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Internazionale

La Francia si prepara all’epidemia tra le polemiche pre elettorali

Francia. Juve-Lione in campo, mentre Le Pen insiste sulla chiusura delle frontiere

Più di 3mila tifosi della Juventus sono arrivati ieri a Lione per assistere in serata alla partita degli ottavi di finale di Champions contro l’Olympic de Lyon. C’è polemica sull’assenza di restrizioni, mentre a Dublino è stata annullata la partita di rugby Irlanda-Italia del 3 marzo prossimo. Per il neo-ministro della sanità, Olivier Véran, Torino e il Piemonte non sono zone a rischio e le decisioni di precauzione sono prese sulla base di «razionalità scientifica e medica».

A 18 giorni dalle elezioni municipali, le reazioni al Coronavirus assumono un carattere politico. In Francia ieri c’è stato un morto, un insegnante di 60 anni di una scuola media di Crépy-en-Valois nell’Oise, che non sembra aver avuto contatti né con la Cina né con l’Italia (è il secondo morto in Francia, dopo un turista cinese di 80 anni). Sempre ieri, sono stati rilevati 5 nuovi casi, portando a 17 le persone infettate.

L’opposizione alza il tono. La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, già candidata per le presidenziali del 2022, accusa Emmanuel Macron di leggerezza (è «fuori dal mondo»). Un’altra autocandidata per il 2022, Ségolène Royal, accusa il governo di «incoerenza»: «Non si capisce perché alcuni allievi che tornano da una gita siano messi in quarantena – afferma – e perché vengano fatti entrare i tifosi» a Lione. A Nizza il sindaco ha annullato per sabato l’ultimo giorno del Carnevale mentre a Mentone non ci sarà la «festa del limone». I clienti di un hotel a Beaune sono rimasti chiusi nelle stanze per qualche ora, dopo la morte improvvisa di un altro cliente, di Hong Kong (ma le analisi hanno rivelato che il Coronavirus non c’entra).

Il governo cerca di restare razionale. «A questo stadio, nessun epidemiologo raccomanda la chiusura delle frontiere», ha affermato ieri la portavoce del governo, Sibet Ndiaye. Rispondeva all’estrema destra, che chiede da giorni la chiusura. Oggi, il primo ministro Edouard Philippe riunisce tutti i capigruppo dei partiti dell’Assemblée, per rispondere alle richieste di trasparenza avanzate dal Ps. La Francia, comunque, si prepara a far fronte a un aggravarsi dell’epidemia: 77 ospedali sono in stato d’allerta. Sono state prese misure di precauzione per chi rientra da zone a rischio, in particolare per allievi e professori tornati dalle vacanze d’inverno, obbligati a restare a casa per due settimane. Questa precauzione vale anche per alcuni dipendenti del settore privato, ma le decisioni sono aleatorie.

Per molti settori, invece, non ci sono misure specifiche, a cominciare dalla moda: lunedì è iniziata la Paris Fashion Week, una settantina di sfilate, con la partecipazione delle persone che sono venute direttamente dalla settimana della moda di Milano. Oggi, Macron è a Napoli con dieci ministri per il 35esimo vertice franco-italiano. L’Eliseo sottolinea che la risposta alla minaccia di epidemia è europea. Contro Marine Le Pen che accusa Bruxelles di opporsi per «ideologia» alla chiusura delle frontiere, il consigliere per l’Europa Clément Beaune ha ricordato che l’Ue è stata attiva fin dall’inizio della crisi, prima con il meccanismo europeo di protezione civile, che ha permesso i rimpatri dalla Cina, poi con RescUe, struttura che fa fronte alle emergenze. Ci sono state varie riunioni dei ministri della Sanità e la Commissione ha stanziato 230 milioni per la ricerca e il sostegno ai paesi poveri colpiti. Da Bruxelles, il vice-presidente Valdis Dombrovskis ha confermato che ci sarà flessibilità per i bilanci dei paesi colpiti.


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