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Cultura

La comunità dei narratori

Biennale di Lione. La rassegna nella città francese prova a tirare le fila di linguaggi artistici dopo anni di erratiche sperimentazioni . E il sofferto sguardo sul colonialismo può aprirsi a una indedita e conturbante apertura sul futuro

"Pax Kaffraria: The Ruse of Disavowal" di

Raccontami una storia, dice il piccolo principe all’aviatore piombato nel deserto con il suo aereo in panne. Antoine Saint Exupéry è nato a Lione ed è da qui, da questo desiderio di récit, di narrazione totale che si dipana il filo della dodicesima Biennale di arte contemporanea. Si può finire intrappolati nelle fiabe, oppure uscire in strada con i griots africani, le orecchie bene aperte per l’ascolto. In un mondo connesso eppure sfilacciato, dove la comunicazione è così veloce da somigliare a un singhiozzo improvviso, un lampo scritto subito inghiottito dalla rete, esiste ancora una qualche possibilità di affabulazione, di...

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