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Editoriale

In Europa in gioco la democrazia

Populismo e xenofobia . Da Balibar a Zizek, l'analisi degli intellettuali dopo il voto europeo e l'affermazione di Tsipras

Alexis Tsipras

La recente vittoria di Syriza in Grecia offre un forte barlume di speranza per il futuro della democrazia economica e sociale in Europa. Però, allo stesso tempo, la crescita del nazionalismo di destra, con i suoi sentimenti razzisti e antisemititi, minaccia gli ideali di un’Europa plurale e democratica. Quei racconti mediatici che rappresentano in maniera scorretta l’importanza del crescente supporto elettorale per Syriza come la nascita dell’«estremismo» di sinistra vanno contrastati duramente. Non vi è alcuna asimmetria contemporanea tra i cosiddetti «estremismi» di destra e sinistra. I tentativi di sminuire le richieste di giustizia economica in Grecia e Spagna (dove Podemos ha guadagnato l’8% dei voti) e di etichettarle come «populiste», «anti-Europee» o «euro-scettiche», non comprende la loro ampiezza e importanza. Queste vittorie della sinistra radicale non possono essere comparate con la nascita del Fronte Nazionale in Francia, dell’Ukip in Inghilterra, o con il rafforzamento dei partiti antisemiti in Grecia e Ungheria o con il populismo anti-immigranti in Belgio e Danimarca.

La crescita della destra «euro-scettica» risponde alle politiche di austerità e ai cambiamenti demografici con delle piattaforme chiaramente razziste. Mentre la crescita della sinistra offre una critica chiara e un’alternativa ben formulata alle diseguaglianze sociali ed economiche prodotte dalle politiche di austerità. Per impedire che la violenza e la disperazione si diffondano ulteriormente, l’Unione Europea ha bisogno di nuove alleanze attraverso i confini nazionali e di una riorganizzazione delle proprie istituzioni, al fine di raggiungere una più ampia uguaglianza economica. Si dovrebbe lanciare un dibattito pubblico serio per discutere il futuro dell’Unione, il ruolo della solidarietà e della giustizia sociale e il significato dell’idea di Europa. Ma il successo di un dibattito pubblico democratico dipende dalla verità e dalla trasparenza delle rappresentazioni mediatiche dei movimenti politici e delle loro rivendicazioni. In questo senso, chiediamo attenzione per le differenze tra le varie forme di opposizione politica all’austerità, tra chi vuole più eguaglianza e chi vuole più disuguaglianza. Solo così è possibile vedere in maniera più chiara quanto sia davvero in gioco il futuro della democrazia.

Etienne Balibar, Joanna Bourke, Wendy Brown, Judith Butler, Drucilla Cornell, Simon Critchley, Jodi Dean, Costas Douzinas, Eric Fassin, Engin Isen, Chantal Mouffe, Jean-Luc Nancy, Toni Negri, Micael Lowy, Sandro Mezzadra, , Bruce Robbins, Jacqueline Rose, Eleni Varikas, Hayden White, Slavoj Zizek

  • Riccardo

    Concordo nella sostanza. I racconti mediatici, purtroppo, mirano a far passare come “estremismi” i tentativi di ostacolare il comando del capitale. Il pensiero unico del politicamente corretto trova espressione nella Dittatura del Centro che, con il sistema elettivo maggioritario, esprime la volontà di estromettere gli “estremismi” dalla vita politica. Il sistema capitalistico di produzione vuol farsi passare come “naturale”.Difficile scardinare queste porte. Difficile sarà esprimere una maggioranza. E, quando ci si riuscirà, come in Grecia, occorrerà vedere come agirà una forza di “sinistra radicale” in un sistema europeo a dominazione centro-sinistra. Si ripeterà su scala europea ciò che vediamo oggi succedere in SEL? Il problema sembra lo stesso. Sembra.
    Continuiamo a ragionare in termini eurocentrici, quando, dal punto di vista della sinistra radicale, l’attenzione andrebbe rivolta al Partito Comunista Cinese: come gestirà un partito comunista il capitalismo? Quali saranno le scelte strategiche future? Quali i fini? Diventare una potenza mondiale, sostituire gli USA in questo ruolo, e affermare così il “comunismo”? In cosa consiste per il PCC il “superamento del capitalismo”? Il capitalismo stesso, sembrerebbe. Su questo argomento, non mi sembra si parli molto in Italia, nella sinistra. Ma è centrale, questo. In Europa, come si esprimono le forze comuniste? Sembra in questa logica, cioè all’interno del capitalismo (vedi scelta pro-euro).Temo che nel dibattito a sinistra si sia dimenticato che il comunismo è adesso la prima potenza mondiale. Il Partito Comunista Cinese è la prima potenza mondiale. Diliberto, che recentemente è stato (o è ancora) in Cina, che ci dice?

  • O. Raspanti

    Ottimo manifesto con alcuni interrogativi fondamentali per la costruzione di un’altra Europa. È vero che gli organi d’informazione di massa hanno sbrigativamente e strumentalmente classificato come anti-europeo un voto che in realtà sfiduciava l’Unione Europea quale essa è stata costruita finora (compreso il Trattato Transatlantico la cui formalizzazione pare essere in vista). Ma bisogna anche ammettere che a sinistra questa distinzione non è sempre chiara. Non parlo per la “lista Tsipras”, ma di altre formazioni politiche europee delle quali ho avuto modo di leggere il programma e seguire alcuni interventi.