closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

John Sinclair: sono comunista, ma non dogmatico

Intervista a John Sinclair. «Sono stati anni grandiosi eravamo un movimento di massa e lo diventammo soprattutto grazie al rock’n’roll. L’obiettivo primario era uscire dal Vietnam, una volta raggiunto tutto si sgonfiò»

«Ho sviluppato il mio attivismo scoprendo Max Roach e Charles Mingus. Quando mi resi conto che tutta la musica che ascoltavo da piccolo era suonata da neri, cominciai a chiedermi: «Come mai sono sempre loro a produrre buona musica, mentre tutto il resto è così blando e scadente?». Sarà anche logora – perennemente affibbiata a fotomodelle, scarpe da ginnastica, calciatori e macchinette per il caffè – ma è definizione che gli si attaglia perfettamente: John Sinclair è un’icona. Classe 1938, poeta beat, storico e filologo del jazz, autore di libri e di infinite note di copertina di dischi, attivista antiproibizionista,...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi