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La chiarezza stendhaliana di Aldo Natoli

Divano. Una eco che risuona in modo costante nei capitali studi dedicati a Gramsci e Tatiana Schucht

Nel settembre del 1936 la Biblioteca di cultura moderna di Laterza accoglie il “saggio biografico critico” Stendhal di Glauco Natoli. Nelle pagine conclusive lo studioso fissa un sintetico ritratto dell’autore della Chartreuse. «La sua più grande preoccupazione, scrive, fu di veder chiaro in tutte le cose e nessun altro scopo, se non questo, ebbe il suo studio costante degli uomini e delle passioni umane: studio fondato anzitutto sulla conoscenza di sé, che sola autorizza a credere nella felicità». E precisa: «La logique, al di fuori di ogni portata concettuale, ha in lui una determinazione tutta sentimentale». Enzo Collotti reca una...

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