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Internazionale

Jihad, bugie e videotape

Escalation. Con un’iniziativa senza precedenti Mosca offre le prove degli illeciti rapporti tra Ankara e Stato islamico. E punta i missili sulla Turchia. Nel business del petrolio in cambio di armi sarebbe coinvolta la stessa famiglia di Erdogan. E ora Putin vuole la testa del presidente turco. Il Pentagono: «Assurdità»

La conferenza stampa del ministero della Difesa russo

La conferenza stampa del ministero della Difesa russo

Mosca ha scoperto il vaso di Pandora degli affari petroliferi tra Ankara e Stato islamico (Is). Putin aveva già rivelato che l’abbattimento del bombardiere russo Sukhoi Su-24 servisse a proteggere i traffici petroliferi tra Ankara e Is. Secondo alcune stime, la produzione petrolifera complessiva dello Stato islamico, raggiungerebbe i 35-40 mila barili al giorno. Ma ieri i vertici militari russi in una conferenza stampa senza precedenti si sono spinti ad accuse ben più articolate. Secondo il ministero della Difesa russo, la stessa famiglia di Erdogan sarebbe coinvolta direttamente nel business del petrolio che tiene in vita i jihadisti. Il vice...

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