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Cultura

La lente fotografica che vince lo tsunami

Intervista. Un incontro con Mayumi Suzuki nel circuito del festival FotoLeggendo a Roma. «Scattavo e nell’oscurità della notte, in piedi sulla spiaggia dove sono morte molte persone, percepivo il loro spirito. Il nero delle immagini è il collegamento con loro. In una foto c’è anche una striscia blu. Avevo preso la barca - alle due o alle tre del mattino - ero a circa 500 km al largo della mia città, quando ho notato una striscia di insetti notturni, come fossero lanterne. Ho pensato che, forse, i miei genitori erano lì, intorno a me»

Mayumi Suzuki, The Restoration Will, courtesy of Fotoleggendo and the artist

Mayumi Suzuki, The Restoration Will, courtesy of Fotoleggendo and the artist

Nel fazzoletto bianco con le righe rosse è avvolto un oggetto che Mayumi Suzuki (Onagawa 1977, vive e lavora a Zushi, Yokohama) ha rinvenuto tra le macerie dello studio di suo padre, nello stesso edificio dell’abitazione di famiglia nella città di Onagawa, insieme ad alcune istantanee in parte danneggiate dall’acqua e dal fango. Una città sulla costa nordorientale del Giappone, nella prefettura di Miyagi, che l’11 marzo 2011 è stata spazzata via dallo tsunami generato dal devastante terremoto. È la prima volta che Mayumi porta all’estero la lente di un apparecchio fotografico di suo padre che è qualcosa di più...

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