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Cultura

Il testardo esercizio della parola

Auto-antologie. «Il vizio di scrivere» di Vittorio Sermonti, edito da Rizzoli. Sessant'anni di lavoro, dagli esordi letterari ai coccodrilli

Non il travestimento che è la più ovvia, la più simulatoria e perciò la più stucchevole chance sia data ad un autore ai tempi del postmodernismo o cosiddetto, ma piuttosto la dissimulazione e dunque una postura che viva nel riserbo senza tuttavia esibirlo o farsene un alibi: tale è, la dissimulazione, l’etimologia di Vittorio Sermonti, uno scrittore tra i più percettibili e cioè riconoscibili ad apertura di pagina (qualsiasi pagina della sua sconfinata poligrafia) e nel frattempo tra i più originali della nostra letteratura. Che abbia devoluto alla comprensione e diffusione dei classici larga parte della propria attività, che nel...

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