closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Internazionale

La doppia faccia dell’economia nel Kurdistan dei rifugiati

Iraq. Partita ieri la controffensiva peshmerga per strappare Sinjar all'Isis. Si teme un nuovo flusso di profughi, la cui presenza crea tensioni con i locali. Ma se c'è crisi del lavoro, c'è anche chi fa profitti sui rifugiati

Il campo profughi di Qushtapa

Il campo profughi di Qushtapa

È partita ieri la controffensiva kurda per liberare Sinjar dalla morsa dello Stato Islamico. Con il sostegno aereo della coalizione e i consiglieri militari Usa sul terreno, 7500 peshmerga kurdi (assistiti dagli yazidi residenti) hanno ripreso ieri la strada 47 che collega Mosul a Raqqa. Una conquista fondamentale: si taglia la via di collegamento e rifornimento dell’Isis, si taglia la continuità del sedicente califfato, aprendo a future offensive accanto a quella irachena per Ramadi, in stallo. In poche ore le forze kurde hanno ripreso tre villaggi, tre colline a nord ovest e un checkpoint, liberando dall’assedio l’80% di Sinjar. Nell’immediato...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi