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Il vaccino in carcere. Una firma contro la discriminazione

Fuoriluogo. Nonostante i dati ci dicano che solo l’asintomaticità sta, per il momento, limitando il numero delle vittime, neppure l’appello della senatrice a vita Liliana Segre e di Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà ha rotto il muro della resistenza legato al ricatto del consenso

Siamo tutti reclusi in questo anno di pandemia, ma c’è chi è più prigioniero di altri, più esposto ai rischi, più abbandonato. In questi mesi i detenuti stanno vivendo la più dura delle carcerazioni, impediti in gran parte delle attività e dei contatti con l’esterno, finanche con i familiari che possono vedere di persona, una volta al mese e separati da una barriera di plexiglas. Unico conforto: il telefono. Il tutto per misure di prevenzione giustificate dal fatto che le carceri sono comunità chiuse, in cui convivono centinaia, se non migliaia di persone, in spazi insufficienti e con scarse condizioni...

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