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La ministra per il Sud e il Pd escano dall’ambiguità

Riecco la secessione. Acconsentendo alla richiesta di autonomia differenziata avanzata dalle tre regioni dove vive un terzo degli italiani e si produce poco meno del 50% del Pil nazionale, gli effetti che si produrrebbero sul resto del Paese, e in particolare sul Mezzogiorno, sarebbero devastanti. Si avrebbe un flusso di risorse nella direzione perfettamente opposta a quella richiesta da una maggiore coesione e perequazione territoriale, accentuando le già forti diseguaglianze

Un'opera di Luciano Fabro

Un'opera di Luciano Fabro

Ci eravamo illusi che i mesi più duri della pandemia ci avessero fatto capire quanto interdipendenti siano le nostre vite. Che spazio potevano ancora avere progetti di divisione o di separazione territoriale? C’eravamo appunto illusi. Mentre Matteo Salvini distraeva l’opinione pubblica mescolando le tre carte dell’immigrazione, delle tasse e del green pass, i suoi ministri al governo portavano avanti indisturbati il progetto di autonomia regionale differenziata. Come hanno richiamato su questo giornale Ivan Cavicchi e Massimo Villone, una manina, spregiudicata e ottusa, è intervenuta per integrare la lista dei collegati alla Nota per il Documento Economia e Finanza 2021 con...

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