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L'Ultima

La nuova alba possibile in un paese prigioniero

Turchia. La persecuzione giudiziaria di artisti, giornalisti, minoranze. Anche la pandemia diventa pretesto per indagini contro cittadini rei di alimentare paura

La Turchia di Recep Tayyip Erdogan è ormai una caricatura giudiziaria dove l’interferenza del governo sulla magistratura ha nei fatti sistematizzato una routine persecutoria verso ogni dissenso politico, artistico e intellettuale. L’istituzionalizzazione della detenzione sine die se da un lato condanna per presunto terrorismo decine se non centinaia di giornalisti, oppositori e attivisti, dall’altro genera ogni giorno fiammanti lotte, inedite poesie, nuove lotte. Quella di Selahattin Demirtas è la punta di un iceberg di una società del malessere dove quei paesaggi umani (Memleketimden Insan Manzaraları) magistralmente descritti in versi da Nazim Hikmet durante la detenzione quasi cent’anni fa, trovano oggi...

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