closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Editoriale

La guerra bizantina

È in corso la guerra bizantina. È aspro e vero lo scontro tra Turchia e Paesi Ue, ma il conflitto sembra mimetizzare le vere intenzioni dei protagonisti. Ci sono le elezioni in Germania e la destra nazionalista che cerca di insidiare Angela Merkel, in realtà alle prese con la scesa in campo del socialdemocratico Schulz, è comunque anti-islamica. Come non tenerne conto? Domani si vota in Olanda e l’estrema destra di Wilders cavalca la xenofobia promettendo di «bandire il Corano».

La Francia è in campagna elettorale e il Front national rinfocola l’odio anche dopo la tragica stagione di attentati, con un programma nazionalista in primo luogo anti-islamico.

Così si avverte che dietro le proibizioni ai comizi del governo di Ankara impegnato a chiedere voti ai propri emigrati per la repubblica presidenziale voluta da Erdogan, c’è un calcolo elettorale interno ai rispettivi Paesi Ue – come in Italia da parte di Minniti e Renzi verso Salvini – piuttosto che il duro giudizio sulla ferita inferta dalla scelta del referendum presidenzialista al processo democratico turco. Del resto già compromesso dopo la guerra interna ai kurdi, il fallito golpe e la repressione che ne è seguita. Su questo invece le cancellerie europee hanno fatto finta di non vedere, sacrificando tutto alla necessità di consegnare alla Turchia milioni di profughi in fuga dalle nostre guerre mediorientali.

Quanto a Erdogan, non è certo l’alfiere della libertà elettorale, né il portavoce dei lavoratori turchi che in terra di «Almagna» e in Austria sono stati spesso soggetti a campagne razziste. Piuttosto è sempre più l’autoritario Sultano nazional-panislamista che ha trattato sottobanco, in quanto baluardo sud della Nato, le operazioni di guerra più sporche, accettando ora di «ricevere» e «concentrare» i profughi che noi respingiamo.

E subito ricattando, come ha fatto ieri il governo turco con una «bomba» nel campo Ue e Nato (che teme l’addio del prezioso alleato»: Ankara di fronte al veto dei comizi, è pronta a bloccare l’accordo sui migranti, vieta il rientro dell’ambasciatore olandese e chiude lo spazio aereo ai diplomatici dei Paesi Bassi. Non c’è che dire, una vera congrega di destra di tante teste di turco.