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Cultura

La passione per l’intimità

GEOGRAFIE SENTIMENTALI. A proposito di «Una vita più vera», di Inés Garland da oggi in libreria per Bompiani. A metà tra il memoir e il taccuino d’appunti, un libro eccentrico che racconta di un amore travolgente. La voce narrante indaga se stessa attraverso il corpo dell’amante, una seconda occasione dopo 30 anni.

Jarek Puczel, «Dream»

Jarek Puczel, «Dream»

La storia è piuttosto scarna, gli accadimenti minimi e riconoscibili nell’ampiezza dell’esperienza amorosa, misura senza contorni precisi, eppure comprensibile nell’esorbitanza. Eppure c’è qualcosa d’altro che svetta nella intenzione di Una vita più vera, il romanzo di Inés Garland (Bompiani, traduzione di Sara Cavarero, pp. 112, euro 12), ed è la rappresentazione dell’eventualità. Si tratta di quel che è in effetti e ciò che poteva essere, quando cioè gli incontri sono significativi ma arrivano troppo presto o troppo tardi. Il tempo è un condizionale perpetuo, malinconico, talvolta ingrato. Resta come un brusio intorno a quelle sembianze di possibili amanti che non...

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