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Cultura

La massima infelicità è un passatempo da ragazzi

TEMPI PRESENTI. Un percorso di lettura, tra psicologia e sociologia, sui ventenni americani. Tra IPhone, social e depressione. Figli dei Millennials, detti anche Generazione Y, che erano nati tra inizio anni Ottanta e il 1996. Hanno paura dei sentimenti, del sesso, rifiutano il dissenso sociale. E aumenta il numero di suicidi

Un'opera di Nick Gentry

Un'opera di Nick Gentry

Il nuovo libro della psicologa Jean M. Twenge dal titolo Iperconnessi (Einaudi, pp. 400, euro 19), si cimenta nel tentativo di comprendere i giovani della IGeneration, o Generazione Z americana, il gruppo demografico che viene identificato dalla ricerca sociologica – sia pure non ancora precisamente – come quei ragazzi nati dal 1997 in poi, che avevano al massimo 4 anni all’epoca dell’attentato alle torri gemelle di cui non conservano un ricordo diretto. SONO I GIOVANI che vengono dopo i Millennials, detti anche Generazione Y, che erano nati tra inizio anni Ottanta e il 1996. La tesi dell’autrice è che si...

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