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Reportage

La doppia festa della capitale d’Europa

Mondiali di calcio. Bruxelles si fa il tifo per la nazionale e per le squadre dei paesi di provenienza. I «red devils» sono amati da tutti perché ognuno riesce a riconoscersi in una squadra che è lo specchio del Belgio di oggi. E la festa si mescola a quella degli algerini delle banlieue. Nel quartiere europeo si vive come in una «bolla», tra happy hour in piazza e atmosfere ovattate. I nuovi italiani hanno poco a che vedere con la vecchia immigrazione e a poche strade di distanza la little Africa di Matonge ricorda il passato coloniale

Tifosi algerini festeggiano a Bruxelles

Tifosi algerini festeggiano a Bruxelles

A mezzanotte in punto Bruxelles esplode di gioia. Un paese attraversato da linee di frattura etniche, religiose, linguistiche apparentemente inconciliabili pare aver trovato il suo collante in una squadra di calcio che ben rappresenta la composizione sociale del Paese. Già durante la giornata, l’attesa per la partita dei Red Devils aveva relegato in secondo piano le altre notizie del giorno: il Consiglio dei capi di Stato e di governo europei a Ypris, città simbolo della prima guerra mondiale, l’estradizione dalla Francia di Mehdi Nemmouche, l’uomo accusato di aver ucciso quattro persone al Museo Ebraico alla vigilia delle elezioni, figuriamoci la...

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