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Cultura

Julián López, il vincolo d’amore di una infanzia lucida

PERCORSI. «Una ragazza molto bella», romanzo d’esordio del poeta argentino. Per Alessandro Polidoro Editore, la storia di una donna e suo figlio nella Buenos Aires degli anni ’70. Attraverso gli occhi pensosi e solitari di un bambino, il racconto di una maternità fuori dagli schemi. Altri autori, figli di vittime della dittatura, rifiutano la letteratura testimoniale

Silvia Levenson, «Ti vedo un po’ nervosa», 2006. Courtesy Alexander Tutsek Foundation, Germania

Silvia Levenson, «Ti vedo un po’ nervosa», 2006. Courtesy Alexander Tutsek Foundation, Germania

Un bambino con i capelli rossi (unica eredità di un padre mai conosciuto, la cui assenza lascia immaginare un precoce abbandono) e una giovane madre incantevole e misteriosa, che condividono una solitudine a due nel loro modesto appartamento di Buenos Aires, a metà degli anni ’70: ecco i protagonisti di Una ragazza molto bella, primo romanzo del poeta Julián López ora tradotto da Sara Papini per Alessandro Polidoro Editore (pp.172, euro 16), che va presentando un’ottima e meditata scelta di scrittori latinoamericani contemporanei. UN LIBRO INDIMENTICABILE, l’ha definito la grande scrittrice e cronista argentina Maria Moreno, e con ragione, perché...

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