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Internazionale

In Libano l’élite resiste: Mikati, un miliardario ex ministro come premier

Medio Oriente. Dopo la rinuncia di Hariri, la palla passa a uno degli uomini più influenti del paese, simbolo di quella classe dirigente contro cui il movimento popolare protesta da due anni. Promette riforme e lo sblocco dei finanziamenti di Macron, mentre il paese non ha quasi più elettricità

Protesta a Beirut

Protesta a Beirut

«Non ho la bacchetta magica e non posso fare miracoli, ma ho studiato a fondo la situazione e ho garanzie internazionali»: le primissime parole di Najib Mikati, classe ’55, miliardario libanese di Tripoli, primo ministro designato ieri dal presidente Aoun dopo le consultazioni iniziate in mattinata e terminate con 72 pareri positivi su 118. Un nome di certo non nuovo: già ministro dei lavori pubblici e dei trasporti, due volte premier, capo del movimento Azm vicino agli Assad in passato, è uno degli uomini più ricchi, potenti e influenti del Libano. La nomina del neo-premier, sunnita come vuole la costituzione,...

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