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Editoriale

La «guerra dei gamberi»

Cari lettori e cari abbonati, nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una citazione in giudizio da parte di due società del gruppo Gambero Rosso per la pubblicazione del nostro inserto ecologista «il Gambero Verde».

Il Gambero Rosso rivendica il monopolio del termine «Gambero» di qualsiasi colore sia e ci accusa di contraffazione del marchio e concorrenza sleale chiedendo la chiusura immediata del nostro inserto.

La cosa ci ha sorpreso, anche perché risulta veramente difficile poter credere che qualche lettore, anche distratto, possa ritenere la nostra rivista ecologista in qualche modo collegata al «brand» del Gambero Rosso.

Peraltro, siamo noi per primi a non volere che il colore dei due gamberi possa ingenerare confusione nel pubblico.

Noi siamo il manifesto e dal 1971 riteniamo di essere un punto di riferimento per il mondo della sinistra, un giornale noto per la sua indipendenza da qualsiasi potere politico ed economico.

Il nostro «Gambero Verde» nasce perché con Trump abbiamo visto il pianeta andare all’indietro, e il paese più ricco del mondo guidato da chi nega il cambiamento climatico. Come abbiamo scritto nell’editoriale di presentazione del novembre scorso, «il Gambero Verde vuole farsi promotore e portavoce di una nuova cittadinanza ambientalista».

Nulla a che vedere con la ristorazione o il food&wine e, comunque, con tutte le pubblicazioni e le attività enogastronomiche che il «brand» del Gambero Rosso offre al pubblico.

Naturalmente vi terremo informati dell’evoluzione della causa e, pur certi delle nostre ragioni, confidiamo che il gruppo guidato dall’Ing. Paolo Cuccia si renda conto che nessuno potrà mai confondere il nostro inserto con le loro attività.

Aggiornamento pubblicato sul manifesto del 24 maggio 2018

Da oggi il Gambero Verde cambia nome, si chiamerà l’ExtraTerrestre. Era tra quelli scelti per battezzare il nostro settimanale ecologista: l’ExtraTerrestre o il Gambero Verde.

Come già raccontato ai lettori, il Gambero Rosso ha ritenuto leso il suo marchio e ha chiesto e ottenuto dal tribunale l’inibitoria all’uso del marchio Gambero Verde quale denominazione del nostro inserto.

Cambia il nome ma non cambiano le idee, i temi che ci stanno a cuore.

La terra, l’agricoltura, le acque e l’aria sono diventate drammatiche questioni sociali, perché questioni culturali lo sono, invece, sempre state. Le associazioni, le imprese economiche, i movimenti che praticano nuovi modelli energetici, che si battono per i beni comuni, che fanno dell’ambientalismo la leva del cambiamento dimostrano sia quanto è dura la sfida messa in campo da forze economiche e ideologiche, sia quanto è forte la risposta di chi vi si oppone.

E l’ExtraTerrestre, sfogliando l’inserto del manifesto, potrebbe darci qualche buon consiglio e nello stesso tempo trovare sulle nostre pagine verdi qualche motivo di interesse per capire cosa sta succedendo al nostro pianeta.