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Reportage

La cultura senza etichette

#ilmanifesto50. Nessun’altra testata ha avuto una così costante e aperta attenzione a quanto di nuovo sia stato prodotto in teatro, nel cinema, in letteratura, nella musica, senza mai ghettizzarsi, senza preclusioni ideologiche, intelligenza pura che cerca il dialogo con intelligenze altre, quelle dei lettori

Mario Martone

Mario Martone

Da ragazzino ostentare il manifesto che spuntava da una sacca o da una tasca del cappotto era una gran soddisfazione. Un segno d’appartenenza di cui si andava fieri, anche se si rischiava facilmente qualche scontro con fascistelli che non mancavano certo di notarlo. Questo per dire che non era bello solo leggerlo, ma sentire che quei fogli di carta vibravano. Vibrano ancora oggi. È incredibile, e così prezioso, che il manifesto abbia saputo attraversare tutti questi decenni senza snaturarsi, e restando costantemente un punto di riferimento per tutti coloro che sanno di essere a sinistra mentre la sinistra si sgretola...

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