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Internazionale

La nuova «variante Ihu» non preoccupa gli esperti dell’Oms

È stata battezzata «variante IHU», ma stavolta non è una lettera greca: sono le iniziali del policlinico universitario di Marsiglia dove è stata identificata per la prima volta il 9 dicembre. È nota anche come B.1.640.2 ed è un nuovo ceppo del coronavirus. Secondo le prime analisi, pubblicate nei giorni scorsi sull’archivio MedrXiv, mostra 46 mutazioni e 37 «delezioni» (basi nucleotidiche assenti nella variante) rispetto al ceppo originale. 14 mutazioni e 9 delezioni sono sulla proteina Spike che riveste il coronavirus. Sono quelle studiate in maggior dettaglio, perché la Spike è utilizzata dal virus per «agganciare» le cellule da infettare...

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