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L'inchiesta

Il vero «Golpe Borghese», tutt’altro che sfumato

Anni Settanta. Negli avvenimenti del 7 dicembre del ’70 emerge il ruolo della P2, i contatti tra ambienti Usa, la Cia, e il Fronte Nazionale, la conoscenza del piano eversivo da parte del Sid

9 ottobre 1954, Junio Valerio Borghese (a destra) e Pino Romualdi al congresso del Msi di Viareggio 

9 ottobre 1954, Junio Valerio Borghese (a destra) e Pino Romualdi al congresso del Msi di Viareggio 

«Discutere della necessità di un colpo di Stato è stato endemico in Italia sin dalla guerra. La serie prolungata di crisi nell’ultimo anno, insieme al crescente livello di disordini sindacali, ha riportato la questione in primo piano. Sarei propenso a respingerlo di nuovo se non fosse per fattori aggiuntivi che mi sembrano rendere una tale minaccia più credibile ora di prima». IL 7 AGOSTO 1970 l’ambasciatore a Roma, Graham Martin, spedisce a Washington un telegramma che informa dei piani eversivi del Fronte Nazionale (Fn) di Junio Valerio Borghese, l’uomo che gli agenti segreti Usa avevano salvato dalla giustizia partigiana come...

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