’oppressione, per liberarsi da un occupante, da una colonizzazione delle proprie legittime terre, legittime secondo la legalità internazionale, un popolo che vuole uscire di prigione o da una gabbia per garantire futuro ai propri figli e dignità alle proprie donne e ai propri vecchi, un popolo la cui gente muore combattendo armi alla mano contro i fanatici del sedicente Califfato islamico nel campo profughi di Yarmouk, nella martoriata Damasco.

E degli ebrei che si vogliono rappresentanti di quella brigata ebraica che combatté contro la barbarie nazifascista hanno problemi ad essere un corteo con quella bandiera? Allora siamo alla perversione del senso ultimo della Resistenza.

La verità è che quella del gran muftì di allora è solo un pretesto capzioso e strumentale. Il vero scopo del presidente Pacifici e di coloro che lo seguono – e addolora sapere che l’Aned condivide questa scelta -, è quello di servire pedissequamente la politica di Netanyahu, che consiste nello screditare chiunque sostenga le sacrosante rivendicazioni del popolo palestinese.

Per dare forza a questa propaganda è dunque necessario staccare la memoria della persecuzione antisemita dalle altre persecuzioni del nazifascismo e soprattutto dalla Resistenza espressa dalle forze della sinistra. È necessario discriminare fra vittima e vittima israelianizzando la Shoah e cortocircuitando la differenza fra ebreo d’Israele ed ebreo della Diaspora per proporre l’idea di un solo popolo non più tale per il suo legame libero e dialettico con la Torah, il Talmud e il pensiero ebraico, bensì un popolo tribalmente legato da una terra, da un governo e dalla forza militare.

Se come temo, questo è lo scopo ultimo dell’abbandono del fronte antifascista con il pretesto che accoglie la bandiera palestinese, la scelta non potrà che portare lacerazioni e sciagure, come è vocazione di ogni nazionalismo che non riconosce più il valore dell’altro, del tu, dello straniero come figura costitutiva dell’etica monoteista ma vede solo nemici da sottomettere con la forza.

  • triscele

    meraviglioso articolo. grazie Ovadia

  • irguiz

    Moni Ovadia si scorda l’altra parte di quello che da anni succede. E cioè il fatto che la presenza della bandiera della Brigata Ebraica (che poi è diventata anche quella di Israele) è soggetta – ripeto: da anni, non da ora – di insulti, fischi, ingiurie, aggressioni verbali e non solo verbali. Chi la insulta fa, per primo, il cortocircuito mentale fra presenza ebraica e presenza di Israele, ben prima del signor Pacifici. Quella della comunità ebraica di Roma – non sfiliamo se ci sono bandiere palestinesi – può essere discutibile per i motivi che Ovadia espone, ma poteva anche dire due parole – due – di rifiuto della logica secondo la quale alle manifestazioni del 25 aprile gli ebrei non possono partecipare se non singolarmente come individui, cioè come fa lui, ma mai come gruppo etnico. Eppure fu proprio come “gruppo etnico” – ebrei colpiti “in quanto” ebrei e non per le loro idee o azioni personali – che furono perseguitati e sterminati. La domanda quindi è una sola: è logico e accettabile che la bandiera con la stella di David debba essere offesa ad ogni 25 aprile? E’ accettabile che ai rappresentanti della Brigata ebraica sia impedito di parlare dal palco come succede ogni anno, da anni? Se la risposta è “sì” allora il senso del 25 aprile è stato tradito e profondamente travisato da quelli che manifestano sotto le bandiere palestinesi ben prima che dal signor Pacifici. Se la risposta è “no” se ne vorrebbero vedere le conseguenze: cioè la bandiera ebraica sfilare nel silenzio e nel pieno rispetto di tutti i partecipanti e i rappresentanti ebrei parlare con l’accoglienza che si deve a chi rappresenta il popolo che è passato attraverso i forni crematori. Israele è un altro problema, che piaccia o non piaccia ai filopalestinesi e a Moni Ovadia. Come ebreo io chiedo questo. Dopo – ripeto: dopo – che mi si garantisce libera e non soggetta a offese partecipazione al corteo per la liberazione, sono dispostissimo a sfilare anche accanto alle bandiere dei popoli oppressi dei giorni nostri: curdi, tibetani e altri. E anche palestinesi, ovviamente. Fino a che a me, come popolo (e il signor Ovadia non ha l’esclusiva di rappresentare il popolo ebraico, spero), non viene garantito alcun rispetto, io non garantirò, per quello che mi concerne, alcun rispetto ad altri: il “porgi l’altra guancia” non fa parte della nostra cultura, tanto quanto non fa parte della cultura islamica.

  • Francesco

    Ovadia, lei è un vero intellettuale di un’onestà unica. A lei i nazionalisti ebrei danno in pratica del traditore e a noialtri degli antisemiti striscianti. Condivido il suo rammarico e spero che gli ebrei della comunità ebraica romana partecipino alla manifestazione, se lo augurano tutti anche la Rete Romana di solidarietà col popolo palestinese.

  • Frank88

    Anche la Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese, ingiustamente accusata di opporsi alla presenza della Brigata Ebraica ha smentito tutto e ha sottolineato in un comunicato ufficiale che auspica la presenza di tale associazione. Il problema sono le bandiere palestinesi e i facinorosi ci sono anche tra le file della comunità ebraica romana come si vede da questo video –> https://www.youtube.com/watch?v=J8XurzvDz-o girato l’anno scorso.

  • Zopir

    Ovadia ignora che gli anni passati sono sempre stati gli aderenti della bandiera palestinese a molestare gli aderenti della brigata ebraica e della bandiera israeliana. Che la comunità ebraica non voglia esporre la loro gente agli antisemiti di sinistra mi pare comprensibile.

  • Bastiano.B.Bucci

    Certo che una cosa strana, come mai gli aderenti della bandiera palestinese molestano gli aderenti della bandiera israeliana? Forse perché di tanto in tanto gli israeliani massacrano qualche migliaio di palestinesi tanto per gradire, dopo aver fregato loro terra, casa, acqua, dignità, vita…

  • Bastiano.B.Bucci

    Il rispetto un popolo se lo conquista ed in genere non lo si fa con le armi. Con le armi si conquistano terra e potere, ma non la dignità.

  • irguiz

    il popolo ebraico il rispetto se l’è conquistato resistendo per duemila anni alla cristianità e al suo antigiudaismo; poi all’antisemitismo e allo sterminio. Se non vi basta questo per portare rispetto ditelo chiaramente che siete banalmente degli antisemiti come tutti quelli che vi hanno preceduto.

  • irguiz

    quindi secondo lei è legittimo che se la comunità ebraica va al corteo con la bandiera con la Stella di David i filopalestinesi (che con il 25 aprile c’entrano come il cavolo a merenda) li “molestino”? Poi vi lamentate se finisce in rissa…

  • irguiz

    con la bandiera da cui si sentono rappresentati?

  • Frank88
  • Francesco

    Sì anche con la bandiera della Brigata Ebraica, il comunicato è questo:

    Da Rete Romana Palestina a seguito comunicato ANED che chiama in causa Rete Romana Palestina e Comunità Palestinese sul 25 Aprile

    A CHI E A COSA SERVE LA DIFFUSIONE DI UN’ARTIFICIOSA RAPPRESENTAZIONE DI UN CLIMA VIOLENTO IN VISTA DEL 25 APRILE?

    A proposito delle “discussioni in cui le minacce e gli insulti hanno prevalso”, di cui si legge in un comunicato dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti di Roma, la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, esplicitamente chiamata in causa nel predetto comunicato, smentisce categoricamente che nell’assemblea di lunedì 30 marzo indetta dall’Anpi in preparazione della celebrazione del 25 aprile, cui il comunicato si riferisce, vi siano stati insulti e minacce nei confronti di chicchessia.

    Vi è stato un solo breve coro di proteste alla fine della riunione quando qualcuno ha affermato di avere sentito le stesse argomentazioni che adduce Casa Pound. I numerosi esponenti di associazioni solidali con la causa palestinese intervenuti nel dibattito e gli stessi rappresentanti della Comunità Palestinese di Roma, nel sostenere la legittimità della propria partecipazione al corteo e della presenza in esso della bandiera palestinese, come quella di tutti i popoli che sono in lotta per affermare il proprio diritto alla libertà, si sono espressi con toni pacati ed in tanti hanno manifestato rispetto e considerazione per l’Ebraismo e per i cittadini italiani di religione ebraica, di cui nessuno ha osato mettere in dubbio il buon diritto a celebrare il 25 aprile come tutti. Anzi è stato ricordato l’apporto alla Resistenza di tantissimi ebrei all’interno delle formazioni partigiane. Nulla è stato obiettato alla presenza dei rappresentanti della Brigata Ebraica e della relativa bandiera, tenendo nettamente distinte la critica e l’opposizione alla politica dello Stato di Israele contro cui resiste il Popolo Palestinese.

    Il presidente della Sezione Provinciale dell’ANPI, Ernesto Nassi, a conclusione dell’assemblea ha auspicato la presenza nel corteo, insieme alla bandiera dell’ANPI, di quella della Brigata Ebraica e di quella Palestinese. A questa conclusione ci atteniamo

    La Rete Romana Di Solidarietà con il Popolo Palestinese

  • Frank88

    Purtroppo chi si fa problemi per le bandiere palestinesi è proprio l’ANED e la brigata ebraica come si evince da queste dichiarazioni –> http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/08/news/brigata_ebraica_senza_bandiere_palestinesi_saremo_al_corteo_del_25_aprile_-111462264/

    e non è affatto bello porre simili diktat.

  • Francesco

    Condivido ciò che dice Ovadia e capisco la tua indignazione.
    Assolutamente quanto succede attualmente in Palestina e Israele è qualcosa che non centra con il 25 Aprile e non dovrebbe essere mischiato con questo giorno. Questo non deve però essere causa di odio reciproco: se quelli ti fischiano e non ti portano rispetto non significa che tu debba ripagarli con lo stesso pane. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” disse Gandhi, per questo se vuoi che gli altri ti rispettino devi essere tu il primo a rispettare gli altri e questo è un valore indiscutibile.
    Detto ciò mi rammarica sapere che ci sia gente che crea faide del genere e non condivido per nulla la decisione di Pacifici di non partecipare alla prossima manifestazione: non è astenendosi che si cambiano le cose, anzi, così facendo rischia solo di inasprire i rapporti tra coloro che già la fischiano con la Brigata Ebraica. E in più il messaggio che passa è quello del non desiderio di comunicazione con la Palestina.
    Se però TU non vuoi essere il cambiamento che vuoi vedere allora la colpa è tua e devi assumerti la responsabilità di aver contribuito all’odio che verrà.
    Come mai i neri in America hanno ottenuto pari diritti dei bianchi o l’India è indipendente o in Sud Africa non c’è più l’apartheid? Perché degli uomini comuni hanno ricevuto un grande supporto da infiniti altri offesi; e senza insulti né odio, ma subendo insulti e odio, hanno lottato pacificamente per la giustizia che hanno infine ottenuto. È quello che fanno i palestinesi che sfilano il 25 aprile: lottano contro l’apartheid.
    Non dimenticare mai che quello della violenza è un circolo vizioso da cui si esce soltanto con la nonviolenza: a violenza risponde violenza se non si è abbastanza forti da rifiutarla. Ma con questa, si sa, non si va tanto lontano…
    Con questo ho concluso e mi scuso in anticipo se c’è qualcosa che potresti ritenere offensivo.

    P.s. la scelta di partecipare ad un’associazione piuttosto che ad un’altra spetta all’individuo solo in base a quella che ritiene lui. Ma non significa che ne rifiuti un’altra cui ugualmente appartiene.

  • irguiz

    e quindi quale sarebbe la differenza con gli anni passati in cui chi sfilava con la bandiera della Brigata Ebraica (che è uguale a quella di Israele) veniva “molestato, come dice qui sotto Bastiano Bucci?

  • irguiz

    Non c’è niente che io ritenga offensivo in quello che hai scritto. C’è solo una diversa versione dei fatti. In sintesi: se io vengo fischiato, offeso e pubblicamente umiliato perché sfilo – legittimamente fino a prova contraria – con la bandiera che mi rappresenta o che io ritengo mi rappresenti, dovrei non rispondere alle provocazioni, dovrei non “ripagarli con lo stesso pane”, avere un atteggiamento gandhiano eccetera. Tutto comprensibile e anche umanamente condivisibile. La domanda però è: perché non si zittiscono quelli che fischiano, offendono e umiliano invece di dire a me di non ripagarli con la stessa moneta? Sono anni che questo succede, se sei onesto lo sai. Ma solo quest’anno la comunità ebraica di Roma ha deciso di non partecipare (e solo l’anno scorso è stata piuttosto manesca. A Roma, non a Milano dove l’aggressione era a senso unico). Ma negli anni precedenti? Quanta responsabilità hanno quelli che sono stati zitti o addirittura hanno condiviso le contestazioni?
    Non ho nulla contro l’idea di sfilare accanto alla bandiera palestinese (anche se la storia dice che 70 anni fa erano alleati dei nazisti e questo non lo può contestare nessuno), purché non si manchi di rispetto a me e alla “mia” bandiera.

  • Francesco

    Lei è ignorante, le due bandiere non sono uguali, controlli su qualsiasi enciclopedia, sul sito della Brigata Ebraica, sono simili ma diverse. La bandiera dello stato di Israele è posteriore e basata su quella della brigata, lei non conoscere la storia.

  • irguiz

    improvvisamente da un tono educato si passa alle offese. Tipico delle capre che danno dell’ignorante agli altri. Ti ho già risposto con fotografie dell’epoca e insisti! ripeto: digita “Brigata ebraica” su Google e scegli l’opzione “immagini”. Oppure vai su you tube e cercati il documentario The Spielberg Jewish Film Archive – Road to Liberty e guarda i militari della Brigata Ebraica che seppelliscono un commilitone al minuto 6:32: che bandiera usano secondo te? Che altro vuoi?

  • irguiz

    oppure al minuto 8:08 e seguenti dove si vede la bandiera e al minuto 8:11 dove si vede benissimo il distintivo da spalla con le righe larghe in verticale. E infine a 8:50 si vede la bandiera sventolare issata sul pennone. Non era difficile trovare questi documenti, ma più si è ignoranti e più si è presuntuosi, vero?

  • Francesco

    Semplicemente perché se è gente che fischia e che insulta è gente immatura che della cultura che l’occidente ha cercato di costruire in questi ultimi secoli non ha capito proprio niente e di conseguenza ripagandoli con la stessa moneta si esaltano e percependo l’offesa recata ne godono! Una soluzione potrebbe essere farli sentire insignificanti con frecciate taglienti che li facciano, appunto, sentire delle merde.
    Purtroppo non sempre è possibile discutere e ragionare pacificamente con loro; (cito) “mai discutere con uno stupido, ti porterà al suo livello e ti batterà con l’esperienza”!
    È per questo che le persone intelligenti (come ritengo tu sia dal tono pacato, seppur indignato, che mantieni e dalle risposte che dai) devono prendere le redini della situazione e cercare di far cambiare questo atteggiamento irragionevole ed infantile non rispondendo alle provocazioni con altre provocazioni.

    Va be’… che fossero stati alleati dei nazisti non mi interessa e non dovrebbe interessare più di tanto: se la metti su questo piano anche il Paese in cui vivi lo era ed era, per di più, la seconda potenza dell’Asse!! E sempre stando su questa linea la storia dice tante altre cose disdicevoli su quegli stati che ora in sostanza regolano il mondo. Trovo sia debole ed insensata questa tesi/scusa.
    Ti lodo inoltre quando dici “Non ho nulla contro l’idea di sfilare accanto alla bandiera palestinese […] purché non si manchi di rispetto a me e alla “mia” bandiera.” anche se credo che sfilare accanto a chi non ti porta rispetto (e magari chiedergli “perché fai così?”) faccia muovere qualcosa dentro a costoro e li faccia riflettere un attimino sul loro atteggiamento.
    E, mi ripeto, rispondere con la chiusura di ogni frontiera nei loro confronti, fomenta solo le avversità.

  • irguiz

    “…che fossero stati alleati dei nazisti non mi interessa e non dovrebbe interessare più di tanto…”: sì, forse, ma in qualsiasi altra occasione. Nel caso del 25 aprile mi pare piuttosto significativo. E mi sembra piuttosto curioso che nel giorno della Liberazione si faccia spallucce tra chi era antinazista e chi filonazista ! Per il resto, non ho alcun interesse a parlare con degli stupidi, ma nemmeno sto lì come un pirla a farmi insultare o sputare addosso senza muovere un dito….mi sembra un buonismo che lascia le cose come stanno: cioè con alcuni a spadroneggiare e altri a subìre

  • funes el memorioso

    Francamente non riesco a capire le ragioni del dibattito che si è aperto in questi giorni intorno alla festa-commemorazione del 25 aprile.
    Gli ebrei italiani in quanto attori e vittime di quegli avvenimenti ne hanno pienamente diritto.
    I Palestinesi o i Curdi ovvero il Polisario e i Tibetani, o altri popoli che si battano per la liberazione, anche.
    Nel mutuo rispetto (questo è lo spirito del 25 aprile).
    Gli ebrei non sono e non rappresentano lo Stato d’Israele e la cosa è altrettanto vera per i Palestinesi che non sono Hamas.
    Queste amalgame sono semplicemente terrificanti. E gl’Italiani che partecipano sono rappresentanti di Renzi, di Berlusconi, di Salvini, della mafia? Queste equazioni primitive rispondono non allo spirito di giustizia e libertà del 25 aprile, ma agl’interessi politicanti delle varie fazioni e veicolano un’immagine stereotiapata e razzista dell’ “altro”.
    Non possiamo permetterglielo.
    O accettano lo spirito del 25 aprile sensa strumentalizzazioni e nel rispetto di tutti i partecipanti oppure stiano fuori.

  • funes el memorioso

    Le due bandiere non sono uguali, simili ma non uguali. A partire dai colori e dalla disposizione e taglia delle bande.
    Basta scorrere il net per notare la differenza e se lei è stato al Memorial della Shoah a Parigi avrà notato un certo numero di foto con la bandiera della Brigata Ebraica che appunto assomiglia a quella d’Israele ma non è quella d’Israele.
    A riprova riprenda le foto delle sfilate degli anni passati con la bandiera della Brigata e vedrà, a meno che non sia daltonico, la diversità di tono e delle bande.
    Se poi ci sono delle persone alle quali la semplice presenza della stella di David dà noia, quelle persone a mio avviso hanno bisogno di curarsi o mestano nel torbido e strumentalizzano l’avvenimento per interessi che niente hanno a che vedere col 25 aprile.

  • Francesco

    IL tizio di sopra nega la realtà, gliel’ho anche detto in un altro post. La bandiera ufficiale delle brigata, usata nell’esercito britannico è quella con le bande larghe verticali e la stella gialla, documentato dalla stessa Brigata Ebraica e utilizzato nelle manifestazioni del 25 aprile precedenti. Ecco perché gli ho dato dell’ignorante e continua a pensarlo.

  • irguiz

    io non nego proprio niente e mi sono stufato di ripetere le stesse cose. Ripeto guardatevi The Spielberg Jewish Film Archive – Road to Liberty ai minuti che ho indicato più sopra e vedrete chiarissimamente sul pennone la stessa bandiera che poi è diventata quella di Israele. Capisco che sarete comunque tentati di misurare con un micrometro la dimensione delle due bande orizzontali (non verticali, quelle sono chiaramente visibili sulle braccia dei militari perché sono il distintivo da spalla – altra cosa ripetuta più volte) o lo spessore della stella di David, ma sarebbe una discussione da sofistici assolutamente priva di senso. Che piaccia o no, quello è il vessillo. Che nelle sfilate venga usata quella del distintivo da spalla (stella gialla e bande azzurre verticali) o quella della bandiera (stella e bande azzurre orizzontali) non ha alcuna importanza: è una libera scelta dei manifestanti, ma quello che conta è quale vessillo usavano i militari della Brigata: foto e documentario non lasciano dubbi.
    Sul fatto che ci siano tizi a cui la sola stella di Davide dia noia, comunque sia messa, non ho alcun dubbio. Ed è evidente che QUESTO è il vero problema. Il resto sono sofisticherie da storici. Il dato politico è che qualcuno pretenderebbe di impedire ad ebrei italiani di manifestare il 25 aprile con la bandiera che a loro insindacabile giudizio li rappresenta.

  • Francesco

    Scusami, mi sono espresso male. Quello che intendevo è che bisogna saper perdonare gli errori soprattutto se uno se ne pente (o come nel caso della Palestina ha in comune solo la nazionalità di chi ha commesso la colpa). I palestinesi che sfilano oggi non sono i palestinesi che si sono alleati con i nazisti 70 anni fa… I palestinesi che sfilano oggi sono i palestinesi che lottano contro l’apartheid nello stesso tempo in cui tu lotti per il rispetto della tua bandiera.

    E decisamente nemmeno io mi faccio sputare addosso, non è buonismo che lascia le cose come stanno quello che ti sto chiedendo e in cui io credo. Gandhi, Martin Luther King (per fare due nomi a caso) hanno fatto quello in cui credo e non mi sembra che sia rimasto tutto uguale..!

  • irguiz

    Ovvio che i palestinesi di oggi non sono quelli di 70 anni fa. Nemmeno i tedeschi lo sono e non avrei alcuna perplessità a sfilare il 25 aprile accanto a palestinesi, curdi, ceceni, tibetani ed anche tedeschi o austriaci. Purché questo accada nel rispetto del popolo ebraico e dei suoi simboli. Altrimenti non c’è alcuno spazio per un 25 aprile unitario. Sul pacifismo come modalità di lotta sono pienamente d’accordo: se i palestinesi (e i paesi arabi) di ieri l’avessero adottato anziché cercare di risolvere il problema con la forza, oggi credo fermamente che avrebbero uno stato e l’indipendenza a cui hanno diritto. Altra cosa è un idiota che ti offende in una giornata di festa; se ci arrivo lo prendo volentieri a calci nel didietro. Ti saluto.

  • Francesco

    Tutto chiarito e sono d’accordo.
    Eccetto l’ultima parte: se lo prendessi a calci nel sedere non capirebbe di essere nel torto. Ma dietro c’è un discorso molto più ampio… sarebbe bello poterne parlare faccia a faccia!
    Ti ringrazio perché nonostante la comunicazione da dietro lo schermo hai dimostrato di essere una persona intelligente e rispettosa.
    Porta per tutti questo rispetto e usa la tua intelligenza per sopraffare la stoltezza di certe persone.

  • Frank88

    Veramente chi pone diktat alla presenza di bandiere come quella palestinese è l’ANED e l’associazione legata alla brigata ebraica come si comunica qui –> http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/04/08/news/brigata_ebraica_senza_bandiere_palestinesi_saremo_al_corteo_del_25_aprile_-111462264/

  • Francesco

    Visto che il link va in moderazione copio e incollo un articolo preso dalla sezione romana di Repubblica per capire chi non vuole le bandiere e pone diktat alla presenza di quelle palestinesi al di là dell’inutile questione della bandiera della brigata (che è simile ma diversa!):

    25 aprile, Brigata ebraica: “Senza bandiere palestinesi saremo al corteo”

    L’Aned pronta a rivedere la sua posizione alle stesse condizioni. Ad aver rilanciato l’ipotesi di una manifestazione unitaria al Campidoglio era stata l’Anpi ma il presidente romano annuncia le sue dimissioni.

    E’ ancora polemica sul corteo del prossimo 25 aprile nella Capitale tra gli annunci del Campidoglio, le condizioni poste dalla Brigata ebraica e dall’Aned per partecipare alle celebrazioni e alla spaccatura all’interno dell’Anpi.

    “Vogliamo sfilare con la nostra bandiera e chiediamo che non ci siano bandiere della Palestina. A queste condizioni parteciperemo a una manifestazione unitaria per la Liberazione in Campidoglio”. A dirlo è il portavoce della Brigata Ebraica Alberto Tancredi commentando la proposta di una iniziativa per il giorno della Liberazione nella piazza del Campidoglio a Roma, rilanciata dall’Associazione nazionale partigiani (Anpi). La Brigata Ebraica e l’Associazione ex deportati nei campi nazisti (Aned) hanno annunciato la settimana scorsa di non voler partecipare al corteo tradizionale per la Liberazione dopo i tafferugli dello scorso anno con militanti filo-palestinesi.

    “Diciamo no ad argomenti che non hanno a che fare con la Liberazione – dice Tancredi – Bisogna ristabilire la verità storica. Ci sono altri 364 giorni in un anno per manifestare per i palestinesi, ma durante la Seconda Guerra Mondiale stavano con Hitler e Mussolini, mentre la Brigata Ebraica combatteva per la libertà. Vogliamo sfilare con la bandiera della Brigata, che solo dopo la guerra divenne la bandiera di Israele. La storia non si può mistificare”.

    Stesse condizioni pone anche l’Aned, pronta a rivedere la decisione di non partecipare “a condizione che sia il Comune a organizzazione l’evento – dice il vice presidente Aned Roma Eugenio Iafrate -, come ha proposto oggi l’Anpi e a condizione che non ci siano bandiere palestinesi e che ci venga garantito il diritto di parola dal palco”.

    Ma lo strappo ora si consuma anche dentro l’Anpi. Ernesto Nassi, presidente dell’associazione nazionale partigiani di Roma, in polemica con l’Anpi nazionale che ha chiesto al Campidoglio di gestire le manifestazioni del 25 aprile, annuncia che “sabato presenterà le dimissioni al Comitato provinciale, che era già stato convocato da dieci giorni”. “Non siamo d’accordo – dice – con l’idea dell’Anpi nazionale di delegare al Campidoglio l’organizzazione delle celebrazioni per il 25 Aprile a Roma. Non siamo stati neppure consultati al riguardo. Siamo basiti”. “Avevo già preso accordi con il Comune per un evento in piazza del Campidoglio, un concerto con 50 giovani musicisti. Ma prima volevamo tenere il corteo tradizionale la mattina, con la manifestazione a Porta San Paolo” aggiunge. “Adesso dovremo chiarirci con l’Anpi nazionale – conclude Nassi -. Non possono delegare il Comune alle celebrazioni senza neppure consultarci”.

    Intanto il Campidoglio ha annunciato in una nota che “i 70 anni della Liberazione verranno celebrati con una grande iniziativa in piazza del Campidoglio, come già previsto in sinergia con il programma di celebrazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal pomeriggio si svolgeranno le celebrazioni ufficiali e una grande festa di piazza con letture, spettacoli e concerti fino a sera. Il 25 aprile di Roma sarà dedicato a Massimo Rendina, testimone insostituibile della Resistenza, scomparso a febbraio”.

    I movimenti sociali invece fanno sapere che non ci saranno in ogni caso e che sfileranno, come da alcuni anni a questa parte, nella periferia est della capitale, toccando anche quartieri teatro di recenti tensioni come Tor Sapienza.

    8 aprile 2015

  • Bastiano.B.Bucci

    La violenza non è mai legittima, ma mi dica: lei pensa che ebrei potrebbero sopportare che in una qualche manifestazione ci fossero accanto a loro bandiere con la svastica?
    Se, nel mondo di oggi, c’è qualcuno degno di sfilare in una manifestazione per la resistenza, quello è il popolo palestinese.

  • irguiz

    e altrettanto a te!

  • Carmine Marino

    http://www.kolot.it/2011/01/26/lidillio-degli-ebrei-con-il-regime-fascista-prima-delle-leggi-razziali/ ho scoperto che prima delle leggi razziali in italia molti ebrei iscritti al partito fascista e avevano marciato su Roma o ricoprivano ruoli importanti (il prefettoDante Almansi fu promosso vicecapo della polizia, Maurizio Rava vicegovernatore della Libia, governatore della Somalia e generale della Milizia, Guido Jung, già deputato, diventerà nel 1932 addirittura ministro delle Finanze) …..visto che parlano del Mufti di gerusalemme la comunità ebraica

  • poomerang

    irguiz, stai distorcendo la realtà basandoti su due immagini di un documentario, presentate (da te) falsamente. Il simbolo della Brigata Ebraica è e resta quello a bande verticali. La bandiera sionista è e resta quella blu/bianca a bande orizzontali. Che poi la Brigata Ebraica si
    riconoscesse nella seconda bandiera e la usasse per onorare i morti o come vessillo (in periodo in cui, peraltro, lo Stato d’Israele non esisteva ancora e non s’era macchiato dei delitti che sappiamo), è ancora diversa. Oggi la bandiera di Sion è stata adottata dallo Stato
    d’Israele che ne è rappresentato, mentre la Brigata Ebraica è rappresentata dal suo simbolo a bande verticali. Cercare di mischiare tutto serve solo a nascondersi dietro a una foglia di fico, mascherare il nazionalismo israeliano dietro il rispetto per la brigata ebraica.

  • Francesco

    Condivido.

  • Luigi

    Cerchiamo di essere chiari , i palestinesi erano alleati dei nazisti , la presenza della bandiera palestinese è un evento antistorico e revisionista che offende milioni di vittime . Abu Mazen ha più volte dichiarato che nel futuro ed ennesimo stato palestinese ( anche la giordania era Palestina ed è a tutti gli effetti uno stato arabo palestinese ) non sarà permessa la presenza di popolazione di religione ebraica ! …..tutto questo ricorda la Germania nazista !

  • Giuliano Cianfrocca

    Parole chiare e nette contro la strumentalizzazione di chi, già un anno fa, tentò un vergognoso “assalto al palco” di Porta San Paolo.
    Viva il popolo ebraico, viva il popolo palestinese.
    Restino a casa loro gli intolleranti, i fondamentalisti religiosi e nazionalisti.

  • Bastiano.B.Bucci

    Ecco là, arriva l’antisemitismo, stavo aspettando da un po’!
    Il popolo ebraico è degno del più grande rispetto e della più grande ammirazione da parte di tutti, per svariati motivi, oltre allo sterminio ed alla discriminazione razziale subite nei secoli, per i suoi grandi intelletti, e per il contributo di genio e civiltà che ha donato al mondo.
    Ma questo non giustifica l’attuale politica di apartheid e colonialismo, oltre ai vari eccidi, nei confronti dei palestinesi. Allora io mi tolgo il cappello davanti a Moni Ovadia, ed a quelli come lui, che prendono le distanze dalla politica dello stato di Israele: Difatti nessuno pensa di estromettere queste persone dalla manifestazione alla quale hanno diritto di partecipare più di ogni altro. Ma chi non fa questa scelta non può marciare in una manifestazione per la resistenza e schierarsi a fianco di chi opprime e conculca diritti di altri popoli… Mi pare talmente ovvio…
    “Non si serve Dio e Mammona”

  • Bastiano.B.Bucci

    O magari la semplice soluzione che propone Moni Ovadia … che ne dite?

  • Bastiano.B.Bucci

    C’è un piccolo problema in quello che dice. Sono quattro parole “not in my name” che in certi casi è necessario dire per non essere omologati a chi compie scelleratezze. Non penso che nessuno si permetterebbe di negare a Moni Ovadia, o agli ebrei come lui (ce ne sono parecchi), la manifestazione del XXV aprile.
    Chiarisco meglio: se in Italia vincesse l’elezione, poniamo, Salvini, io in quanto italiano, se non prendessi le distanze, non potrei certo lamentarmi se immigrati o rom mi tacciassero di razzismo. La politica di Israele ora richiede questo: presa di distanza, che a quanto mi risulta, specie da parte degli organismi rappresentativi dell’ebraismo all’estero, non c’è quasi mai.

  • Luigi

    Cerchiamo di essere chiari , i palestinesi erano alleati dei nazisti , la presenza della bandiera palestinese è un evento antistorico e revisionista che offende milioni di vittime . Abu Mazen ha più volte dichiarato che nel futuro ed ennesimo stato palestinese ( anche la giordania era Palestina ed è a tutti gli effetti uno stato arabo palestinese ) non sarà permessa la presenza di popolazione di religione ebraica ! …..tutto questo ricorda la Germania nazista !

  • irguiz

    tu vaneggi caro amico. La Brigata Ebraica non era una compagnia di amiconi che facevano quello che gli pareva, ma una brigata militare regolarmente inquadrata nell’esercito inglese. Aveva quindi insegne precise e non poteva per ovvi motivi scegliersi insegne a proprio piacimento. Nel documentario che ho presentato (falsamente ? e che vuol dire?!) si vede una commemorazione ufficiale di una squadra della Brigata. Nel mezzo c’è un pennone su cui sventola una bandiera che riporta la stella di David nel mezzo e due fasce orizzontali. Nel documentario si vedono le braccia di alcuni soldati su cui si vedono benissimo i distintivi da spalla che riportano le due strisce verticali larghe e la stella di David che si suppone (come da altre immagini) fosse gialla. Di quale foglia di fico straparli? Il nazionalismo israeliano adottò quella stessa bandiera anni dopo.

  • irguiz

    ebrei hanno tutti i diritti di sfilare con le bandiere che, secondo loro, li rappresentano. Tutti gli anni quelle bandiere sono state fatte oggetto di insulti, offese e aggressioni verbali e non solo verbali. Chiariamo questo punto. Poi parliamo di quello che quest’anno, per la prima volta, la comunità ebraica di Roma (ma, non mi pare che quella di Milano sia dello stesso avviso) ha deciso di fare. E non si renda ridicolo di pretendendo che qualcuno per avere accesso al corteo del 25 aprile debba prendere le distanze dalle politiche di uno stato estero. Chi si crede di essere?

  • irguiz

    quindi per partecipare al 25 aprile, io figlio di un ebreo e partigiano, parente di vittime nei campi di sterminio, dovrei venire da lei e dichiarare di non condividere le politiche di uno stato estero e chiederle se la bandiera sionista (che poi è diventata quella della Brigata Ebraica e infine dello Stato di Israele) è legittimata a sfilare nel corteo del 25 aprile. Poi aspettare che lei valuti la mia buona fede, la mia regolarità partigiana (secondo i suoi canoni interpretativi) e la mia validità umana. Infine avrò il verdetto: Bastiano Bucci (o altri come lui) mi permetterà o meno di sfilare il Giorno della Liberazione. Credo che lei abbia bisogno di uno psicoterapeuta.

  • irguiz

    “La Brigata Ebraica e l’Associazione ex deportati nei campi nazisti
    (Aned) hanno annunciato la settimana scorsa di non voler partecipare al
    corteo tradizionale per la Liberazione dopo i tafferugli dello scorso
    anno con militanti filo-palestinesi”…. non è difficile da capire perché quest’anno hanno preso questa decisione. Sono anni che i rappresentanti della Brigata Ebraica non possono parlare dal palco perchè contestati.

  • Francesco

    È lei che insiste invece, la bandiera che rappresenta ufficialmente la brigata così come inquadrata nell’esercito britannico non è quella dell’attuale stato di Israele. Il motivo di questa voluta confusione è che si vuole usare la bandiera dello stato di Israele in funzione nazionalistica e antipalestinese. Purtroppo ciò è dimostrato dalle dichiarazioni di ANED e dell’associazione legata alla brigata contro la presenza delle bandiere palestinesi. Se si vuole usare la festa della liberazione per portare il nazionalismo israeliano è bene che si rimanga a casa, se invece si vuol davvero ricordare la Brigata Ebraica si lasci a casa il nazionalismo. Perché ricordiamocelo bene è stato un nazionalismo che ha oppresso l’Italia e l’Europa e ha provocato la shoah.

  • Francesco

    Cerchiamo di essere chiari l’Italia era alleata di Hitler. I palestinesi in quanto sottoposti al mandato britannico erano inquadrati tra gli Alleati. Il mufti di Gerusalemme era stato cacciato e infatti aveva formato truppe musulmane bosniache e non palestinesi al servizio dell’esercito di Hitler. Così tanto per non essere ignoranti in storia.

  • poomerang

    sicuro?
    ” It was accepted as the official Zionist flag at the Second Zionist Congress held in Switzerland in 1898″
    http://en.wikipedia.org/wiki/Flag_of_Israel#Origin_of_the_flag

  • Luigi

    Cerchiamo di essere chiari , i palestinesi erano alleati dei nazisti , la presenza della bandiera palestinese è un evento antistorico e revisionista che offende milioni di vittime . Abu Mazen ha più volte dichiarato che nel futuro ed ennesimo stato palestinese ( anche la giordania era Palestina ed è a tutti gli effetti uno stato arabo palestinese ) non sarà permessa la presenza di popolazione di religione ebraica ! …..tutto questo ricorda la Germania nazista !

  • Bastiano.B.Bucci

    Mi pare più che evidente!
    Come tutta la società civile ha richiesto che il popolo tedesco e quello italiano prendessero le distanze dal fascismo e dal nazismo, prima di accettarlo nel consesso civile e sociale delle nazioni, come si è preteso del pari che i sudafricani bianchi condannassero pubblicamente l’apartheid che avevano sostenuto fino al giorno prima.
    Non penso che lei avrebbe piacere nella manifestazione del XXV aprile, di vedere le bandiere di Forza Nuova al suo fianco.
    Tanto per rimanere sul piano della Sua stessa gentilezza, io penso che abbia bisogno di uno psicoterapeuta chi pretenda di sfilare sostenendo Netanyhau a fianco di libanesi o palestinesi parenti delle vittime dei suoi massacri.

  • irguiz

    non c’è alcuna confusione se non nella testa di chi non vuole nemmeno prendere atto delle prove fotografiche e documentarie. Tantomeno in chi si vuole “dimenticare” (che non è vera dimenticanza, ma pura e semplice malafede) che sono anni che le bandiere portate in piazza dalle comunità ebraiche (che siano quelle a bande verticali o quelle a strisce orizzontali) sono regolarmente fatte segno di offese e aggressioni. Solo quest’anno – e dopo anni di insulti – la comunità ebraica romana e l’ANED hanno preso la decisione che sappiamo. E, ricordiamocelo bene, il nazionalismo sionista è nato proprio per i venti secoli di antigiudaismo e di antisemitismo. Ora si cerca di ribaltare la frittata. Se c’è un popolo che non ha prodotto nazionalismo per millenni è proprio quello ebraico. Mo’ basta. Certo è che se continuate a ragionare così, diventa chiaro perché la sinistra italiana è ridotta all’irrilevanza più totale.

  • irguiz

    Nessuno pretende di sfilare sostenendo Netanyahu, nemmeno una buona metà degli israeliani lo farebbe. Ma di sicuro nessuno di loro rinuncerebbe per questo alla propria bandiera. Né lei né nessun altro ha alcun diritto di dirmi quale bandiera mi rappresenta. Tantopiù se quella bandiera ha rappresentato un brigata che ha combattuto per la liberazione, mentre i rappresentanti palestinesi contribuivano a organizzare le formazioni che in Bosnia combattevano contro i partigiani di Tito.

  • irguiz

    Cerchiamo di non essere ridicoli. Il mandato britannico sulla Palestina era un mandato delle Nazioni Unite, non un’occupazione coloniale. Gli inglesi quindi non potevano inquadrare proprio nessuno nel loro esercito. Anche la Brigata Ebraica era una formazione di volontari che fu inquadrata su propria richiesta. Lo stesso accadde in India, benché fosse una colonia, dove la maggior parte delle truppe indiane furono inquadrate nell’esercito inglese, ma una piccola minoranza di volontari (musulmani) si unì alle truppe dell’Asse.

  • irguiz

    cioè “sparire” come gruppo etnico e partecipare come semplice individuo. Ognuno è libero di fare quello che vuole e che sente meglio per lui. Ma proporre la “sparizione” degli ebrei come gruppo etnico, mi pare che suoni parecchio male a 70 anni dalla fine delle persecuzioni razziali.

  • irguiz

    per una verifica ulteriore: “The Jewish Brigade Group of the British army, which fought under the
    Zionist flag, was formally established in September 1944” http://www.ushmm.org/wlc/en/article.php?ModuleId=10005275
    “…che combattè sotto la bandiera sionista…”. E’ chiaro adesso?

  • irguiz

    ancora: “This new founded Brigade, part of the British army, got their very own
    flag and emblem. This flag is now the national flag of Israel. The
    emblem had a golden Star of David with blue-white-blue stripes on the
    background and above this, the text: Jewish Brigade Group””, da http://www.lwdparts.com/specials_jewishbrigade?openagent&id=c

  • Guest

    Cerchi Palestine Regiment troverà che vennero arruolati nell’esercito britannico sia arabi palestinesi che ebrei di palestina. Lei è solo un fissato ideologizzato.

  • Frank88

    Cerchi Palestine Regiment troverà che vennero arruolati nell’esercito britannico sia arabi palestinesi che ebrei di palestina. Lei è molto ideologizzato.

  • irguiz

    se non riesci a distinguere “popolo ebraico” e politiche israeliane io non so cosa farci. Chi – secondo te – non prende le distanze dalle politiche israeliane sarebbe chi vuole sfilare portando la bandiera che lo rappresenta. Cioè quella che ogni anno viene fischiata, insultata, offesa eccetera. E a te chi te l’ha detto che uno che vuole la “sua” bandiera condivide anche le politiche di Netanyahu, visto che anche la metà degli israeliani gli è contro?

  • irguiz

    Copio e incollo dal sito jta.org (ricerca effettuata per Jewish Brigade flag):

    British Government Approves Design for Jewish Brigade Flag
    November 1, 1944

    LONDON (Oct. 31)

    The British Government today informed the Jewish
    Agency for Palestine that it has authorized the design submitted by the
    Agency for a flag for the Jewish Brigade.

    The banner will have two horizontal blue stripes on a white
    background with a blue Star of David in the center. A blue-white-blue
    shoulder flash with a golden Star of David has also been authorized.
    Above the flash will be the designation “Jewish Brigade” in white
    letters on a khaki background and also the Hebrew initials for “Jewish
    Fighting Formation.”

    Several designs for the Brigade flag are said to have been considered
    by the British military authorities, including one incorporating the
    Union Jack. It is understood, however, that preference was given to the
    design submitted by the Jewish Agency since the Jewish Brigade will,
    under any circumstances, fight under British.

    Come già detto la bandiera, immortalata in foto e documentari, fu quella con le due strisce orizzontali e la Stella di David nel centro, tutto azzurro su fondo bianco. L’altro emblema approvato, a bande blu verticali con la Stella di David gialla, fu usato sempre come distintivo da spalla in stoffa (shoulder flash), a volte come gagliardetto e nei manifesti. Non escludo altri usi, ma la bandiera era quella del movimento sionista che poi diventò quella di Israele.

  • irguiz

    Copio e incollo dal sito jta (org): ricerca effettuata per Jewish Brigade flag.

    British Government Approves Design for Jewish Brigade Flag
    November 1, 1944

    LONDON (Oct. 31)

    The British Government today informed the Jewish
    Agency for Palestine that it has authorized the design submitted by the
    Agency for a flag for the Jewish Brigade.

    The banner will have two horizontal blue stripes on a white
    background with a blue Star of David in the center. A blue-white-blue
    shoulder flash with a golden Star of David has also been authorized.
    Above the flash will be the designation “Jewish Brigade” in white
    letters on a khaki background and also the Hebrew initials for “Jewish
    Fighting Formation.”

    Several designs for the Brigade flag are said to have been considered
    by the British military authorities, including one incorporating the
    Union Jack. It is understood, however, that preference was given to the
    design submitted by the Jewish Agency since the Jewish Brigade will,
    under any circumstances, fight under British.

    Come
    già detto la bandiera (the banner), immortalata in foto e documentari, fu quella con
    le due strisce orizzontali e la Stella di David nel centro, tutto
    azzurro su fondo bianco. L’altro emblema approvato, a bande blu
    verticali con la Stella di David gialla, era il distintivo
    da spalla in stoffa (shoulder flash), usato a volte come gagliardetto e nei manifesti. Non
    escludo altri usi, ma la bandiera era quella del movimneto sionista che poi diventò
    quella di Israele.

  • irguiz

    non ho mai negato che ci fossero anche arabi palestinesi nell’esercito inglese: in realtà di furono tre brigate ebraiche e una araba. Ma erano tutti volontari perché gli inglesi non avevano la possibilità legale di imporre un arruolamento forzato: la Palestina non era una colonia inglese.

  • irguiz

    non ho mai negato che ci fossero anche arabi palestinesi nell’esercito
    inglese: in realtà di furono tre brigate ebraiche e una araba. Erano
    tutti volontari perché gli inglesi non avevano la possibilità legale di
    imporre un arruolamento forzato: la Palestina non era una colonia.

  • irguiz

    siamo d’accordo. Ma la bandiera palestinese non è una bandiera nazionalista?

  • Frank88

    Va bene ho controllato anch’io, risulta quello che è scritto, l’avesse prodotto prima questo documento si sarebbe tutto chiarito, invece di citare filmati. Riconosco l’errore. Resta il fatto che qualcuno usa quella bandiera con intenti nazionalisti e che sarebbe più opportuno usare l’altra che sembra comunque più usata e meno ideologicamente orientata.

  • Frank88

    Sia chiaro che se vogliono usare la bandiera di Israele lo facciano pure, ma quella bandiera è ideologicamente segnata e rischia di essere usata in maniera provocatoria a differenza dello altra, che non ha quel significato e che comunque è decisamente più usata dalla brigata.

  • irguiz

    Le riconosco l’onestà di ammettere l’errore, non capita spesso. Avrei prodotto prima questo documento se l’avessi conosciuto. Conoscevo il documentario di Spielberg, ma visto che quello non bastava a convincere ho dovuto approfondire la ricerca ed è saltato fuori questo. La questione era comunque facilmente deducibile da foto e documentario anche se faceva fastidio doverlo ammettere. Per il resto è evidente che la bandiera di Israele è usata in modo politicamente orientato, ma a seguito di anni di offese ricevute anche quando veniva usata per lo più “l’altra” bandiera.

  • Giuliano Cianfrocca

    Spesso non sono nazionaliste le bandiere, ma chi le agita e il motivo per cui lo fa. Noi dell’ANPI portiamo bandiere tricolori: lo fanno anche i fascisti; non è la stessa cosa. Ho visto bandiere di Israele nelle manifestazioni a Tel Aviv contro la colonizzazione e nelle mani degli aggressori a Porta San Paolo il 25 aprile del 2014; non è la stessa cosa. Gli integralisti di Hamas hanno bandiere palestinesi? Non è la stessa cosa dei compagni di Fatah o del Fronte democratico.

  • Giuliano Cianfrocca

    Molestato? Ma se proprio tu, pur se con l’eufemismo “piuttosto manesco” hai ammesso l’aggressione al palco dei partigiani da parte delle squadracce di Pacifici (miei amici più addentro alle vicende della comunità ebraica romana mi dicono essere la LED). E che dire del pestaggio a Piazza del Colosseo, per sedare il quale ci volle tutto il nostro impegno?

  • irguiz

    non ho alcuna difficoltà ad ammettere che l’anno scorso gli ebrei romani sono stati aggressivi e maneschi. Né che lo sono stati anche in altre occasioni nelle strade del ghetto. Ma questa prassi offensiva e aggressiva verso le bandiere della brigata ebraica non sono cominciate l’anno scortso. Che fa Cianfrocca, cade dalle nuvole? Proprio l’ANPI romano si scusò con la comunità ebraica nel 2013 perché al loro rappresentante era stato impedito di parlare… sono anni che succede, adesso state raccogliendo i frutti dell’intolleranza.

  • Guest

    Ecco allora i maneschi se ne stiano a casa loro, non sono compatibili con la festa della liberazione.

  • Giuliano Cianfrocca

    Cado dalle nuvole, infatti. L’anno scorso, 2014, la squadraccia di Pacifici attaccò il palco, che ho difeso insieme ad altri iscritti all’ANPI, proprio perché pretendeva che il loro capetto parlasse dal palco. Questo è quello che ho visto, insieme all’aggressione in Piazza del Colosseo. Sembra proprio che dei teppisti si facciano scudo di brigate e bandiere per scopi loro, certamente lontani dall’antifascismo. Per non parlare di ciò che lei stesso ha ricordato, caro Irguiz, i ragazzi picchiati perché portavano una kefiah al collo… Nessuno deve essere oltraggiato perché porta una kippah, tantomeno picchiato per una kefiah. D’altra parte le lingue semitiche si somigliano molto, come si vede anche da quest’altro esempio… salām سلام , Shalom שָׁלוֹם.
    Definire antisemiti i palestinesi è ben curioso, no?

  • Giuliano Cianfrocca

    Mi sembra che la discussione ormai interessi solo me e lei, signor Irguiz. Ma, visto che fa una domanda, mi pare cortese rispondere.
    Le stesse bandiere nazionali possono essere sventolate con scopi e funzioni diverse. Noi dell’ANPI portiamo ai cortei e alle celebrazioni i tricolori; anche i neofascisti di Terza Posizione sventolano tricolori. Non è la stessa cosa. Ho visto bandiere israeliane in mano ai Jews for Justice for Palestinians, a Tel Aviv, e agli energumeni di Pacifici a Roma. Non è la stessa cosa. Gli integralisti religiosi di Hamas hanno adottato le bandiere palestinesi? Non è la stessa cosa dei militanti laici di Fatah o del FDLP.

  • Giuliano Cianfrocca

    Tafferugli con filopalestinesi? Lei stesso, onestamente, ha ammesso che si trattò di un’aggressione (pudicamente, ha parlato di “modi maneschi”) al palco dei partigiani i n Piazza San Paolo. Ha dimenticato di ricordare che gli stessi teppisti avevano aggredito, in Piazza del Colosseo, un manifestante con bandiera palestinese.

  • Giuliano Cianfrocca

    Forse abbiamo perso i termini precisi della questione. Sono alcuni ebrei romani (la maggioranza, pare dire Moni Ovadia) che non vogliono vedere sfilare le bandiere palestinesi, e per questo affermano che non parteciperanno al corteo antifascista (e con loro l’ANED, e questo mi dispiace). Non c’è alcun veto, invece, della comunità palestinese o di suoi dirigenti alla partecipazione di bandiere della Brigata Ebraica. Evitiamo confusioni e fraintendimenti. Cerchiamo di comprendere bene chi sono i prevaricatori.

  • irguiz

    no, non è affatto “curioso” dal momento che antisemitismo significa antiebraismo da almeno due secoli e questo è il senso che il termine ha avuto sin dalla sua origine. E palestinesi sono anche quelli di Hamas, come lei sa bene, che nel loro statuto riportano un famoso detto appartenente alla raccolta di hadit di al Bukhari, del VIII secolo, che le ricordo volentieri: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non
    combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a
    quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o
    l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro
    di me, vieni e uccidilo”.

    Che ci sia negli ultimi anni un certo ricorso alla violenza a Roma, da parte ebraica, è cosa nota che non mi sogno di negare. Ma mi piacerebbe che dalla sua parte si smettesse di negare che quella ebraica è una REAZIONE a tanti anni e a tanti episodi, gravi, da loro subìti. Fra cui ricordo il 25 aprile del 2013 su cui lei curiosamente sorvola, anche se afferma di appartenere all’ANPI. Ci fu un comunicato ANPI al proposito, se l’è dimenticato? Se quella di Pacifici (2014) era una “squadraccia”, come definirebbe quella che nel 2013 impedì al rappresentante della Brigata Ebraica di parlare? Verità scomoda?

  • irguiz

    ok, allora che se ne stiano a casa loro TUTTI.

  • yallapalestina

    Totalmente d’accordo con Moni Ovadia, Nella manifestazione del 25 aprile che celebra la resistenza contro il nazifascismo e tutti i fascismi di ieri e oggi
    NON VOGLIAMO SIONISTI.
    Chi supporta o avvalla la condotta di uno stato etnocratico fondato seminando il terrore e la pulizia etnica da più di 60anni nei confronti di un altro popolo, non può incarnare i valori di questa celebrazione.

    Sono benvenuti gli ebrei come Moni Ovadia che si dissociano dallo stato d’ Israele pur mantenendo intatta la loro identità ebraica e che giustamente hanno tutti i diritti di sfilare per ricordare al mondo le sofferenze e le persecuzioni ingiustificabili patite nei secoli.
    Perchè il 25 aprile è il giorno di tutti i popoli oppressi che si sono liberati o che lottano per farlo.Non è il giorno di chi da vittima si trasforma in carnefice.

    E non è questione di polemica su stella gialla o meno per la bandiera della brigata, dato che è evidente come mantenere così sottile e opinabile(dato che ognuno sui colori ecc dice la sua )la differenza sia semplicemente un paravento per la comunità ebraica di sfilare con la bandiera dello stato sionista. Tralaltro è un dato di fatto che parte della brigata è stata poi uno degli elementi di spicco e di formazione de nascente esercito israeliano che ha massacrato e espulso i palestinesi durante la nakba del 1948.

    Basterebbe leggere le dichiarazioni vergognose di Pacifici su Gaza,vedere l’atteggiamento squadrista dei picchiatori del ghetto e gli appoggi politici di cui godono in altre occasioni per capirle da che parte stanno.

    Come per capire i crimini sionisti e la malafede di chi lo sostiene basterebbe leggere “La pulizia etnica della Palestina” di illan Pappe:dove sono narrate con tanto di fonti storiche “israeliane” tutte le azioni criminali che hanno portato all’ascesa dell’unica “democrazia del medio oriente”.

  • Guest

    No, solo chi è manesco deve starsene a casa perché la violenza non é nel DNA della festa.

  • irguiz

    sì, intendevo TUTTI i maneschi; che sono quelli che vengono alle mani, ma anche quelli che insultano, fischiano e provocano. Perché anche provocare l’umiliazione altrui e l’irritazione e l’arrabbiatura fino alla reazione è attività “manesca” che è (o dovrebbe essere) fuori del DNA della festa.

  • Bastiano.B.Bucci

    Forse non mi hai letto bene, ma non ho detto affatto che tutto il popolo ebraico sia d’accordo con le politiche di Netanyahu, ed ovviamente non lo penso, Conosco Ebrei, anche cittadini israeliani, che lo criticano aspramente e magari marciano assieme a palestinesi che criticano altrettanto aspramente la politica di Hamas. Però è un fatto che, ad esempio, non si sono sentiti organismi rappresentativi dell’ebraismo in paesi fuori da Israele, condannare senza se e senza ma, reazioni spropositate come quelle operate da Israele sul Libano e su Gaza.
    Moni Ovadia, per parlare di persone note, lo ha sempre fatto, e con lui molti altri scrittori, intellettuali e giornalisti, e ripeto, nessuno si potrebbe mai permettere di pensare che non abbiano diritto di partecipare ad una commemorazione della resistenza. Però è un fatto che, stante la situazione, dopo gli ultimi risultati elettorali, queste idee vanno palesate.
    Nessuno chiede al popolo ebraico qualche genere di Canossa (ci mancherebbe altro) però quando c’era Berlusconi ed all’estero mi chiedevano di lui, la prima cosa che dicevo era di non condividere le sue politiche e quando c’erano manifestazioni pacifiste in contemporanea coi bombardamenti in Bosnia, io partecipavo con la bandiera di Capitini, non col tricolore italiano.

  • Bastiano.B.Bucci

    Ho già risposto sotto.

  • irguiz

    Tu hai scritto testualmente: “Il popolo ebraico è degno del più grande rispetto (…) Ma questo non giustifica l’attuale politica di apartheid e colonialismo”. Quindi hai un po’ di confusione nella testa perché metti insieme – volutamente – popolo ebraico e politiche di apartheid (che non sono praticate dal “popolo ebraico” ma da uno stato nazionale in cui vive meno della metà del popolo ebraico. Io come cittadino italiano di cultura ebraica e ateo, quindi di nessuna religione, ho una testa pensante e ho tutti i diritti di ritenere valide alcune critiche su Israele e totalmente ideologiche e fuorvianti, quando non apertamente false, altre (e quante ne sono state dette di stupidaggini palesemente inventate di sana pianta o storicamente manipolate!).
    Detto questo ho tutti i diritti di partecipare a titolo personale come fa Ovadia, sotto le bandiere dell’ANPI, ma anche quelli, se lo voglio, di partecipare come appartenente ad un gruppo etnico, sotto la bandiera che mi rappresenta. Che è quella della Brigata Ebraica, la quale mi permette di affermare, manifestando e mettendola in mostra, che gli ebrei non sono stati solo vittime inerti della violenza altrui, ma hanno partecipato attivamente alla Resistenza come partigiani e come volontari inquadrati nell’esercito inglese; cosa che – grazie alla progressiva appropriazione “altrui” della Resistenza stessa – è stata finora del tutto ignorata. Questo è il senso che quella bandiera ha, per me. Per me, ripeto. A prescindere da quello che gli organismi rappresentativi delle comunità ebraiche dicono su Israele. Perché non sono iscritto ad alcuna comunità e non ho mai eletto alcun rappresentante che parli per me.

    Ma quella bandiera, in cui io mi riconosco, è stata fatta oggetto di insulti e aggressioni per anni. Anche quando quella sventolata era diversa (per via delle bande verticali e della stella gialla) da quella di Israele. Allora lo si dica chiaro: quello che non si voleva vedere è la stella di David in quanto emblema ebraico volutamente e politicamente inteso solo come “israeliano”. Che fosse gialla o azzurra non importava. Comunque fosse veniva insultata. Questa è la storia degli ultimi anni. Ed è la storia che io non sono disposto a digerire passivamente. Che piaccia o non piaccia al sig. Bucci e ai tanti altri come lui, compreso questo giornale.

    A seguire: come italiano ho vissuto l’assedio di Sarajevo per quattro anni e i suoi diecimila morti o più. Ed ho salutato con entusiasmo e con un sospiro di soddisfazione e di liberazione i bombardamenti NATO sulle postazioni serbe che circondavano la città. Allo stesso tempo mi sono vergognato e ho disprezzato l’inettitudine dei caschi blu olandesi che hanno permesso lo sterminio di Srebrenica. Nel frattempo tu sfilavi con la bandiera della pace. Va bene, libero di farlo. Ma questo non ti dà alcuna superiorità morale su chi invece chiedeva, come me, un intervento militare per far cessare i massacri. Cosa poi regolarmente avvenuta.

  • irguiz

    Chi porta la bandiera della Brigata Ebraica è la stessa cosa dei coloni della West Bank? Se lei ritiene di sì allora smettiamo di parlare perché è un dialogo fra sordi. Se invece, come spero, riesce a vederci una differenza, allora convenga che non si può decidere a tavolino se degli ebrei italiani che si riconoscono in quella bandiera – a prescindere da quello che eventualmente pensino delle politiche israeliane – possono o non possono partecipare al corteo. Esattamente come le bandiere palestinesi che sventolano non si sa se sono sventolate da energumeni che in cuor loro tifano per Hamas (come fa la maggior parte della popolazione palestinese) oppure se è gente pacifica e dialogante. Chi lo decide? Il signor Cianfrocca? L’ANPI? I palestinesi? Rifondazione comunista (o simili)?
    Se è l’ANPI che organizza il corteo e che regolarmente invita la Brigata Ebraica a partecipare, come può l’ANPI decidere che la bandiera della B.E. (che è la stessa di Israele) non può esserci? E se c’è, chi garantisce che non venga insultata e aggredita? E se viene insultata e aggredita chi può ritenere illegittima una reazione?
    Quando avrà risposte esaurienti su questo ne riparleremo. Intanto non si caschi dalle nuvole aggrappandosi ai fatti dell’anno scorso. Sono anni che la Stella di David, comunque venga rappresentata viene insultata. Sono i simboli evidenti dell’ebraismo (che ovviamente Israele ha fatto propri) che sono ritenuti incompatibili con il 25 aprile. Il che è un’aberrazione del senso stesso di questa ricorrenza.

  • irguiz

    ok, io mi dissocio dalle politiche israeliane. Ma la mia bandiera è quella con due righe azzurre orizzontali e la stella di David azzurra in campo bianco. Sei disposto a garantire che io e la mia bandiera si possa partecipare incolumi al corteo del 25 aprile ? Se dici di sì, te ne prendi la responsabilità politica; se dici di no sei solo un prevaricatore fascista. E me ne strafotto se hai letto Ilan Pappe che è l’unico che dice le cose che prendi per oro colato. Ci sono decine e decine di altri storici che dicono cose diverse e anche molto diverse da quelle che dice lui.

  • irguiz

    Cerchiamo di non ciurlare nel manico. Sono ANNI che le bandiere ebraiche vengono contestate da persone che, arabi o no, girano con le bandiere palestinesi. A QUESTO hanno risposto alcuni ebrei romani. E dopo anni di insulti hanno imposto un “o loro o noi” che non dovrebbe preoccuparvi troppo, no? Non era questo che volevate quando lasciavate che le bandiere della Brigata Ebraica fossero insultate e chi le portava venisse aggredito? Non volevate che “quellì lì, con quelle bandiere lì” se ne andassero dal corteo del 25 aprile? E l’ANED, potrà piacere o no, ha capito come stavano le cose e hanno deciso di ritirarsi pure loro: i deportati nei campi nazisti. Il risultato è che chi ha maggiormente sofferto dal nazifascismo, ebrei e deportati, non si sente libero di parteciparvi. Ottimo risultato per degli antifascisti!

  • Giuliano Cianfrocca

    Veramente facciamo finta di non capire? L’ANPI non vieta a nessuno di sfilare con la bandiera della Brigata ebraica! Sono esponenti di un gruppo che in essa si riconosce a voler impedire alle bandiere palestinesi di sfilare il 25 aprile. la questione è questa, chiara e semplice. Infiocchettarla di mille deviazioni (il)logiche è un artificio che non aggiunge verità alle sue argomentazioni, sig. Irguz.

  • irguiz

    Caro amico, lei è evidentemente uno che fa finta di non capire e così ricorre al vecchio giochetto di ribaltare la frittata. Quello che afferma riguarda la posizione presa da comunità ebraica romana e ANED per il corteo di QUESTO ANNO. Allora le ricordo non quello che è successo l’anno scorso, che ovviamente a lei fa piacere ricordare perché gli ebrei romani si sono rivelati maneschi, ma l’anno precedente, il 2013. In quell’occasione, copio e incollo dal sito di Roma ebraica: “C’è anche la Brigata Ebraica iscritta a parlare. Alberto Tancredi ha
    fatto richiesta ufficiale compilando un foglio nell’ultima riunione
    organizzativa con l’Anpi a cui hanno partecipato le associazioni. Ore
    12,30 Tancredi si avvicina al palco, chiede al presentatore: “Quando
    tocca a me?”. Il presentatore guarda la scaletta: “Tu non ci sei, non
    devi parlare. Chiedi agli organizzatori”. Tancredi resta ancora
    sbalordito, cerca quelli dell’Anpi. Li trova. Chiede spiegazioni. E
    torna dai suoi della Brigata Ebraica senza aver fatto il suo discorso:
    “Mi hanno detto – spiega lui agli altri ragazzi – che è stato deciso che
    è meglio non parlare perché se no si sarebbero potuti verificare dei
    disordini con altri gruppi”.
    Tanto per fare un esempio, sorvolando sui numerosi episodi di offese, provocazioni e così via anche degli anni precedenti e non solo a Roma. Deduzione: l’ANPI ha tolto la parola alla Brigata Ebraica perché c’erano gruppi che avrebbero potuto creare disordini.
    Chieda a Duccio Pedercini, dell’ANPI romano, che nella stessa occasione scrisse che l’Anpi condannava “senza se
    e senza ma le contestazioni alle bandiere ebraiche (non ci sono state
    contestazioni alla Brigata Ebraica ma solo alle bandiere di
    Israele) [e qui Pedercini cade nel solito errore (errore?) banale di pensare che esistano due bandiere diverse, ma come ho ampiamente dimostrato più sopra, confrontandomi con numerosi commentatori e beccandomi svariate offese, la bandiera della Bigata ebraica E’ LA STESSA DELLO STATO DI ISRAELE], ricordando che la Brigata, è sempre stata invitata
    ufficialmente in ogni 25 aprile dall’Anpi di Roma (…) La Brigata era stata invitata a parlare, tuttavia alle prime
    contestazioni, purtroppo per una decisione affrettata, è stato convenuto
    di non far parlare i rappresentanti della Brigata per non scaldare gli
    animi. L’Anpi si è scusata per l’accaduto, con lettera alla comunità
    ebraica ed ai rappresentanti della Brigata Ebraica con comunicati stampa
    che si posso leggere nel blog ANPI Roma”.
    Data: 25 aprile 2013.
    Allora chi zittisce chi? Chi aggredisce chi? Chi è il violento e chi la vittima? Quali sono le bandiere che non devono essere presenti? Questi lei li chiamerà “infiocchettamenti di mille deviazioni illogiche (illogiche?)” ma mi sembra che a lei faccia solo comodo evitare di parlare di quello che accade da anni e allora limita la sua “memoria storica” all’anno scorso e al Gran Rifiuto di quest’anno. Complimenti. Sono anni che agli ebrei non è concesso sfilare sotto le proprie bandiere e l’ANPI puntualmente non sa reagire se non togliendo la parola agli ebrei stessi.
    Trovo condivisibile l’assalto del 2014? No di certo. Ma l’alternativa qual è? Devo stare zitto e limitarmi a subire? Ma lei ha voglia di scherzare o mi sta solo prendendo per i fondelli?
    Se l’ANPI è l’organizzatore del corteo all’ANPI COMPETE L’OBBLIGO di garantire alla Brigata Ebraica la possibilità di sfilare con le sue bandiere (smettendola con questa farsa ignobile di inventarsi bandiere diverse mai esistite) ed ai suoi rappresentanti la possibilità di parlare se ciò è stato convenuto in sede organizzativa. Che dei filopalestinesi si arroghino il diritto di decidere chi deve esserci e chi no, chi deve parlare e chi no forse è l’ora che ve lo togliate dalla testa. Voi e loro.

    E non mi venga a insegnare quali formazioni ebraiche sono contro la colonizzazione, non ne ho alcun bisogno: se le può interessare lo sono anch’io. Ma non per questo riconosco a lei o a nessun altro il diritto di dirmi con quale bandiera posso o non posso sfilare il giorno della Liberazione.

  • irguiz

    …e scordatevi pure che ogni singolo ebreo venga con il cappello in mano a portarvi il certificato di “buona condotta antisionista” per aver il diritto di parola. Mussolini è defunto, Hitler pure e, se non sbaglio, anche Stalin è trapassato remoto.

  • irguiz

    e per non sbagliare incollo di nuovo la definizione ufficiale della bandiera della Brigata Ebraica:

    British Government Approves Design for Jewish Brigade Flag
    November 1, 1944

    LONDON (Oct. 31)

    The British Government today informed the Jewish Agency for Palestine that it has authorized the design submitted by the
    Agency for a flag for the Jewish Brigade.

    The banner will have two horizontal blue stripes on a white background with a blue Star of David in the center. A blue-white-blue
    shoulder flash with a golden Star of David has also been authorized.
    Above the flash will be the designation “Jewish Brigade” in white letters on a khaki background and also the Hebrew initials for “Jewish Fighting Formation.”

    Several designs for the Brigade flag are said to have been considered by the British military authorities, including one incorporating the
    Union Jack. It is understood, however, that preference was given to the design submitted by the Jewish Agency since the Jewish Brigade will, under any circumstances, fight under British.

    La bandiera (the banner) approvata ufficialmente, immortalata in foto e documentari, era quella con le due strisce orizzontali e la Stella di David nel centro, tutto azzurro su fondo bianco. L’altro emblema approvato, a bande blu verticali con la Stella di David gialla, era il distintivo da spalla in stoffa (shoulder flash). La bandiera era quella del movimneto sionista che poi diventò anche quella di Israele.

  • irguiz

    io, ebreo, porto la bandiera in cui mi riconosco. Chi decide se il mio portarla è uguale a quella di un colono oltranzista della west bank? Lo decidi tu? Lo decide l’ANPI? Lo decide il ForumPalestina? Chi rilascia il “certificato di buona e sana costituzione antisionista”?

  • irguiz

    Avevo già risposto, ma il mio commento è misteriosamente sparito, anche se non c’era niente di offensivo.
    Sintetizzo di nuovo.

    Veramente casca dalle nuvole? Già nel 2013 la bandiera ebraica fu insultata e al rappresentante della Brigata ebraica fu impedito di parlare. L’ANPI stesso si scusò per l’accaduto, ammettendo di essere stato costretto dalla situazione a togliere la parola agli ebrei. Tutto questo per lei non conta niente? Ha voglia di scherzare?

  • Max lo scettico

    Mi dispiace doverti correggere ma il reato di antisemitismo concerne l’insieme dei popoli semiti, cioè quei popoli identificati da un linguista tedesco alla metà dell’800, che parlano una lingua con radici comuni (senza nessun riferimento o utilizzazione di aspetti razziali): la categoria nasce nel contesto linguistico e non biologico. Sono pertanto semiti tanto gli ebrei quanto gli arabi.
    Le legislazioni dei paesi più “avanzati” dell’U.E., considerano antisemita anche una frase o un gesto violento che colpisce un arano.
    Andate pure a verificare: si parla di razzismo in generale (e si pensa ad africani, orientali, indiani, nativi delle americhe ecc.), di antisemitismo (giustappunto perché non si tratta di razza), di xenofobia. Come per caso gli arabi non sono citati, perché in realtà sono iclusinnela categoria di semiti.
    I Fenici anche erano semiti. Ed è un peccato che non possano partecipare a questa discussione: sarebbe meno asfittica.

  • irguiz

    Dopo l’estenuante querelle sulla bandiera della Brigata Ebraica, mo’ comincia quella sull’antisemitismo?
    Qualsiasi libro di storia parla di antisemitismo riferendosi all’antiebraismo; mai sentito dire, in decenni di studi, che qualcuno si riferisse all’antiarabismo o antiislamismo usando questo termine …questa sì che si può definire una discussione asfittica!!!

    Comunque… copio e incollo dall’Enciclopedia Treccani: “antisemitismo: L’avversione e la lotta contro
    gli Ebrei. Anche se il termine venne usato per la prima volta agli inizi
    del 19° sec., si tratta di un fenomeno molto più antico. A un’ostilità
    di carattere religioso, viva fin dai primi secoli del cristianesimo (gli
    Ebrei come deicidi) e intensificatasi dopo i Concili Lateranensi 3° e
    4°, nel Medioevo si aggiunse un’ostilità economico-sociale dovuta al
    costituirsi degli Ebrei in gruppo a sé stante…” eccetera.

    Copio e incollo da Wikipedia: “Secondo la Working Definition of Antisemitism (“definizione pratica dell’antisemitismo”), dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali
    «l’antisemitismo è quella certa percezione descrivibile come odio verso
    gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo
    sono dirette contro singoli ebrei o non ebrei, e/o contro la loro
    proprietà, contro le istituzioni comunitarie e contro le strutture
    religiose ebraiche…” eccetera.

    Copio e incollo dal sito del United States Holocaust Memorial Museum: “Il termine antisemitismo significa letteralmente pregiudizio o odio nei confronti del popolo ebraico (…) Nel 1879, il giornalista tedesco Wilhelm Marr coniò il termine antisemitismo
    per indicare l’odio nei confronti degli Ebrei e anche quello nei
    confronti di varie correnti politiche internazionali, liberali e
    cosmopolite, del Diciottesimo e del Diciannovesimo secolo, correnti
    spesso associate con gli Ebrei”.

    Poi basta. Questa discussione è irrilevante, e anche un po’ petulante.

  • yallapalestina

    Non basta dissociarsi dalle politiche israeliane.Bisogna dissociarsi dall’ideologia sionista in toto. Se ti dissoci cosa ti cambia sfilare con la tua bandiera della brigata ebraica con la stella gialla(dato che sia con stella gialla che blu sono entrambe valide ) così eviterai tu per primo incomprensioni e malintesi ? Lo faresti?Spiegami la tua posizione riguardo Pacifci & co…

    Ok secondo te Pappè non è attendibile…a parte che utilizza fonti ufficiali sioniste come documenti ufficiali degli archivi governativi,frammenti dei diari di ben gurion ecc per le sue analisi,comunque dammi tu alcune fonti di qualche storico che dice cose “diverse”,sono sempre disponibile al confronto civile…

  • yallapalestina

    ho 3 domande semplici semplici,dato che hai fonti diverse dalle mie… se vuoi rispondere:

    1 – cosa è successo a Folke Bernadotte ? i gruppi terroristici Irgun e Banda Stern hanno dato il loro contributo per l’espulsione e eliminazione dei palestinesi con massacri e attentati ?

    2 – israele non è una etnocrazia che applica la teoria della supremazia della razza bianca,askhenazi, e la discriminazione razziale anche all’interno del suo stesso stato?(beduini negev ,africani etiopi sterilizzati ,bambini yemeniti usati come cavie da laboratorio,i mizrachi che sono stati portati in israele per essere usati come forza lavoro a bassso costo e che spesso sono relegati a vivere nelle zone di confine tipo ashdod,sderot…. )

    3 – Secondo te sinceramente, ha più diritto un ebreo che ha sempre vissuto in usa o europa o africa a “ritornare” in israele rispetto a un palestinese che vive in quella terra da generazioni e generazioni?

  • irguiz

    Non mi dissocio affatto dall’ideologia sionista che è stata ed è tuttora (vedi il partito di centrosinistra che si chiama appunto Unione Sionista) quella del nazionalismo “risorgimentale” ebraico. Al contrario mi rammarico che ben pochi ebrei prima della guerra siano stati sionisti. Forse ci sarebbero stati meno cadaveri da tirar fuori dai forni crematori. Tu pretendi che io non mi senta rappresentato dall’unico movimento politico che si è occupato ai suoi tempi di mettere in salvo parte della mia famiglia, mentre l’intero mondo (non solo i nazifascisti+alleati, ma anche tutti quelli, paesi comunisti compresi, che chiusero le loro frontiere fin dal 1938, conferenza di Evian) se ne batteva gli zibidei. Quindi la tua richiesta è inaccettabile e la respingo in toto. Di Pacifici non mi interessa alcunché; io non sono Pacifici, non lo conosco, non l’ho votato perché non sono iscritto a nessuna comunità ebraica e pretendo di non essere confuso con lui. Resta il fatto che ripeto: quella è la bandiera in cui mi riconosco come ebreo italiano e figlio di partigiano e ho tutti i diritti di portarmela al 25 aprile se voglio. Né intendo evitare incomprensioni o malintesi: se qualcuno non comprende sono affari suoi, non miei. Io non sono la balia (politica) di nessuno.
    Da parte mia non ho alcuna remora a veder sfilare le bandiere palestinesi, in un’ottica “larga” della Liberazione che posso capire (anche se la storia dell’alleanza palestinese con il nazismo non è così cancellabile in quattro e quattr’otto) e buon pro gli faccia. Purché nessuno venga a spaccare le palle a me, a insultarmi come viene fatto da anni o a cercare di impedirmi di portare i simboli in cui mi riconosco.

    – Pappè è uno dei nuovi storici ed è l’unico o quasi che sostiene che la “pulizia etnica” (peraltro prassi inventata dagli arabi nel 1929 contro l’antica comunità ebraica di Hebron – cosa su cui si sorvola un po’ troppo facilmente) fu pianificata e premeditata. Benny Morris sostiene che invece fu una conseguenza non pianificata del conflitto in corso che nel ’47 fu guerra civile, ma nel ’48 fu guerra degli stati arabi contro Israele. Le prove addotte da Morris sono per me più convincenti di quelle di Pappé. Fine del discorso: non è nei commenti di un quotidiano che si può affrontare un dibattito storiografico. Né hai alcuna possibilità di convincermi del contrario, visto che sono anni che mi studio la questione. Quindi tieniti le tue opinioni e non cercare di vendermele per oro colato perché non lo sono.

  • irguiz

    ti rispondo con alcune domande semplici:

    1 – che cosa è successo al kibbutz (sorto su terre regolarmente acquistate dai proprietari arabi) di Tel Hai nel 1920 in quello che fu il primo scontro fra arabi ed ebrei? Chi attaccò e chi subì l’attacco? Che cosa successe durante la processione di Nebi Mussa nel 1920 o a Jaffa nel 1921? e ancora nel 1929 a Jaffa o Hebron? Che cosa accadde nel corso della rivolta araba del ’36 quando Hitler già aveva varato le leggi razziali in Germania?
    2 – Israele non è uno stato in cui alla minoranza araba è concesso il diritto di parola (come avere giornali ie trasmissioni televisive in lingua araba ecc.), diritto di rappresentanza politica (partiti), diritto di rappresentanza parlamentare (deputati), diritto alla carriera negli organismi dello stato fino alla Corte Suprema? Non c’è forse un giudice arabo alla Corte Suprema?
    3 – Israele non è uno stato in cui alla minoranza beduina e drusa si riconosce il diritto anche di prestare servizio militare?
    4 – In quali paesi arabi ad un cittadino di etnia ebraica è concesso di avere questi stessi diritti civili, sociali e personali?
    5 – Nel confinante Regno di Giordania con cui Israele ha sottoscritto un trattato di pace, ad una persona di etnia ebraica è concesso il diritto di cittadinanza?
    6 – Secondo te ha più diritto un arabo israeliano di vivere in Israele o un ebreo israeliano dal momento che entrambi sono nati e cresciuti in quello stato?
    7 – volevi fare altre domande provocatorie? nei commenti di un articolo? ma ci sei o ci fai?

  • irguiz

    la domanda è mal posta: ammesso che a me non cambi nulla sfilare con la bandiera a stella gialla sono anni che anche quella viene insultata e aggredita verbalmente. Quindi l’unica soluzione sarebbe che io rinunci a una mia bandiera perché a qualcuno la stella di David dà sui nervi. Scordatelo.

  • yallapalestina

    bello,bravo,bis…cioè io ti faccio delle domande e tu mi rispondi con altre domande?machevvordì?se cortesemente rispondi alle mie domande invece di tacciarle come “provocatorie” (non dovresti aver nulla da temere su queste domande no?tantopiù che sono anni che studi la questione…) poi se vuoi io rispondo alle tue,senza problemi……rimanendo sempre nel contesto civile senza alzare l’asticella della provocazione e dell’insulto,dato che io ti sto educatamente chiedendo di fornirmi argomentazioni rispetto ai quesiti posti,nient’altro…echissenefrega se siamo nei commenti di un’articolo…