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Visioni

La «confessione privata» di Agota Kristof

A teatro. «Lingua matrigna» portata in scena da Patrizia Labianca in un allestimento diretto da Marinella Anaclerio

Patrizia Labianca

Patrizia Labianca

Agota Kristof ha già dato al teatro visioni interessanti (una per tutte, quei Due lupi che Virgilio Sieni trasse per Luisa e Silvia Pasello dal Grande quaderno, prima parte della Trilogia della città di K.). Per lo spettatore che volesse avvicinare maggiormente la grande scrittrice franco-ungherese, è indispensabile allora vedere Lingua matrigna, spettacolare monologo fugacemente apparso all’Argot Studio. Spettacolare innanzitutto per la semplicità di comprensione, ma sicuramente frutto di preparazione estenuante. È davvero impressionante sentire, e vedere, Patrizia Labianca porgerci con costruita naturalezza questa sorta di «confessione privata» in prima persona, tratta per la gran parte dal testo della scrittrice...

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