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Editoriale

La doppia pena del migrante

Infine, forse, entrano in Austria, da dove sono spediti in Germania, cioè in Baviera. E quale è la prima mossa dei bavaresi, costretti a farli entrare da Angela Merkel? Sequestrare beni e contanti superiori a 750 Euro, «per finanziare la loro accoglienza».

Prima di maledire il governo bavarese, è utile qualche considerazione microeconomica, anzi di economia domestica. Per un viaggio del genere, una famiglia tipo, in cui lavora solo il capofamiglia, di quanto denaro avrà potuto disporre, in dollari?

Tenendo conto che il reddito pro capite in Siria non arriva a 2000 dollari (nel 2007, prima della guerra), meno di un ventesimo di quello tedesco o austriaco, è difficile immaginare più di un migliaio o due, cucito nelle fodere, ma solo se stiamo parlando di professionisti o commercianti. Il resto, se ce l’avevano, se ne sarà andato, sicuramente, a ungere miliziani e doganieri, non solo in Turchia, e a comprarsi da mangiare. E poi, ci saranno anche qualche gioiello di famiglia, un orologio, un cellulare e magari un tablet.

Sequestrare a questa gente i valori oltre 750 Euro è una cosa schifosa. La Danimarca ha fatto scuola. Ma non è solo schifosa, è insensata. Se si sfogliano i quotidiani economici europei si troveranno spesso, ma solo nelle pagine interne, analisi sulla necessità dei migranti per un continente che non cresce e la cui popolazione invecchia. In altri termini, il welfare europeo – o meglio i conti pubblici europei – hanno bisogno di gente che sostenga la domanda e paghi le tasse.

È il punto di vista dell’economia di mercato, fatto proprio da Merkel, a cui interessano fino a un certo punto le giaculatorie identitarie. Nulla di filantropico, per carità. Si parla della stessa tecnopolitica transnazionale che non ha voluto far fallire la Grecia, ma solo per comprarle a poco prezzo gli asset, insomma per succhiarle un po’ di sangue.

Torniamo alla famiglia siriana. Perché imporre il balzello d’ingresso, se poi, trovato un lavoro, anche misero, il capofamiglia e la moglie (lui facendo il lavapiatti, anche se in Siria magari era un dentista, e lei riparando giacche) cominceranno a finanziare il welfare bavarese? La risposta è in un concetto del sociologo algerino Sayad, «la doppia pena del migrante».

Loro non sono come noi e, se vogliono vivere tra noi, devono pagare pegno. Non solo stranieri, ma anche tenuti sotto il tallone. E di che pegno si tratta? I danesi, che hanno introdotto il sequestro d’ingresso, lo hanno detto chiaramente. Sappiamo che è una misura priva di qualsiasi significato economico, ma così li scoraggiamo. Tra l’altro, la Danimarca partecipa attivamente ai bombardamenti della Siria – cioè prima dice di bombardare l’Isis per sconfiggere il fondamentalismo e poi impone i balzelli a chi scappa dall’Isis. Un miracolo di logica.

D’altronde, nella vicenda dei profughi non c’è alcuna logica, tanto meno europea. Ogni stato, in base alla sua specifica xenofobia o paura del populismo, erige i suoi muri, chiude le sue frontiere, impone i suoi balzelli. Non esiste uno straccio di politica comune delle migrazioni, né di autorità capace di realizzarla, come mostra la vicenda dei ricollocamentii dei migranti approdati in Italia e Grecia. Una politica unitaria non esiste, perché l’Europa è solo un’espressione finanziaria, per citare un famigerato motto di Metternich sull’Italia.

Così, innalzare le barriere interne, come stanno facendo stati xenofobi o paranoici, significa compromettere quel po’ di libertà, di cosmopolitismo infra-europeo facilitato dalla libera circolazione delle merci.

Molti osservatori preconizzano che, con la crisi di Schengen, inizia la probabile agonia della Ue. Ma la fine o il declino di questo continente incombe da anni, da quando si è dichiarato incapace di dare una speranza di vita a chi, oltretutto, potrebbe aiutarlo a crescere.

  • Gianfranco Menotti

    Articolo condivisibile ,ma monco.Se questi non hanno soldi, come fanno a pagarsi il passaggio del mare? E’ vero che c’è o ci sono,vere e proprie organizzazioni che mettono a disposizione i gommoni,i giubbini salvagente,raccontano con enfasi il desiderio della Germania di accoglierli,con messaggi reiterati dall’inizio del 2014 sui telefonini? E’ vero che i bombardamenti della coalizione a guida USA bombardano il più delle volte a vanvera ,ma in compenso i media vengono inondati di false flag sulla strapotenza minacciosa di ISIS ?E’ vero ,o no, che i successi dell’intervento russo ha permesso il rientro di 1 milione di profughi siriani,come dichiarato nel mese di Dicembre dall’ONU? E allora ,non si vede in questo una convergenza di intenti nell’esodo pilotato di milioni di extracomunitari verso l’Europa ?La destabilizzazione dell’Europa, la contrapposizione religiosa e razzista,(l’episodio di Colonia avvenuto attraverso il coinvolgimento dei social per me è verosimile)il caos,non sono scientemente perseguiti? Poi l’ordine lo ristabilirà la NATO, con basi militari numerose,distribuite in ogni angolo di Europa,e voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di scendere in piazza a manifestare

  • dvakuna dvakuna

    …ma perche i “grandi” del pianeta, anziche trovarsi nelle montagne della baviera a discutere (e buttare via soldi), non si trovano con i politici arabi, per aprire i confini dell’ arabia saudita ai profughi?

  • massimo gaspari

    isa-upanisad. 1
    per il supremo spirito tutto cio’ che esiste e’ una veste e ogni cosa e’ un universo che si muove nell’universale movimento.
    di tutto cio’ fruisci essendotene distaccato: non bramare alcun bene che sia di qualcun altro (che non appartenga alla tua interiorita’)

    lo riporto per quello che e’. un responso riguardo l’articolo che ho ottenuto aprendo a caso un libro