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Cultura

La fame prodigiosa di Lara Williams racconta il desiderio

NARRAZIONI. «Le divoratrici», a proposito del romanzo di esordio della scrittrice inglese tradotto per Blackie edizioni. Roberta, la protagonista della storia, ha nella sua costruzione echi letterari luminosi: da Margaret Atwood a Roxane Gay fino a Sally Rooney e Bernardine Evaristo

Lara Williams, foto di Justine Stoddart

Lara Williams, foto di Justine Stoddart

«Indomite e affamate, in continua espansione». È l’istantanea che Lara Williams offre nella prima parte del suo romanzo d’esordio, Le divoratrici (Blackie edizioni, pp. 327, euro 18,90, traduzione di Dafne Calgaro e Marina Calvaresi). Fuor di metafora, è il cibo ciò di cui si racconta. Nella sua relazione inestricabile con il desiderio e con il bisogno, con se stesse e con gli altri. Le divoratrici è storia di donne in cui gli uomini sono sì presenti ma da comprimari di scadente livello accanto a imponenti personagge, cominciando da Roberta, la protagonista. Con altre ragazze, tra cui giganteggia Stevie, sorta di...

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