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Alias Domenica

Kommerell, la lingua si fa gesto, e invade l’inesprimibile

Critici tedeschi. Un saggio importante si aggiunge alla raccolta «Il poeta e l’indicibile», dove Max Kommerell legge Kleist come emblematico del dibattersi contro e oltre la parola: da Giometti&Antonello

Felix Nussbaum, «Interno con natura morta», 1935

Felix Nussbaum, «Interno con natura morta», 1935

Alcuni critici guardano all’opera letteraria come a un costrutto trasparente, del tutto disponibile alla negoziazione concettuale, altri la considerano un oggetto di per sé sottratto alla piena comprensione dell’interprete. I primi sono soliti estrarre dall’opera i dati e i significati utili alle loro analisi, mentre i secondi nascondono le loro ipotesi tra le pieghe del testo e concepiscono i loro saggi come tentativo di proseguirne il senso attraverso la scrittura. È questa la categoria cui appartiene Max Kommerell, poeta, narratore, traduttore e critico letterario, riscoperto negli ultimi trent’anni, non solo in ambito italiano, grazie a Giorgio Agamben e a una...

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