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Editoriale

In Venezuela è a rischio la democrazia

Il presidente venezuelano Maduro

Nei mesi scorsi, in Venezuela, ci sono state quattro elezioni decisive: due presidenziali, il voto per i governatori e infine le municipali. Tutte vinte dal blocco della rivoluzione bolivariana. Nessun risultato è stato impugnato dalle missioni degli osservatori internazionali. La votazione più recente ha avuto luogo appena due mesi fa… E si è conclusa con una netta vittoria –11,5% di differenza – dei chavisti. Da quando Hugo Chávez ha assunto la presidenza nel 1999, tutte le tornate elettorali mostrano che, sociologicamente, l’appoggio alla rivoluzione bolivariana è maggioritario.

In America latina, Chávez è stato il primo leader progressista – dai tempi di Salvador Allende – che ha scelto la via democratica per arrivare al potere. Non si può capire il chavismo se non si considera il suo carattere profondamente democratico.

La scommessa di Chávez ieri, e di Nicolás Maduro oggi, è il socialismo democratico. Una democrazia non solo elettorale. Anche economica, sociale, culturale… In 15 anni il chavismo ha consentito a milioni di persone – che in quanto poveri non avevano carta d’identità – lo statuto di cittadini e ha consentito loro di votare. Ha devoluto oltre il 42% del bilancio dello Stato agli investimenti sociali. Ha tolto dalla povertà 5 milioni di persone. Ha ridotto la mortalità infantile. Ha sradicato l’analfabetismo. Ha moltiplicato per cinque il numero di maestri nella scuola pubblica (da 65.000 a 350.000). Ha creato 11 nuove università. Ha concesso pensioni d’anzianità a tutti i lavoratori (incluso quelli del settore informale)… Questo spiega l’appoggio popolare che ha sempre avuto Chávez, e le recenti vittorie elettorali di Nicolás Maduro.

Perché allora le proteste? Non dimentichiamo che il Venezuela chavista – che custodisce le principali riserve di idrocarburi del pianeta – è stato (e sarà) sempre oggetto di tentativi di destabilizzazione e di campagne mediatiche sistematicamente ostili.

Nonostante si sia unita sotto la leadership di Henrique Capriles, l’opposizione ha perso quattro elezioni in successione. Di fronte a questo fallimento, la sua frazione più di destra, legata agli Stati uniti e diretta dal golpista Leopoldo López, punta ora su un colpo di stato a lenta combustione. E applica le tecniche del manuale di Gene Sharp.

In una prima fase: creare lo scontento mediante l’accaparramento massiccio dei prodotti di prima necessità; far credere nell’incompetenza del governo; fomentare manifestazioni di scontento; e intensificare la persecuzione mediatica.

Dal 12 febbraio, gli oltranzisti sono passati alla seconda fare, propriamente insurrezionale: utilizzare lo scontento di un gruppo sociale (una minoranza di studenti) per provocare proteste violente, e arresti; organizzare manifestazioni di solidarietà con i detenuti; introdurre tra i manifestanti pistoleri con il compito di provocare vittime da ambedue i lati (la perizia balistica ha stabilito che gli spari che hanno ucciso a Caracas, il 12 febbraio, lo studente Bassil Alejandro Dacosta e il chavista Juan Montoya provenivano dalla stessa pistola, una Glock calibro 9 mm); incrementare le proteste e il loro livello di violenza; raddoppiare l’attacco mediatico, con l’appoggio delle reti sociali, contro la repressione del governo; farer in modo che le grandi istituzioni umanitarie condannino il governo per l’uso smisurato della violenza; ottenere che i governi amici lancino avvertimenti alle autorità locali….

Siamo in questa tappa. E dunque: è a rischio la democrazia in Venezuela? Sì, perché è minacciata, una volta di più, dal golpismo di sempre.

* Direttore dell’edizione spagnola del Diplo

  • Leonardo Sulla

    Avendo altre idee
    politiche, leggo su questa testata solo gli articoli sul Venezuela, paese che
    conosco profondamente considerato che mia moglie è venezuelana, molti delle mia
    famiglia vivono li e seguo le vicende venezuelana dal lontano 1999, quando quel
    verme di Chavez (ora finalmente all’inferno) ha preso il potere grazie
    all’aiuto dell’escremento di Castro.

    Nessuna elezione è stata vinta
    democraticamente e la povertà in Venezuela è aumentata a livello esponenziale,
    tutto quello detto nell’articolo e profondamente falso, non capisco come un
    giornalista possa essere cosi bugiardo con i suoi elettori. Sono aperto a
    qualunque confronto, potrei controbattere ogni dato con quelli veri, ma
    continuo ad invitare coloro che pensano che in Venezuela ci sia democrazia, un
    viaggio di pochi giorni, stando attenti però che ai giornalisti stranieri di solito
    li malmenano..

    Rispetto le ideologie, ma in Venezuela
    non vi è il comunismo e nemmeno la social democrazia, ma il peggio del
    nazismo/fascimo/stanilismo…. andare per credere

  • daniella

    Probabilmente vi hanno chiesto di scrivere sul Venezuela e voi decidete di tradurre
    un articolo scritto da Ramonet chiaramente difensore di FIDEL CASTRO… state scherzando?

  • Michele

    Mi trovo quasi sempre d’accordo con i vostri articoli di politica interna. Ma penso che sulla politica estera stiate a zero. Sia per il Venezuela che per l’Ucraina il tenore degli articoli è sempre “ci sono state elezioni che la comunità internazionale non ha contestato, .. le proteste sono circoscritte, .. va tutto bene ciò che piace alla Russia, ..”. Mi sembrano posizioni assurde e prive di qualsiasi fondamento logico. Se la vostra fonte è la propaganda di regime, non siete meglio della stampa mainstream.

  • Umhlanga

    Anche per Ignacio Ramonet valgono le considerazioni già segnalate per Collotti. Inflazione al 56% con il dollaro che vale 6 bolivares al mercato ufficiale e 100 al nero. In Qatar, altra nazione petrolifera, traboccano di denaro mentre il Venezuela / 90 miliardi di export all’anno / è alla fame. O no? Tra Caracas & Barquisimeto, grazie a Hugo, c’è il paradiso? Strade sicure, benessere diffuso, piena occupazione? Sembrerebbe – quasi – la Germania, che per inciso manca di petrolio, se non fosse per il clima, decisamente migliore? Chavez ha guidato il paese per 14 anni 14 e, a differenza di Fidel, era seduto – come lo è adesso il suo successore, su una montagna di dobloni. Mi spiega, Ramonet dal momento che Collotti evita, da dove scaturiscono inflazione & mercato nero del bolivar? Tutto colpa di Obama?

  • Raul

    Complimenti per la vostra oggettività analitica. Intendo complimenti al Manifesto, non a voi commentatori fieri di possedere la verità vera verissimia e santissima, pronti a dichiarare che Chavez e Fidel siano degli esempi negativi per l’America. Onestamente, meritate un premio al valore intellettuale.
    Mia moglie è venezuelana e grazie a Chavez ha potuto ottenere un documento d’identità, un master universitario e ora avere un lavoro con un salario molto più alto del mio.
    Infatti, i vostri ritornelli meccanicamente ripetitivi rispetto a un’apparentemente esplicita dittatura presente in Venezuela e all’infamazione dell’immagine di Fidel Castro sono la riproduzione pari pari della propaganda. Vi ricordo che in Italia il popolo è chiamato molto meno alle urne rispetto al Venezuela e a Cuba. Solo questo dovrebbe farvi riflettere.
    Andiamo per ordine:
    – sicurezza in Venezuela? chiaro, c’è una criminalità dilagante. Come mai? non si può affermare oggettivamente la causa, probabilmente saranno tra l’altro la liberalizzazione delle armi implementata in passato e la permanente corruzione delle forze armate. Chavez ha lottato contro la corruzione, non l’ha sradicata. Questa può essere una critica valida, ricordando comunque che i 15 anni di tentati golpe e di offensive antidemocratiche da parte dell’opposizione non hanno facilitato il compito del governo.
    – democrazia: l’Italia comparata al Venezuela sembra una dittatura. Solo la Svizzera e la Norvegia possono contare più interpellanze popolari. Se l’opposizione vuole conquistare Miraflores non deve che vincere alle urne. A quanto sembra però non hanno capito che si vince con la maggioranza dei voti. Mah, che gente!
    – Fidel Castro: giudicare un uomo che ha dato così tanto all’umanità e continua a farlo con quei commenti è da manicomio. Voi chi siete? avete alfabetizzato tutto un paese in pochi mesi e lottato contro gli interessi economici e disumani di una potenza imperialista? State aiutando paesi deliberatamente abbandonati dalla comunità internazionale con medici missionari come nel caso della Guinea-Bissau? Bravi!
    Perché continuate a leggere il Manifesto? siete dei riformaroli perbenisti? credete alle favole americane? leggete quindi il Corriere o la Stampa e guardate CNN Italia, perbacco! Almeno vi sentirete a vostro agio leggendo quello che volete leggere.
    A mai più rileggervi, speriamo!

  • Toni

    Che ci siano state le elezioni è un fatto, mi pare. O la democrazia che si esprime con le elezioni vale solo per il sistema capitalistico?(Che democrazia poi assolutamente non è). Poi, per dare alcuni giudizi almeno un po’ sensati, occorrerebbe masticare qualcosina di geopolitica. Siccome negli interventi di oggi vedo solo idee preconcette costruite dai mass media occidentali, che probabilmente riflettono anche le idee di chi oggi è intervenuto, forse non era il caso di intervenire sul Manifesto. Potete intervenire sul Giornale, sul Corriere… su Libero magari. Così potrete meglio esternare il vostro amore per il capitalismo. Capisco la vergogna, a professarsi amanti del capitalismo.

  • Toni

    Tutta la mia stima ad Ignacio. Forse non hai letto nella testata del Manifesto “quotidiano comunista”? Se non ti aggrada, prego sloggiare da qui.

  • Toni

    Avendo tu altre idee, sei pregato di sloggiare da qui.

  • Toni

    Ripetere qui gli slogan dei nostri mass media mi sembra proprio pietoso. Potresti spiegarlo tu da dove scaturisce l’inflazione, secondo te. Altrimenti, meglio stare zitti. Si accettano critiche costruttive. Andate a far polemiche da qualche altra parte, prego.

  • Toni

    Ti ringrazio per l’intervento, Roberto. I commentatori che si intrufolano nel Manifesto per fare sterili polemiche invece di critica costruttiva, si commentano da sé. Sono commenti che riflettono la campagna denigratoria che in Italia ormai è diventata spietata verso i paesi dove si tenta il socialismo. Nel caso italiano, Il governo Renzi è una chiara espressione di un accordo tra una maschera da avanspettacolo e un Berlusconi per escludere definitivamente la sinistra dal quadro politico europeo.

  • Di Serio Angela

    Al direttore dell’edizione spagnola del Diplo, le dico che lei non ha idea di che cosa si sta vivendo in Venezuela e che cosa hanno vissuto per più di 14 anni di chavismo, in poche parole: corruzione, aumento di criminalità, mancanza di prodotti di prima necessità, sanità non esistente per la popolazione meno agiata, analfabetismo che con le missioni che ha creato lui”Chavez “ignoranti erano e così sono rimasti, inflazione alle stelle e mi fermo qui di elencare le cose fatte per creare ricchezza solo per loro. Le elezioni non sono state perse da Capriles ma sono state tutte truccate, sono stati truffati milioni di venezuelani andati a votare, non esiste la democrazia in Venezuela, perchè quando ti viene detto che ti ritireranno il passaporto se manifesti,ti leveranno la benzina se manifesti e ti picchieranno se manifesti questo è pura DITTATURA, lo sanno tutti ed è Cuba che orchestra e dirige quello che si deve fare o no.Tutto questo a spese del mio paese per far arricchire ai Castro e a tutta la cerchia di foche che segue Maduro. Vada di persona a vivere in Venezuela e poi ne parliamo o vada a vivere a Cuba e poi ne parliamo, prima di scrivere qualsiasi notizia si accerti di quello che scrive o di quello che le viene riferito sigr. IGNACIO RAMONET.

  • Umhlanga

    Noto, in te, una grande determinazione, Toni. Su IL MANIFESTO non si dissente. Hugo è un eroe & Nicolas il suo profeta. Te lo devo spiegare io perchè in Venezuela l’economia va – decisamente – a rotoli? Sei informato su quanto accade là? Mi pare di no. Sai che Maduro, da presidente supplente, quando Chavez, è notizia diffusa, era già morto a Cuba, ha svalutato il bolivar del 26%? Ti pare un segnale, economicamente, positivo? La vicenda venezuelana è – estremamente – semplice. Ernesto Guevara de La Serna mi è sempre stato simpatico. Fidel meno e non mi pare che Cuba possa essere considerata un esempio di democrazia / forse lo sai là non si vota e Castro l’ha sempre spiegata così: i gringos hanno troppi soldi e truccherebbero la macchina elettorale; finiremmo per perdere e non possiamo permettercelo / e di economia scintillante. Chavez ha voluto seguire il modello di Fidel / con la differenza che il primo aveva il petrolio – molto – e il secondo no / e chi ha messo 15 anni per produrre la bancarotta. Cominci a cogliere? Vuoi qualche altra delucidazione? Sai che Hugo, dopo 14 anni di presidenza, è andato a farsi curare, senza successo, a Cuba? Tu, da un fatto del genere cosa afferri? Io che sapeva che la sanità venezuelana era peggiore della cubana. Colpa mia? Di Barack Obama? O di Hugo medesimo?

  • daniella

    Forse non sei al tanto che il governo venezuelano non è nemmeno comunista, è un governo militare senza nessuna ideologia. E’ giusto che si sappia.

  • Umhlanga

    Accidenti Roberto, ora ho letto pure te. Immagino che tu, e pure Toni, deliriate – anche – per la pareja Kirchner. Ossia i due, lui morto, lei alla Casa Rosada fino al 2015, che guidano l’Argentina dal 2003. Ci siete mai stati tra Buenos Aires, Mendoza & Rosario? Non credo. In ogni caso è la – classica – repubblica delle banane che è arrivata, persino, a proibire l’importazione dei libri via Amazon. Per gli archivi ho volato con AEREOLINEAS ARGENTINAS, nell’Ottobre 2011, da Rio de Janeiro a Buenos Aires. Ho chiesto CLARIN & LA NACION, i due quotidiani più venduti. Mi hanno risposto che AA era statale e si leggevano, solo, quotidiani filogovernativi. Ossia PAGINA 12 & TIEMPO ARGENTINO. Mi pare giusto. Le regole sono regole e non si discutono. Se una/o dubita voli con LAN CHILE.

  • O. Raspanti

    E tua moglie, con un regime peggio del nazismo/fascismo/stalinismo, è ancora viva?
    I fratelli Rosselli no.

    p.s.: non conosco il Venezuela, quindi mi astengo da ogni commento specifico, ma se leggete i commenti contro l’articolo di Ramonet, sono praticamente identici. È un caso?

  • Toni

    Ancora? credi forse che il socialismo sia una gara con il capitalismo a chi ha il paese più ricco e potente? capito proprio niente… il socialismo non vuole una società come quella capitalista… e guidare un paese che si pone anticapitalista, capisci? contro il capitalismo americano… vuol dire navigare contro corrente, in brutte acque… ma lo vedi il capitalismo come opera o no? fomenta terrorismo, paga eserciti privati per destabilizzare paesi che ostacolano o impediscono l’ingresso di multinazionali… ma con chi sto scambiando? ma sei un compagno? de che? per la seconda volta, se non sei sintonizzato con i nostri argomenti e le nostre posizioni, se non ami il socialismo, ti invito a lasciare questo sito. Un po’ di serietà. Vai da Libero, da Sallusti. Che là ti apprezzano.

  • Toni

    La bocca non la tappi certo tu, ad Ignacio. Hai sbagliato sito anche tu, caro. Vai nel sito di Libero, di Sallusti, vai a leccare i piedi al capitalismo sui giornali di Berlusconi, che là vedrai saranno tutti d’accordo con te. Ma chi sei? un compagno? se non lon sei, prego un po’ di serietà, smettila con le provocazioni e togliti.

  • Toni

    Per la tua pubblicità contro il Venezuela di Maduro e contro Fidel, hai sbagliato sito, lo capisci o no? Cosa sei, una provocatrice? Per la seconda volta, andate su altri siti. Da Sallusti, da Libero, verrai apprezzata. Qui no. Inutile insistere.

  • Leonardo Sulla

    Avere altre idee politiche non vuol dire non confrontarsi, ma vedo che per te è un concetto troppo alto, . certo ti fa comodo rimanere in un paese capitalista dove la libertà di opinione è permessa… in Venezuela no!!! Vai in Venezuela, con la delinquenza che c’è rimani vivo nemmeno 3 giorni!!!

  • Leonardo Sulla

    Per fortuna vive in Italia, ma ha perso uno zio e un cugino nel giro di 6 mesi,,, solo per rubargli l’auto….Ripeto rispetto le ideologie, ma in Venezuela non c’è il comunismo, vi è dittatura, provare per credere

  • Umhlanga

    Ora afferro Toni. Il socialismo è il paradiso ed il capitalismo l’inferno. Elencami, così m’illumino meglio i paesi socialisti esistenti: Cuba & Venezuela non si discutono. Argentina? Ecuador? Bolivia? Cina? Russia? Altra domanda: la nazione socialista, per definirsi tale, può negoziare (leggi vendere e comperare) con quella capitalista? Immagino di sì perchè il petrolio, una volta di Hugo e ora di Nicolas, lo raffinano negli USA. Maduro, di recente, ha chiesto 5 miliardi di dollari ai cinesi (compagni comunisti o neocapitalisti?). In ogni caso attendo l’elenco ma non interverrò più. Senza andare da Zio Tibia ovviamente. Sono semplicemente ateo e credo a ciò che vedo. Tu, non è una tragedia, credi e basta.

  • Leonardo Sulla

    Mia moglie prima di Chavez, ha potuto studiare, laurearsi, trovare un lavoro, ma poi con l’arrivo del demente le compagnie straniere hanno lasciato il Venezuela e perso il lavoro…
    I salari venezuelani non valgono niente, un ingegnere guadagna circa 15000 Bsf che al cambio a nero sono circa 150 euro… il Venezuela importa tutto, potrebbe essere autosufficiente ma si alimenta solo di petrolio (paradossalmente, il suo vero male!!!)… importando tutto, i prezzi sono calcolati al cambio a nero, quindi insostenibili per i Venezuelani.
    Si può comprare presso i supermercati governativi… mediamente 6/7 ore di coda per non trovare quasi niente.
    Le compagnie aeree hanno chiuso le rotte perchè è diventato antieconomico incassare in Bsf e avere il cambio in dollari dopo mesi con una svalutazione impressionante..
    Il Venezuela è un paese attualmente invivibile!
    Circa le elezioni, con Il CNE controllato dal governo è facile vincere le elezioni… (persone morte da anni o di 116 anni che risultano votanti!!!! mah!!)

  • Di Serio Angela

    vivo in un paese libero è ho espresso una mia idea, como fai tu, che vivi in un paese capitalista. Posso leggere qualsiasi giornale ed esprimermi su qualsiasi tema che per me non rispecchi verità. Buona sera

  • Caterina Moretti

    Fammi capire, non si può discutere solo perché stiamo sotto un articolo de “il manifesto”? Perché non motivi le tue risposte, invece di insultare chi non la pensa come te?

  • Roberto

    Certo che sostengo anche la pareja Kirchner! Loro, a differenza dei filoausterici emorroidali europei, propongono un modello di sviluppo che parte dal sociale e non sia parametrizzato dalla solita lagna della rentabilità economica. Ogni tentativo di analizzare una realtà lontana dalla nostra proponendo conclusioni semplici è uno sputo in faccia alla gente che lotta per un futuro migliore. Il Venezuela poi, non è possibile analizzarlo con i soliti paradigmi manicheistici del buono e del cattivo. Sveglia giovincelli, il mondo non è fatto da bianco e nero, ma da sfumature di tutti i colori.
    Il nostro carissimo Hugo ha sperperato i profitti del petrolio a fini sociali, fregandosene esplicitamente di speculazioni economiche che volevano la scuola a pagamento o i servizi medici di base a pagamento.
    Giovinotti, mi sembrate un pò dissociati dalla realtà con le vostre paure mezze vere degne del più puro conformismo. Mancate di spirito critico, di capacità intellettuale nell’analizzare un fenomeno sociale sotto un’insieme equilibrato di paradigmi. Voi volete guardare la realtà con gli occhi di chi crede che il governo Maduro è orrendo, e quindi non vedete che nero. Ma fate attenzione, il nero porta al nerissimo.
    Caro Leonardo, il cambio, e se tu vivi in Venezuela come faccio io gran parte dell’anno, sai che è fuori controllo. Calibrare le eventuali importazioni del venezuela al cambio nero mi sembra esageratino. È come comparare le doti politiche di Berlusconi con le patate dolci del Perù.

    Comunque, il governo Chavez ha lottato 15 anni per metter su un progetto socialista che puntualmente viene bombardato dall’opposizione, senza lasciare molti spazi di dialogo e soprattutto di calma e comprensione. È inutile star qui a criticare quando non si realizza la dimensione del problema: in Europa non ce la immaginiamo nemmeno un’opposizione del genere, pronta ad utilizzare tutti i mezzi possibili e ben lungi dalle pratiche democratiche. Anzi, in Ucraina, purtroppo si.

    Leonardo, “nessuna votazione è stata puramente democratica”: Dante potrebbe tranquillamente dichiararti Re degli Ossimeri: se ci sono votazioni, c’è un modus operandi democratico. Che sia pura o meno, penso che nemmeno il mago Obama te lo possa dire, anche perché il concetto di puramente democratico è ancor più astratto del concetto di democrazia. Se la propaganda scaturisce in comportamenti violenti o ci sono deputati truffardelli che cercano di far votare pure i morti, chi è veramente responsabile? Si può dire che Maduro abbia dato l’ordine di sparare sui manifestanti? Oppure è stato il Capriles? E el Universal che propone le immagini delle repressioni in Messico, dichiarandole prove visuali di quel che è successo il giorno prima a Caracas? che pena.. Cari miei, è come dire che se piove è colpa di Renzi! Chiaramente è la soluzione più semplice, ma sappiamo che non è veramente così.

    Il salario minimo in Venezuela è il più alto di tutta l’America Latina caro Leonardo. Che sia poi poco a livello nazionale, qui ti do ragione. Ma non ti sostengo puntando il dito contro Chavez, perché come tu ben dovresti sapere l’inflazione, il caro vita, ecc. sono trainati dal gap esistente tra i benestanti mega ricchi e i poveracci che solo ora stanno finalmente cominciando a guadagnare qualcosa e in maniera regolare. Di ricchi come in Venezuela non ne ho mai visti, manco in Svizzera! Hanno avuto la libertà di evadere il fisco per anni e ora hanno il deretano che va a fuoco perché Chavez ha regolamentarizzato il sistema fiscale! Reazione: vanno a dire in giro che in Venezuela non c’è democrazia.

    Le idee del chavismo sono ai massimi livelli della teoria socialista adattata al martoriato cntinente latinoamericano. L’applicazione pratica incontra però una feroce e decisa opposizione nazionale come internazionale. Come può una nazione sotto il gioco del sabotaggio alimentare (se fai una fila di 8 ore al Mercal è perché i produttori di latte preferiscono eliminare il latte per protesta nella speranza di un’esasperazione della popolazione) e della pressione interanzionale poter implementare il proprio progetto politico? I media che ancora in maggioranza appartengono all’opposizione non fanno altro che riprodurre le stesse notizie, nelle quali si cerca di addossare qualsiasi squallido crimine ai filogovernativi.

    Caro Umhlanga, i giornali non saranno mai oggettivi. Il Manifesto scriverebbe le fesserie degli altri giornali se volesse essere oggettivo. Per fortuna la nostra testata ha saputo incamminarsi per la via dell’interpretazione critica, e quindi giustamente di parte, della realtà. Non c’è via di mezzo. Non c’è giusto o cattivo. Chavez non è cattivo o buono, è semplicemente un presidente che è rimasto al lavoro fino ai suoi ultimi giorni per poter portare avanti un progetto con cui il Venezuela potesse finalmente trovare un benessere sociale!

    Vabbé, buona notte, yenkees! Un saluto al compagno Toni, che ringrazio per la calma nel rispondere a queste povere anime perse e senza più spirito critico.

  • paolopaci

    Guardate che questi in Venezuela non sono ne socialisti, ne’ comunisti ne’ social democratici, questi sono militari e come tale hanno la vista corta, sono autoritari e sclerotici. Tutto quel “bene ai poveri” non e’ stato nessun bene, hanno creato una massa di walfere improdittivo solo per guadagnare voti, non hanno saputo creare nessuna infrastruttura nel paese con i miliardi di dollari del petrolio,creato nessun posto lavoro l’analfabetismo lo hanno combattuto con i maestri cubani cosi’ come la sanita e le medicine, che comunque non si trovano. Un sistema cambiario diviso in cambi diversi che permette gli imbrogli e la corruzione per non parlare della violenza. Il Venezuela e’ il quarto paese piu’ pericoloso del mondo. Se questi erano socialisti la musica sarebbe diversa. Dov’e’ finito il PCV Partido Comunista Venezolano di Rangel o il Movimiento al Scialismo di Theodoro Petkoff? Sparitii e loro rappresentanti isolati o in galera. Bisogna essere disperati per avere fiducia a un gruppo di militari guidati, male e senza capacita’, da uno come Maduro. Aprite gli occhi…

  • Diana Caggiano

    Stai dicendo una quantità di cose inesatte, il quotidiano Clarin, è un giornale che lo puoi trovare in tutte l’edicole. Scordi di dire il ruolo di complice diretto che ha avuto con la dittatura civico militare 1976-1983, scordi anche che la sua propietaria Ernestina Herrera de Noble è sospettata di apropiazione de due figli di scomparsi (desaparecidos) durante l’ultima dittatura, causa ancora in corso, per non parlare di Magnetto diretore esecutivo e propietario e la nefaste storia di Papel Prensa.

  • Umhlanga

    Che mentula ci entra, Diana, la storia di Ernestina Herrera de Noble e dei figli – pretesi eredi di desaparecidos / mi pare che una sentenza, post polemiche, lo abbia escluso / sul fatto che CFK non consenta la lettura, a bordo di AA di Clarin & La Nacion? Saprai, ovviamente, che per miseri 700.000 dollari annui, Mariano Recalde, amico di Minimo Kirchner come Axel Kicillof / che fai smentisci indignata? / dirige la compagnia area e che dichiara, dall’alto del suo, più che modesto, guiderdone, che AA non deve produrrre utili dal momento che è un servizio sociale. Dove, ovviamente, si legge, solo, quello che piace a La Viuda, che post sconfitta dell’Ottobre 2013 non veste più di nero. Evidentemente i suoi spin doctors le hanno spiegato che / nelle urne / non paga più.

  • Biagiothai

    Concetto spiegato bene, lo condivido per quanti credono che i manifestanti siano dalla parte della ragione!

  • Michele

    Mah, non capisco molto questa risposta. Il Manifesto è l’unico giornale che compro, due volte alla settimana. Penso che sia molto al di sopra della media, per stile e contenuti. Ma la politica estera soffre forse della mancanza di fondi per gli inviati, per cui le notizie vengono riportate in modo poco esaustivo. E spesso parziale. Quindi leggere le notizie così, o leggerle alla maniera del Giornale o di Libero, non è molto diverso. Per farsi un’idea sulla geopolitica, bisogna studiare sempre più fonti, comunque.

  • Michele

    Fammi un esempio di critica costruttiva, allora. Senza slogan.

  • Michele

    E’ merito dei medici cubani se le persone in Venezuela compano fino a 116 anni!

  • Fanny Migliore

    Vorrei ricordare al Signor Ramonet, che la democrazia non consiste soltanto nel fattoe lettorale. Lei ripete alla perfezione il discorso dei burocrati venezuelani attualmente al potere, che a favore della loro gestione, sgrimono l’argomentodegli indici di “sviluppo umano” e nascondono la loro incapacitá
    dietro quelli della “guerra economica” e il “golpe imperialista”. Con questi argomenti Maduro e i suoi complici, pretendono nascondere anche l’indignazione di un paese stanco degli abusi e della
    corruzione.

    Un cittadino venezuelano potrebbe raccontarle che l’inflazione nel 2013 é stata del 56,2% e per quest’anno si stima del 75%, nel frattempo il governo fabbrica denaro inorganico; che il dollaro al tasso ufficiale é passato da bs 4,30 nel 2013 a bs 11,80 (febbraio ’14), mentre oggi nel mercato nero, si aggira intorno ai bs 83 per un $; che le riserve internazionali continuano a decrescere; che dopo aver
    fatto sparire piú di 5000 aziende, la mancanza di alcuni generi di prima necessitá arriva al 30% (in alcuni casi al 100%) per cui importiamo il riso, il caffé, il mais, zucchero ed altro per un valore di $59 miliardi; che la produzione petrolifera decresce anch’essa , compriamo la benzina all’estero, regaliamo il nostro petrolio ad altri paesi mentre un gruppo di “privileggiati” fanno i grossi petro-affari personali.

    La nostra grande impresa siderurgica del sud é irrimediabilmente fallita; il deficit del settore pubblico oltrepassa il 17% e in due anni il passivo del governo é aumentato del 53%, aumento che é servito giusto per finanziare le stesse elezioni che lei giudica democratiche; Venezuela occupa poi il posto 134 in competitivitá fra 148 paesi; 165 fra 174 nell’indice di percezione di corruzione e 152 fra 157 nell’indice di libertá economiche; mentre in America Latina occupa il secondo posto nell’indice di rischio per l’investimento.

    Questi sono solo alcuni dati, ma se lei li giudica troppo “accademici”, lo invito a viverlo qui, si proprio qui e non da Parigi, inmerso nel socialismo del XXI secolo.

    Provi a scrivere un 1 accompagnato da 12 zeri, poi pensi a tutto quello che si é potuto fare con tale cifra di $… ebbene forse cosí potrá avere la dimensione dell’ingiustizia perpetrata da un piccolo bando di “rappresentanti democratici” contro tutti i venezuelani.

    I giovani oggi, ma anche la gente comune reclamano semplicemente il leggittimo diritto di avere un futuro migliore, sempre piú minacciato da un’altra classifica che in questa occasione ci vede vergognosamente al terzo posto: quella delle cittá piú violente al mondo (24.763 morti nel 2013 e piú di 200.000 negli ultimi 15 anni).

    Cosí Signor Ramonet, non scriva di quello che non conosce bene, il suo articolo da Parigi, non ha la stessa faccia letto dal Venezuela, da qui sembra solo cinismo.

  • Miguel Aponte

    Señor Ramonet, el salario mínimo en Venezuela es de Bs. 3.270,00; si usted lo calcula al tipo de cambio “oficial”, le da $520.00. Pero usted sabe, porque es asesor político de este gobierno, que el tipo de cambio con el cual vive el pueblo es de Bs. 83,00 por dólar. Entonces a este cambio, equivale a $40.00 -leyó bien, $40.00-.

    Hay tres diferencias entre Ramonet y cualquier venezolano:

    a. Ramonet no es venezolano.
    b. Ramonet no vive en Venezuela
    c. Ramonet cobra por lo que dice a favor de esta gestión… Un venezolano, no.

    Ramonet es “asesor político” del gobierno. Cobra en euros, viaja en primera clase y se aloja en hoteles 5 estrellas; todo esto pagado con el dinero de los venezolanos. No parece, diríamos, una persona muy creíble.

  • Diana Caggiano

    Vedo, Umhlanga, che anche se il governo trotskista maoista peronista comunista camporista di Cristina kirchner , La Viuda, non ti ha dato la oportunita di leggere Clarin durante il tuo volo lo frequenti volentieri insieme a TN canal.

    Comunque ancora non c’e stata revoca nella causa a Ernestina Herrera de Noble per appropriazione illegale di bambini.

  • Russeau

    Ammetto che, forse per pigrizia, non ho msi spprofondito la questione venezuelana.
    Se dittatura è, sarà pur vero che ha usato il petrolio (caso unjco) per finanziare il welfare, ma sempre di dittatura si tratterebbe

  • Chiara

    Concordo… Se non si sa cosa vuol dire vivere in Venezuela è meglio astenersi dai commenti e limitarsi ai fatti di cronaca

  • Chiara

    Complimenti…

  • Chiara

    Concordo… Il direttore pensava che gli ucraini scendessero in piazza a prendersi le pallottole x avere il mercato unico europeo… Ad un certo punto bisogna accorgersi che è meglio cambiare mestiere

  • Chiara

    Se le elezioni sono avvenute regolarmente, e poi il governo non si interessa dei cittadini che bisogna fare??? aspettare e morire lentamente, aspettare un’altra svalutazione? aspettare che il proprio stipendio valga sempre meno??

  • Chiara

    Toni conosci il Venezuela veramente o sei solo affascinato da Cuba, Fidel ecc. Prima chiedi ad un Venezuelano cosa significa vivere lì, sennò la tua opinione è falsata

  • Chiara

    Vivi di ideologie desuete. Non sai la verità, non sai come si vive in Venezuela o in Sud America, quindi fai meglio a tacere, qualsiasi cosa ci sia scritto sulla testata

  • Chiara

    Perchè non vai a farti un gino in North Korea??

  • O. Raspanti

    In questa discussione così animata nessuno ha notato che il manifesto è letto tantissimo in Venezuela (più che in Italia si direbbe).
    Ce n’è che non sanno nemmeno scrivere in italiano, ma che hanno letto l’ intervento di Ramonet sul manifesto in italiano.
    Altri, sempre venezuelani ovviamente, che sputano su quanto sappia vagamente di “sinistrorso” ma passano il loro tempo libero a leggere gli articoli di un quotidiano comunista italiano (dopo aver cantato i salmi ovviamente).
    Son convinto che ce ne sono che potrebbero citarvi a memoria tutti gli editoriali di Norma che suscitano dei vivi dibattiti, in Venezuela.
    A buon intenditor…..

  • Umhlanga

    Hola Diana, su Ernestina leggo – Wikipedia – La tercera etapa consistió en comparar los datos de Marcela y Felipe con la totalidad de las muestras almacenadas en el BNDG, dicho procedimiento, que concluyo el 9 de octubre de 2012, tuvo resultado negativo. Non è così? La causa è ancora aperta? Non leggo solo Clarin & Nacion ma – pure – Pagina 12. Può andare? Al diario K mandai, anche, un email sulle trabas (operazione da Banana Republic). Non risposero. Mai visto TN canal. Non vivo in Argentina ma, ogni tanto, ci vado. In ogni caso Nestor & la moglie, come Hugo, vanno giudicati sui risultati. CKF parla di decada ganada ma l’inflazione non è quella che dichiara l’INDEC / almeno il 30% all’anno / e del blue ben sai. Ergo la decada, lo siento, es perdida.

  • Umhlanga

    Grande Roberto, potremmo trapiantare anche qui il metodo K. Ossia tornare ai tempi di Bettino con l’inflazione tra il 20% & il 30%. Accidenti perchè fermarsi lì e non sfidare il Perù di Alan Garcia & Sendero Luminoso con il 3000%? Oppure il Brasile preCollor e l’Argentina preParidad? Per garantire benessere diffuso la formula magica esiste e si può applicare – anche – nella Black Africa? Lo Stato si indebita e spende. E’ il quantitative easing di Barack Obama con 85 miliardi di bond acquistati, dalla Federal Reserve, ogni mese. Quindi la stella da seguire è quella e Hugo, pur dissenziente – ma con petrolio rigorosamente raffinato, anche, da George W. Bush, l’ha fatto?

  • Max lo scettico

    Jafnvel á Íslandi við að lesa veggspjald vandlega og vita allt um Mr Ramonet.

  • Roberto

    Professor Umhlanga, quel che si cerca di riflettere non è una giustificazione ideologica dell’insieme di conseguenze politiche dal risvolto negativo. Chiaro, l’ideologia a mio parere deve avere un ruolo chiaro ed eticamente sostenibile. L’inflazione è di fatto attualmente una piaga sociale. Qui mi sembra chiaro che l’obiettivo del governo bolivariano non sia l’erosione del potere d’acquisto dei consumatori.

    L’inflazione venzuelana non è un’inflazione da aumento dei costi di produzione, bensì da aumento artificiale della domanda combinato all’eccesso di moneta. Analizziamo questi due fattori: la domanda aumenta in Venezuela non perché vi sia un potere d’acquisto gradualmente più elevato dei consumatori, ma perché l’offerta scarseggiando fa gonfiare i prezzi sul mercato. Mi spiego: come da Lei ricordato, il Venezuela potrebbe produrre di tutto e di più. Uno dei tanti fattori che non permettono il realizzarsi di uno sviluppo endogeno fino all’autodeterminazione economica del paese è la stessa struttura economica venezuelana. La produzione in alcuni settori di importanza strategica o alimentari è in mano a un gruppo di 5 famiglie. L’assenza di latte, uova, carne nei mercati popolari e la loro presenza solo nei negozi per sifrinos (altibenestanti) a prezzi stellari non è la conseguenza di un’evoluzione naturale dell’economia, bensì è il risultato della protesta, del sabotaggio messo in atto da queste famiglie. Opponendosi al concetto di proprietà sociale (unico al mondo!) e al tentativo di espropriazione delle terre incoltivate da parte del governo (non riuscito purtroppo) queste famiglie oligarche limitano l’offerta di beni di prima necessità con l’intento di far esplodere i prezzi nazionali e sapendo che il popolo affamato accoglierà più favorevolmente la rivoluzione contro il sistema Chavista. Una rivoluzione che distrugga tutta la struttura politico-economico-sociale del bolivarianesimo e che permetta agli oligarchi di fare il loro ritorno in scena arricchendo ulteriormente i loro conti offshore, esenti dal pagamento delle imposte. Le compagnie petrolifere internazionali allora potranno rinegoziare gli accordi col governo venzuelano e riottenere uno statuto privilegiato per quanto riguarda le imposte trattenute dal paese. In poche parole tutto ritornerà alla realtà neoliberista, facendosi una beffa dell’esperienza delle misiones e del grandioso tentativo chavista di assemblare e un’allenza bolivariana delle Americhe indipendente dal giogo statunitense e di riassemblare una comunità internazionale indipendente dal giogo imperialista, a mo’ di alleanza degli stati non allineati.

    Quindi si, l’inflazione è un problema che contraddice lo spirito socialista venezuelano. Nonostante ciò è chiaro che il governo stia lottando democraticamente contro i fautori di questa inflazione senza fine. E qui c’è da elogiare il governo per la scelta di una via democratica e nel rispetto della legge. Nessun oligarca è stato espropriato delle sue terre caro professor. Questo perché il governo ha commesso l’errore strategico di annunciare con largo anticipo l’introduzione della legge sull’appropriazione statale delle terre incolte. I nostri cari oligarchi a quel punto cosa fecero? presero a coltivare parcelle di terreno irrisorie sparse regolarmente su tutto il terreno da loro in possesso in modo tale da provare dinanzi alla legge che le terre siano coltivate. Qui, lo stato avrebbe potuto semplicemente appropriarsene e tacere gli oligarchi. Ma non lo ha fatto, perché l’esempio che vuole lasciare alla storia venezuelana è un esempio di integralità democratica.

    In effetti tanti problemi del governo sono connessi alla struttura estremamente polarizzata dei settori economici. Pochi gruppi detengono l’insieme delle produzioni strategiche. Chavez avrebbe potuto risolvere i suoi problemi con metodi illegali, al pari dei governi precedenti, ma non lo ha fatto.

    E ora ditemi che il venezuela è uno stato canaglia, così come affermava quel filoso di Giorgietto Bush.

    Viviamo in un’Europa convinta di essere un esempio per il mondo intero e incapace di analizzare altre realtà dominate da altre logiche socio-politiche.

    Viva Chavez!

  • Chiara

    Tanti quanti??? è sempre bene precisare perchè il Venezuela ha quasi 30 milioni di abitanti….

  • Chiara

    Il fatto è che tutti riconoscono che Maduro NON è un dittatore xkè le elezioni le ha vinte regolarmente (sebbene nelle ultime elezioni lo scarto è stato bassissimo x la prima volta). Si contesta il fatto che salito al governo non abbia fatto nulla x migliorare la situazione disastrosa del Venezuela! E la questione è: se un governo regolarmente eletto porta il paese in rovina che bisogna fare?? accettare e stare zitti?

  • Chiara

    Venezuela lucha!!!

  • Chiara

    Welfare significa benessere: i venezuelani avranno anche la benzina gratis e un servizio sanitario nazionale, ma un’utilitaria che usi ad andare al lavoro costa 50.000 dollari, non si esce la sera xkè rischi di essere derubato o peggio, ad ora prendere un aereo è diventato impossibile, il paese grazie al governo dipende totalmente dalle importazioni e grazie alla svalutazione di gennaio 2014 tutto è diventato più caro. Che benessere è se il governo in un attimo ti fa diventare povero? Chavez e Maduro hanno usato il petrolio x guadagnarsi consensi e distogliere l’attenzione sui problemi veri e diminuire il malcontento che però a febbraio è esploso

  • Chiara

    Concordo… E ricordiamo cosa significa essere in una prigione venezuelana…

  • Chiara

    Se ami così tanto il socialismo, xkè non ti sei ancora trasferito in Sud America? Dicono che la qualità della vita è ottima!!!!

  • Chiara

    Sei a conoscenza dell’attuale entità dell’inflazione argentina? Tutto benessere x i cittadini e i lavoratori

  • Chiara

    Continua pure a berti tutte ste cazzate!! Siete accecati dall’ideologia e non riuscite ad accorgervi dell’evidenza. Siete male informati e non sapete nemmeno cosa significhi vivere in Venezuela. La protesta è partita pacificamente per dare una svolta a 20 anni di disagi, non perchè solo ora non ci sono i prodotti di prima necessità, ma per poter sperare di vivere una vita normale..

  • Chiara

    State prendendo un grosso abbaglio. Non capite che è il popolo che lotta (lotta proprio come nella vostra “ideologia”) contro un governo di incapaci per una vita migliore…

  • Umhlanga

    Ricostruzione interessante Roberto. Dalla stessa inferisco che Hugo, uno che si sentiva indispensabile dal momento che si è automodificato la costituzione per poter essere rieletto senza limiti, in 15 anni / facciamo 14 perchè l’ultimo non è stato dei migliori / non ce l’ha fatta a fottere Cisneros, Mendoza & co. Di certo non ha prodotto migliorie nella sanità / la prova provata è che è emigrato – più che spesso – a La Habana per curarsi / nè le ha realizzate sul piano produttivo (con 90 miliardi di dollari di export – petrolero – annuale non poteva sviluppare, da buon socialista bolivariano, industrie alimentari alternative agli oligarchi?). Che dire, dimenticando l’inflazione, degli 85-100 bolivares che vale un dollaro al mercato nero, o parallelo? CADIVI, poi, come las trabas argentine, m’è sempre apparsa come un’organizzazione frutto della mente di un folle e facile preda, come è – puntualmente – avvenuto delle inefficienze della burocrazia. Del resto uno che parlava 5 ore quotidiane alla TV era – ed è ove appaia altrove – l’incrocio tra uno smisurato ed un bidone. Ossia Chavez. Battute, crude, a parte il tempo dirà se il suo modello tiene. Per me Maduro, entro un anno, chiede asilo politico da qualche parte. Vamos a ver. In ogni caso, che ci posso fare, quelli che si sentono indispensabili, Fidel – come Vladimir “A fondo con il Kursk” Putin – capeggia la categoria, no me gustan para nada.

  • Miguel Aponte

    Dat is het!

  • Miguel Aponte

    Y no será vencida por burócratas y falsos demócratas!

  • Miguel Aponte

    Questo è tutto! To jest to! Ось і все! Así es!

  • Roberto

    Sarei grato che tu specificassi cosa intendi per “vita normale” e soprattutto che tu ci spiegassi, suprema dea della verità, qual’è la vera informazione da leggere e come interpreti gli appelli dell’opposizione a manifestare fino a che il governo non se ne sia andato. È questo un metodo democratico?

  • Diana Caggiano

    Infojus Noticias 6/12/2013

    Deniegan sobreseimiento a Ernestina Herrera de Noble

  • Chiara

    Vita normale: non dover fare la coda al supermercato e non dover rischiare di rimanere senza i beni diprima necessità, non dover pagare un’utilitaria, auto che si usa x andare al lavoro, 50.000 dollari, e non dover pagare nella stessa proporzione ogni altro bene che nei paesi “normali” sono alla portata di tutti e sono utili x una vita migliore e per il benessere, come cellulari, computer che sono utili x comunicare. In Venezuela ci sono 30° gradi 365 giorni l’anno ma la sera NON SI ESCE, niente cinema, niente gelato, niente birra con gli amici xkè è pericoloso. Nessuno sta chiedendo una vita lussuosa ma qualcosa che x noi è talmente normale che non ci facciamo neanche più caso. A te piacerebbe restare in casa a guardare la TV 7 giorni su 7 xkè fuori c’è troppa crimalità? Inoltre un’inflazione al 50% circa non è normale..Conosco la vita in Venezuela xkè il mio ragazzo è venezuelano e prima di giudicare un popolo che si ribella x avere una vita NORMALE bisognerebbe essere più informati.

  • Chiara

    Il mio ragazzo adesso è in Brasile x lavoro. E’partito il 3 febbraio, prima delle rivolte. Ha comunque dovuto aspettare UN MESE x avere il biglietto aereo, dato che tutte le compagnie aeree se ne sono andate dal venezuela xkè la banca centrale non può cambiare in dollari quello che i venezuelani hanno pagato in bolivar per comprare i biglietti aerei. Quello che noi consideriamo normale: comprare un biglietto d’aereo su internet è partire non è così xkè in Venezuela qnd trovi un biglietto il costo comunque è molto più alto di quanto noi siamo abituati e di quanto un cittadino che abbia un reddito medio possa permettersi. E’ a Brasilia da quasi un mese e adesso non ha un soldo in tasca, non perchè sia povero, ma xkè il governo ha imposto il controllo di cambio: ogni venezuelano può ottenere, cambiando i propri bolivar AL MASSIMO 300 dollari l’anno!!! Se non avesse il vitto pagato dal datore di lavoro non so come potrebbe fare. Qst ti sembra normale??

  • Chiara

    Se il governo ti rende povero facendo cazzate su cazzate che si dovrebbe fare?? accettare tutto in silenzio?

  • Chiara

    La rivolta dell’opposizione è sempre stata PACIFICA. A te piacerebbe se il tuo presidente fosse un AUTISTA!!! (con tutto il rispetto x chi fa questo lavoro). Lo giudicheresti in grado e qualificato per attuare politiche che abbassino l’inflazione, che diminuiscano la criminalità? E dimmi DETENTORE di OGNI RAGIONE DI QUESTO MONDO, su cosa si basano le tue opinioni? Sugli articoli di Ramonet? O conosci direttamente la situazione venezuelana?? La democrazia non sono solo le elezioni, ma quello che succede dopo!! un governo deve operare per il bene e la dignità dei cittadini

  • Chiara

    L’informazione è che a gennaio il governo ha di nuovo svalutato il bolivar ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dato che il paese dipende molto dalle importazioni e che non esiste alcun tasso di cambio favorevole per il boivar, xkè è consentito convertire la moneta in dollari amiricani o in euro, e poi eventualmente con altra valuta estera… una perdita sempre e in ogni caso..

  • Chiara

    Dovresti spiegare qual è il progetto socialista di Chavez, progetto originale, obiettivi prefissati e obiettivi raggiunti in anni di governo, sennò il commento è abbastanza effimero. Di benessere cmq non ne vedo molto… solo regali fatti x aumentare il consenso e falsi valori sbandierati x mascherare tutto quello che non è stato fatto. Tanto per dire lo slogan preferito da Chavez era LA PATRIA, spiegami che cos’ha di socialista il patriottismo

  • Umhlanga

    Hola Diana, quindi, dal 2002 – post denuncia Abuelas – la giustizia argentina, lenta / evidentemente / più o come quella italiana / non è ancora riuscita a stabilire se Marcela y Felipe sono figli di desaparecidos? 12 anni non bastarono & bastano. Vicende, famigliari dell’ex bailarina de flamenco, a parte CLARIN se la intendeva bene con Nestor all’inizio del suo mandato. Poi la passione è finita. Tu, vivi in Argentina o fai da qui il tifo per Cristina?, sai perchè? Dimenticando le riflessioni editoriali non mi pare che tra Buenos Aires & Ushuaia funzioni – tutto – molto bene. Kicillof propone al Clud di Parigi di saldare i 9 miliardi di dollari di debito parte in contante e parte a fronte di investimenti delle nazioni del club. Al – grande – amico di Minimo, ossia il figlio di mammà, hanno risposto: ” – Scusi, investimenti in Argentina poi – tra AFIP & Secreteria del Comercio – non fate entrare i componenti e le nostre aziende non possono produrre? – “. Pare che il ministro, con radici nel barrio – pobre – de Recoleta, non abbia risposto. Avrà chiamato El Naipa a Roma all’ambasciata, dove opera come agregado economico, per consultarsi con lui? Stammi bene.

  • Roberto

    Dea venerissima della Verità, pare che stai scatenando la tua ira. Non per piacere, ma per dovere nei confronti di un’informazione completa e critica, rispondo alle tue parole.

    Andiamo per ordine, ricordandoti che ho lavorato 5 anni a Caracas e che ora vivo circa 6 mesi all’anno in Venezuela:

    Mi definisci “Vita normale” con code al supermercato e l’acquisto di utilitarie a prezzi stellari:
    – le code al supermercato irritano qualsiasi cittadino, indipendentemente dalla correte politica ch’esso/a segue. Il governo ha cercato di metter fine alle strategie degli oligarchi produttori di beni alimentari o di comunque prima necessità creando spazi produttivi alternativi. Non sono efficienti ancora. Questa è una critica costruttiva: non sono ancora capaci di produrre abbastanza per tutto il popolo venezuelano. Pertanto nei Mercal si creano file infinite per acquistare prodotti a prezzi equi, stabiliti dallo stato. Nei mercai sifrini (altoborghesucci come piacono a Lei) i prodotti nazionali della produzione sifrina sono a prezzi stellari. Esclusi da questi negozi, i rimanenti venzuelani si dirigono ai Mercal, dove però devono fare la fila.

    – utilitaria a 50’000 USD? qui carissima c’è da fare una precisazione. Ti sarai sbagliata nella lettura o avrai capito male il tuo interlocutore venezuelano: chi ha accesso a valuta estera e la cambia al mercato nero moltiplica il suo potere di acquisto di 9 o 10 volte. Informati per favore. Mio cugino, che è nato, vive a Caracas ed è radicalmente antichavista, si è comprato una Chevrolet Captiva nel 2007 nuova di zecca per un prezzo irrisorio rispetto al prezzo di vendita negli USA. Arrivò già all’epoca ad ottenere un prezzo 6 volte inferiore a quello ufficiale. Cosa succede in questi casi? Chi ci perde e chi ci guadagna? Il poveraccio del barrio 23 de Enero non ha accesso a conti offshore e non può fornirsi di dollari provenienti dall’estero, quindi è costretto a vivere con gli standar del luogo. Se vuole comprarsi una Chevrolet Captiva la paga 60’000 dollari. Mio cugino, businessman di successo che vive nelle ville con protezione armata 24 ore su 24 nella zona di Bello Monte l’ha pagata 10’000 dollari. Trovi tu questo corretto? Io no e credo fermamente che il governo debba fare qualcosa, assolutamente. Non lo fa per varie ragioni. Una è che l’opposizione prenderebbe le armi pur di difendere i propri beni finanziari. In questo si, il governo ha registrato un insuccesso.
    – Per gli altri beni vale lo stesso discorso. Io stesso mi sono comprato un cellulare grazie al mercato nero, ma perché io ho potuto avere amici che mi hanno portato euro dall’Italia. Ho viaggiato così anche a Canaima, portando chi tra i miei collaboratori non poteva altrimenti permettersi un viaggio del genere.
    – la paura di uscire di casa appartiene quasi unicamente all’opposizione. Un pò perché i media non fanno altro che diffondere il panico (giustamente), un pò perché oramai i sifrini vivono dissociati dalla realtà popolare. Nella diplomazia, dove ho lavorato per 5 anni per la mia ambasciata, se ne vedono di cotte e di crude. Gente che rimane tutto il tempo a casa perché ha paura di essere assaltato e che esce con la scorta per andare al lavoro. O gente che va al lavoro in elicotterro, atterrando direttamente sui tetti delle ambasciate. Chiaro che questa gente ormai da anni non vive più la società. Mi dispiace, la criminalità è un problema orrendo a Caracas, però così facendo non si migliora. Se da un lato c’è il benestante che può fare tutto da casa o dal lavoro (tanto la spesa la fanno i servi domestici) e d’altro lato il poveraccio che non ha tutti questi privilegi, è chiaro che la percezione sulla realtà è estremamente differente.

    Quanti mulatti o neri fanno parte dell’opposizione? Ben pochi. Non fa riflettere questo dato?

    I biglietti d’aereo: non so che informazione ti passa il tuo ragazzo, però io viaggio sempre con Lufthansa o Iberia e ti posso assicurare che di cambiamenti non ce ne sono stati. Il prezzo? lo stesso discorso di prima, se puoi pagare in dollari compri senza problemi. In Bolivares no. Le compagnie non accettano volentieri i Bolivares, dato che si svalutano velocemente. Ma qui c’è da riconnettersi al discorso dell’inflazione e cara mia, sinceramente trovo troppo semplicista dire “è colpa del governo”. Ci sono molti più fattori in causa e quindi bisognerebbe analizzarli tutti. Sei pregata di rileggere quanto da me scritto sull’inflazione in Venezuela.

    Non per questo il governo ti rende povero. Si, il potere d’acquisto si sta erodendo, d’accordo. Ma ci sono meccanismi messi in atto dall’autista Maduro per bilanciare il costo della vita alla valutazione della moneta nazionale. Informati per favore e ricorda che qui non si vuole difendere la pauperizzazione di un favoloso popolo. Intendo solo dire che le cause possono essere più di quel poveraccio di Maduro, trasformato oramai a persona onnipotente a cui rinfacciare pure il brutto tempo.

    Le rivolte dell’opposizione sono di tutto fuorché pacifiche. Da anni mettono in atto lo stesso stratagemma: scendono in piazza in duecento, bruciano cassonetti e pneumatici, bloccano il traffico, attaccando le pattuglie della polizia cercando il ferito o il morto per ottenere un riscontro mediatico enorme. Nelle migliori manifestazioni sono scesi nelle strate a centinaia di migliaia. Peccato che cercano sempre l’affronto con le forze dell’ordine o contro i pro chavisti. Perché? non per sport, ma perché sanno che solo attraverso eventi scandalosi possono ottenere l’attenzione dei media internazionali e così provocare una pressione internazionale sul governo. Dal 2002 a questa parte fanno così. Esempio concreta cara mia? Il golpe del 2002!!!! avevano ottenuto l’autorizzazione a manifestare in un settore di Caracas. Non rispettarono questa disposizione e si diressero verso Miraflores, dove stavano manifestando i pro chavisti. Morti feriti, rapimento del presidente legittimamente eletto. Dimmi te se questa è una tradizione pacifista!!!!!!

    Che Maduro sia stato un autista non vuol dire proprio niente. Preferisco un autista o un metalmeccanico come Lula a un banchiere o a un direttore di multinazionali. Qui il tuo commento spruzza razzismo da ogni lettera. Cosa vuol dire? che non se lo sia meritato? guarda che Maduro ha comunque ottenuto diplomi, forse più di quanti tu ne possiedi.

    Su cosa baso le mie opinioni? Sono un funzionario diplomatico che ha lavorato 5 anni a Caracas che è stufo di persone come te che si scaldano il sangue credento fandonie e giudicando un paese intero, senza alcun rispetto della sua storia e della sua cultura, su massime di poco valore tipo tutte le cazzate che stai sparando nei tuoi commenti.

    Per quanto riguarda la definizione di democrazia, qui ce ne sarebbe da dibattere per ore. Ricorda comunque che Chavez ha intrattenuto relazioni con vari istituti sul federalismo e sulla democrazia participativa. IN VENEZUELA C’È UNA DEMOCRAZIA PARTICIPATIVA, RICCA DELLE SUE ISTITUZIONI QUALI REFERENDUM E INIZIATIVE POPOLARI. IN ITALIA SI VOTA UNA VOLTA OGNI MORTE DI PAPA, MENTRE IN VENEZUELA IL CITTADINO HA UN POTERE DECISIONALE CHE APPLICA OGNI 3/4 MESI. Dimmi te se questa non è democrazia? O dovrebbe il Venezuela scegliere il modello italiano??

    Sono d’accordo nel dire che la società civile venezuelana non ha una coscienza democratica consolidata. Da qui ne escono discorsi violenti o atteggiamenti antidemocratici da entrambi i lati. L’OPPOSIZIONE VENEZUELANA COS’HA DI DEMOCRATICO? LE PAROLE? Bello, sanno parlare molto bene e soprattutto attirare l’attenzione della comunità internazionale. Parlano di libertà, ma non sanno che la libertà di un cittadino DEVE TERMINARE laddove comincia la libertà di un altro!!

    Te lo ripeto, il paese non dipende dalle importazioni perché il governo è semplicemente incapace di agire. Anzi, avrebbe dovuto espropriare le terre incolte dell’oligarchia per poter raggiungere un livello produttivo endogeno autosufficiente. Non lo ha fatto, grave errore. Ma non lo ha fatto in rispetto di leggi democratiche.

  • Roberto

    Signora, onnipotente dea della verità,

    se vogliamo parlare di statistiche se po’ ffà, ma pur mantenendo una certà relatività rispetto al contesto specifico del paese. Inflazione qua e là, le consiglio di leggere pazientemente il mio commento su questa piaga economica.

    Giudicare comunque un paese per dati statistici non può che riportarmi al Cavagliere, che sventolava statistiche a destra e a manca pur di crearsi una base scientificamente legittima delle cazzate che spandigava.

  • Roberto

    Il progetto del socialismo del siglo XXI e del bolivarianesimo venezuelano si può riassumere in una ristrutturazione radicale della società, della politica e dell’economia venezuelana. La teoria dei 5 motori è sufficientemente esplicativa.
    Parliamo dei risultati:

    Diritti politici:
    Inglobazione di tutti i cittadini venezuelani nel sistema di presa di decisioni politico. Chiunque è in possesso della nazionalità ed è iscritto all’albo elettorale può pronunciarsi nel seno delle votazioni (elezioni, referendum, iniziative) ed esercitare diritti politici quali raccolta di firme per iniziative e referendum. Prima di Chavez la gran parte della popolazione era estromessa dal processo politico perché sprovvista di carta d’identità e quindi non iscritta all’albo elettorale.

    Servizi sociali:

    Con i proventi del petrolio Chavez ha permesso la creazione di un sistema di assistenza medica presente in ogni quartiere di qualsiasi città venezuelana, completamente gratuito! Quante vite ha salvato l’operato dei volontari cubani? Prima cosa succedeva? un bel fico secco, prima si andava di corsa in una clinica, e se non si pagava si poteva morire davanti le porte della clinica. Bello! E che problema c’è con i medici cubani? solo perché cubani si devono vedere come pazzi furiosi o mostri apocalittici? se fossero medici italiani, volontari, sarebbero già stati riconosciuti come eroi nazionali.

    Milagro, Robinson, Ribas, Sucre, Bairro Adentro, Habitat, Vivienda, Mercal, Plan Bolivar, Guaicaipuro, Identidad, AgroVenezuela sono progetti umanitari e come tali intendono rispondere alle necessità di base del cittadino per potergli garantire una vita degna, decente e sicura. Senza di queste milioni di persone sarebbero ancora analfabete, perderebbero la loro vista per mancanza di assistenza medica di base.

    Qui non ammetto critiche! Sono missioni umanitarie, pertanto puramente socialiste!

    I gadget prochavisti sono visti dall’opposizione come pacchetti-premio per chi va a manifestare prochavez. Prima di tutto non sono tutti gratis. In seguito, dimmi te DEA DELLA VERITÀ, come interpreti allora te il materiale diffuso gratuitamente dall’opposizione ai suoi sostenitori. “Io si ma tu no” non mi sembra una logica egualitaria!
    E poniti la domanda: È VERO QUEL CHE SENTO? chi è la fonte dell’informazione? in che modo è legata alla politica venezuelana? è plausibile quanto viene detto o appartiene più a storie favolose inventate su misura?
    Cosa ne pensi delle foto della repressione poliziesca in Messico spacciate per foto scattate a Caracas?

  • Roberto

    Caro Umhlanga, sono effettivamente piaghe economiche assai dure da superare. Credo comunque che l’interesse del governo non è quello di alimentare l’inflazione, bensì di alimentare le fauci degli affamati da anni di malgoverni corrotti.
    Poi che uno pensi essere indispensabile o che lo sia effettivamente questo è un discorso da rimandare alla filosofia politica. Credo che il fondamento democratico debba essere essenziale. E su questo ricordo che a Cuba si vota più che in Italia. La logica è diversa: in Italia si vota per la faccia del governo. A Cuba la faccia è la stessa, ma il popolo esercita il suo potere decisionale regolarmente con elezioni provinciali, regionali e comunali.
    Buona continuazione.
    A mi si, me gustan Chavez y Fidel!
    Per questo leggo il Manifesto!

  • Chiara

    Per Cavagliere intendi colui che pensa di essere perseguitato dagli Yankee, ah no scusa dai magistrati? sai nn so xkè ma faccio fatica a distinguerli… forse xkè x anni hanno riempito la testa di cazzate alla gente e sono riusciti ad essere eletti grazie all’astensionismo e ai sostenitori che guarda caso sono x lo più dipendenti delle società del petrolio, promettendo di abbassare le tasse, osp altro lapsus, promettendo di difendere la patria dai nemici tanto cattivi, di dare servizi ai cittadini che mai hanno dato…

  • Chiara

    Certo che tu puoi viaggiare in Venezuela, xkè se possiedi euro le compagnie ti danno un biglietto se Lufthansa ovvio ma anche se Am.Airl, questo xkè ci sono tanti burocrati cattivi, avidi ed emorroidali che fanno in modo che la BCE abbia a riserva valuta estera in modo da non avere problemi a cambiare valute dalle transazioni dei propri cittadini. E tanto x informarti se il Bolivar è svalutato alle compagnie estere non importa xkè il maggior costo lo sopporta chi viaggia… Il problema sorge quando il governo bolivariano non è in grado di dare dollari ad american airlines ed euro a iberia xkè non ne ha e non ha fatto niente x averne o per non spenderne… E tanto x informarti, A.A. la compagnia aerea dei gringos cattivi è il maggior vettore che opera in Venezuela (ma a Chavez non è mai venuto in mente di creare una compagnia aerea bolivariana che avrebbe servito la patria, senza dover pagare gli americani brutti brutti?) e ha deciso di smettere di servire gli areoporti venezuelani xkè il governo non è stato in grado di dargli i dollari che gli spettavano, d’altronde che doveva fare? pagare hostess, slots e piloti americani con i bolivar che aveva in cassa? Iberia intanto ha deciso di rimanere in Venezuela ma di accettare solo pagamenti in dollari brutti brutti o euro puzzosi di Bruxells.. ma che problema c’è i venezuelani una volta esauriti i loro bellissimi 300 dollari all’anno possono rivolgersi al mercato nero e ottenere 1 dollaro con 80 bolivar!! Che bello! Grazie Maduro! Grazie Chavez! Viva la patria!
    Scusa se i miei commenti non sono stati così tanto approfonditi, ho dimenticato di citare il numero elevatissimo di venezuelani orgogliosi di vivere in questo paese che di bello ha le persone, il mare dei caraibi e le montagne, ma non i governanti di sicuro, e a te risulta sicuramente che la percentuale di venezuelani che desidera vivere in un paese migliore sta a 0% così come il numero di venezuelani che vorrebbero se solo potessero trasferirsi in un altro paese…

  • Chiara

    Grazie x le informazioni, ora so che la migliore nazione in cui vivere è il venezuela, dove non c’è violenza, dove non ci sono omicidi (ah già, tu mi dirai che gli omicidi pochi o tanti sono fisiologici in una società) e ora mi dirai anche che chi gestisce le forze di polizia mica ha il compito di contrastare la violenza, ah no scusa sono tutte invenzioni della CNN che è pagata dal governo americano (che vuole tanto tanto petrolio) che è in combutta con l’opposizione brutta borghese cattiva e arrivista che non si accontenta dei risultati ottenuti alle urne e vuole vincere in un altro modo (ma… dove ho già sentito queste parole??), in una nazione dove il tuo stipendio non viene svalutato da manovre finanziarie e dall’inflazione, dove non c’è corruzione, dove i diritti dei detenuti sono salvaguardati, dove esiste il pluralismo e la libertà di parola! non vedo l’ora di passeggiare la sera per le strade di Caracas e guardare le vetrine che ci sono nei quartieri borghesi chic antipatici e passare una piacevole serata con i miei amici come sono abiutata a fare in Italia, a Miami, a NYC, a Parigi o in qualsiasi altra nazione NORMALE… perchè sicuramente il rischio di vedersi la gola tagliuzzata per pochi dollari non è reale…

  • Chiara

    E come mai non dici che gli ospedali venezuelani non hanno farmaci??? ah già è Capriles che se li tiene nell’armadio x aizzare la rivolta contro Maduro…

  • Chiara

    Meno male che c’è il Super presidente Maduro, erede diretto di Chavez, dati i risultati attuali, il governo scoprirà la cura per il cancro, risolverà il problema della fame nel mondo e della povertà…!! E riguardo alle accuse di razzismo, mio caro, non ci ho mai fatto caso, ma adesso che ci penso la pelle del mio ragazzo è un po’ più scura della mia, ma non so essere pi precisa xkè non gli ho mai chiesto di quale etnia faccia parte, se sia un mulatto, un nero, o un indios secondo la tua classificazione sopra descritta e che io sappia non è nemmeno un borghesuccio… ma nn vorrei sconvolgerti troppo

  • Roberto

    Ma chi ti dice che si possono giustificare gli omicidi?

    Non hai mai notato che la CNN non trasmette quasi mai le stessi informazioni de Il Manifesto? o che ci siano informazioni non confermate che vengono prese come giustificativo per azioni politiche? neghi quindi il nesso tra giornalismo e politica?

    Se vuoi passeggiare in sicurezza davanti a vetrine, vai al Sambil o in altri centri commerciali dotati di sicurezza!

  • Roberto

    Appunto, leggi bene “quasi tutti bianchi”. La società per fortuna sta cambiando, perché le classi povere, che fin’ora erano prevalentemente mulatte o nere, si sono innalzate a nuova classe media, di cui probabilmente fa parte il tuo ragazzo.
    Cara mia, non puoi analizzare una realtà di un paese così grande attraverso l’esperienza soggettiva di una persona. Analizziamo l’Italia dal punto di vista di un imprenditore filoberlusconiano e ne trarremo un’altra conclusione.

  • Roberto

    Che minchiate informative, da Oscar! certo che Capriles le ha tutte nel suo armadio! e non solo, sta anche spargendo germi influenzali in giro sperando che maduro acchiappi l’influenza e che in sua assenza possano conquistare democraticamente Miraflores! ma dove le leggi queste cose? su el Universal? ah.. no, certo.. su CNN che se non altro è una testata giornalistica venezuelana che ha accesso diretto all’informazione, non filtrata da agenzia stampa che hanno ben chiari interessi politici. Ah, forse sei una lettrice di Tal Cual?

  • Roberto

    Da quando in qua uno stato è tenuto di pagare le compagnie aeree? Perché? non è l’opposto? non sono le tue amate Gringo Airlines a dover pagare le tasse aeroportuali come di consueto? se fosse così ben poche compagnie vorrebbero atterrare in Italia!

    E perché non dici che Chavez era grasso perché mangiava bambini? e che Maduro è l’anticristo?

    Le tue analisi tanto superficiali testimoniano la pochezza di senso critico che hai nei rispetti dell’informazione che ci giunge filtrata su un continente martoriato dall’ingerenza politica diretta, ma anche indiretta da quelli che si definiscono difensori della libertà, gli statunitensi.

    Libertà? quanti giornali filochavisti ci sono e quanti dell’opposizione? sai contare, allora sai anche che la maggioranza sono dell’opposizione e che quindi di libertà d’espressione ce n’è!

    Dai, riposati è tardi, non far bollire il tuo sangue con paure di entità governative di cui non sai niente e di cui nutri una terribile paura perché te le presentano come il diavolo su terra.
    Saluti bolivariani e per un’indipendenza intellettuale dagli USA augurata a tutta l’America Latina e a tutto il mondo!

  • Chiara

    Il governo non deve pagare le compagnie aeree deve cambiare valuta. E per un paese in cui il bolivar è usato solo in venezuela ha sì la sovranità economica e monetaria, ma se si trova in emergenza di liquidità sono cavoli suoi… anzi dei suoi cittadini
    1. I venezuelani comprano biglietti aerei da compagnie aeree estere, xkè non ci sono compagnie aeree nazionali, con Bolivar,
    2. Le compagnie aeree straniere, che se ne fanno dei bolivar?? Niente, nn possono pagare fornitori e dipendenti in bolivar… Li devono cambiare con la loro valuta,
    3. Vanno a bussare alla banca centrale venezuelana ma sorpresa! la banca centrale non ha dollari da far uscire x far entrare bolivar. ripeti questo x tot. biglietti aerei, x tot. mesi…
    4. Le compagnie aeree non possono tenersi i bolivar perchè non li possono usare e cmq che fai paghi i dipendenti in bolivar che a loro volta non possono ottenere dollari x pagarsi l’affitto e le spese x vivere?
    5. Che fare? alcune se ne vanno dagli areoporti venezuelani. xkè continuare a lavorare lì se ottieni solo montagna di carta straccia? altre rimangono ma accettano pagamenti solo in euro o dollari… e dove trovano i passeggeri venezuelani valuta straniera se manco la banca centrale ce l’ha??
    Morale: i venezuelani hanno pagato con i loro soldi i biglietti aerei, ma si ritrovano cmq un debito di milioni di dollari come cittadini venezuelani verso le stesse compagnie aeree xkè il governo non è stato in grado di fare riserva di valuta straniera e ora non hanno nemmeno alternative xkè non esiste una compagni aerea nazionale con cui comprare biglietti in bolivar–> ancora più isolati

  • Chiara

    Era ironico.. trovo ingiusto non poter camminare x strada ma doversi rinchiudere in centri commerciali