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Politica

La guerra degli applausi al presidente

Quirinale. Braccia al cielo, lacrime e risate: chi più esulta più segnala di non essere stato sconfitto. E il passaggio nel «catafalco» è una rivendicazione

L'aula di Montecitorio

L'aula di Montecitorio

Chi applaude di più? Nell’emiciclo di Montecitorio la scena è quella di tutte le elezioni presidenziali. C’è il deputato fanatico che conta i voti mano a mano che la presidente della camera li scrutina ad alta voce; attorno si radunano colleghi, qualcuno si informa, scuote la testa, se ne va. Qualcun altro si affida all’iPad e aggiorna di continuo. Chi invece deve controllare le schede segnate non ha alternative alla bassa tecnologia: carta penna e orecchie tese. Perché ci sono molti motivi per votare Sergio Mattarella, e altrettante modalità per farlo facendosi riconoscere. Trecento voti segnati su 665 che eleggono...

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