closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Alias Domenica

Katherine Dunn, conflitti sociali sublimati nella violenza del pugilato

Scrittrici americane. Dopo Joyce Carol Oates, un’altra romanziera americana legge la boxe come fenomenologia di uno sport inammissibile, di più se praticato dalle donne: «Il circo del ring», da 66thand2nd

George Bellows,  «Club Night», 1907

George Bellows, «Club Night», 1907

La vita assomiglia alla boxe, ma la boxe assomiglia soltanto alla boxe: è stata una donna, Joyce Carol Oates, a chiudere in questa tautologia dimezzata il senso del pugilato, lo sport (se sport si può chiamare una perfetta realizzazione del darwinismo sociale) che più di ogni altro ha rappresentato la natura conflittuale del Novecento, in un saggio del 1987, On boxing, costruito come una vera e propria antropologia in atto: Oates ne deduce, in conclusione, come la crisi e la progressiva marginalizzazione della boxe nei paesi più evoluti (negli Stati Uniti in primis ma anche in Europa) si spieghi proprio...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi