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Cultura

Keith Lowe e quei monumenti che ci interrogano

L'intervista. Parla lo studioso inglese autore di «Prigionieri della storia», per Utet. Un viaggio tra i memoriali della Seconda guerra mondiale, da Bologna a Tokio, per capire il presente. «Capisco il disgusto per le statue che celebrano i razzisti e i proprietari di schiavi, ma perché non renderle ridicole piuttosto che rimuoverle?»

Il «Katyn Memorial» di Jersey City, opera dell’artista Andrzej Pitynski

Il «Katyn Memorial» di Jersey City, opera dell’artista Andrzej Pitynski

Un viaggio attraverso la storia, le vestigia di ciò che è stato ma forse ancor di più tra quanto di quel passato continua a influenzare le nostre esistenze. L’itinerario compiuto da Keith Lowe in Prigionieri della storia (Utet, pp. 322, euro 24, traduzione di Chiara Baffa) si snoda attraverso le epoche e i continenti, in venticinque tappe che da Bologna a Tokio conducono il giovane studioso britannico in presenza di altrettanti memoriali, santuari e monumenti che ricordano quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale. Specialista del lungo dopoguerra europeo, di grande interesse il suo Il continente selvaggio (Laterza, 2013), Lowe...

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