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Editoriale

La Germania senza Impero

La rilettura. La casa editrice il Saggiatore ripropone a venti anni dalla prima pubblicazione «Il lungo XX secolo»

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«La Gran Bretagna e l’America furono i due modelli di ‘impero’ che i governanti tedeschi cercarono di riprodurre (…). Gli Stati Uniti si trovavano in una posizione di gran lunga migliore rispetto alla Germania. Le dimensioni continentali, la posizione insulare e la dotazione estremamente favorevole di risorse naturali, così come la politica di chiusura del mercato interno ai prodotti stranieri (…) ne avevano fatto i principali beneficiari dell’imperialismo del libero scambio britannico (…). La Germania non poteva competere su questo terreno. Storia e posizione geografica ne facevano una tributaria piuttosto che una beneficiaria di questi flussi di lavoro, capitale e imprenditorialità, benché il lungo coinvolgimento della Prussia/Germania in prima linea nel conflitto di potere europeo desse ai suoi governanti un vantaggio comparato rispetto a tutti gli altri stati europei – incluso il Regno Unito – nella creazione di un potente complesso militare-industriale (…). Tuttavia, la crescita sia assoluta che relativa delle sue capacità militari e industriali non ne mutò la posizione tributaria nei circuiti della ricchezza dell’economia-mondo (…). La crescente ossessione dei governanti tedeschi per uno ‘spazio vitale’ aveva le sue origini sistemiche in questa condizione di impotenza nel tradurre rapidamente le crescenti capacità militari-industriali in un corrispondente incremento nel comando sulle risorse economiche mondiali» (Giovanni Arrighi, Il lungo XX secolo, Il Saggiatore 1994, nuova edizione 2014, pp.89-91).