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Cultura

John Le Carré, il romanzo della guerra fredda, la sordida e irresistibile luce del mondo delle spie

Il personaggio. Scomparso a 89 anni lo scrittore inglese, già agente dell’MI5, che è stato tra i protagonisti della letteratura del Novecento. In un preciso quadro storico, nei suoi romanzi non si limitava al realismo: metteva a nudo i conflitti morali, il gioco di chiaroscuri, l’impossibilità di distinguere il bene dal male. Tra i suoi libri migliori, non solo il ciclo di Smiley, ma «La spia che venne dal freddo» e «La Tamburina»

John Le Carré (foto Ap)

John Le Carré (foto Ap)

David John Moore Cornwell, in arte John Le Carré, conosceva le lingue e il valore delle lingue. Le aveva insegnate a Eton, era professore e insieme ufficiale dell’MI5, il servizio di sicurezza del Regno unito. Nell’Intelligence, del resto, era entrato a 19 anni, nel 1950, grazie alla padronanza del tedesco: interrogava fuggiaschi della Rdt che varcavano la cortina di ferro. Oltre 67 anni più tardi, mentre proseguiva la sua battaglia politica e culturale contro la Brexit, avrebbe ancora consigliato ai giovani del Regno Unito di imparare il tedesco: stavolta per unificare e non per combattere. LE CARRÉ CONOSCEVA il mestiere...

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