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La crisi che riduce la società a sagome di cartone

Pandemie sociali. Nell'immobilismo e nella rassegnazione generale solo la scuola si riscopre elemento decisivo del fare società piuttosto che fabbrica di diplomi o processo di adeguamento alla sempre più insondabile «domanda delle imprese»

Manifestazione di studenti a Roma

Manifestazione di studenti a Roma

Le sagome di cartone piazzate al posto del pubblico nella platea degli show televisivi restituiscono un’immagine piuttosto fedele dello stato in cui versa la società italiana. Gli spettatori che assistono in questi giorni alla crisi politica sembrano fatti della stessa materia inerte. Pubblico fittizio in sostituzione di una presenza reale. Non potrebbe essere più stridente il contrasto tra una società paralizzata, se non del tutto rassegnata, certo ferma nella muta attesa che «qualcosa cambi», chissà se in meglio o in peggio, e lo scomposto attivismo delle forze politiche in una frenetica girandola di azzardi, ipotesi, formule, ambizioni. Comunque vada a...

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