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Visioni

La grazia segreta di Lilli Carati

Stelle. Addio all’attrice icona della commedia sexy, protagonista di «Avere vent’anni». Il film di Di Leo rimane il suo migliore. Negli anni ’80 l’eroina, il declino nell'hard e il carcere

Una scena da  «Avere vent’anni»

Una scena da «Avere vent’anni»

«Io sono giovane, bella e incazzata», dice l’eroina di Avere vent’anni di Fernando Di Leo interpretato da Lilli Carati. Finirà male, stroncata dalla violenza sessista degli anni ’70. Ma neanche a Lilli Carati, scomparsa a 58 anni dopo una lunga e terribile malattia, che era allora così giovane e così bella, e magari non così incazzata, è andata troppo bene nell’epoca turbinosa del cinema e della Roma degli anni ’70, con una vita funestata da cadute nell’eroina, arresti per droga, incidenti, perfino un tentativo di suicidio. «Razza padana, chiappa sovrana», la battezza guardandole il culo Enrico Maria Salerno in Il...

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