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La giustizia di parte contro la democrazia

Golpe supremo. L’ultima sentenza è come una cappa di cemento fatta colare sulla prigione della Polizia federale di Curitiba dove l’ex presidente Lula è incarcerato: non potrà infatti partecipare a dibattiti, né essere protagonista diretto in spot di propaganda elettorale, né si potranno affiggere manifesti elettorali con la sua immagine.

Lula è stato escluso dalle elezioni presidenziali brasiliane del 7 ottobre. La sentenza del Tribunale supremo elettorale - sei membri contro uno - venerdì notte ha confermato quanto si temeva. Luiz Inácio da Silva, il candidato più popolare - circa il 38% delle intenzioni di voto contro il 18% del secondo -, non può partecipare alle presidenziali perché «condannato (a 12 anni) in seconda istanza per corruzione e lavaggio di denaro». Come i precedenti anche questo è un giudizio nettamente politico. Che nega a Lula il diritto, ribadito due settimane fa dalle Nazioni unite, di poter concorrere alla carica di...

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