closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Europa

In Germania cresce la voglia del «referendum proibito»

Mehr Demokratie. Nonostante il veto di Cdu-Csu in campagna elettorale cresce la mobilitazione dei movimenti a favore della democrazia diretta, impedita dalla Costituzione dopo lo shock del voto a Hitler nel '33

Berlino

Berlino

Quella tedesca è, per antonomasia, una «democrazia dei partiti». Dopo la drammatica esperienza della Repubblica di Weimar, conclusasi nel 1933 con la presa del potere di Hitler, lo stato che sorse a Ovest dalle ceneri della seconda guerra mondiale fu edificato seguendo un imperativo categorico: evitare ogni rischio plebiscitario. E dunque: dovevano esserci corpi intermedi forti, strutturati democraticamente, regolati in modo preciso dalla legge – cioè i partiti – ad «amministrare» prudentemente la «volontà popolare». Quella stessa che, pochi anni prima, aveva consegnato il paese ai nazionalsocialisti. È tenendo a mente questa vicenda storica che si spiega come mai la...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi