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Il silenzio degli scrittori sulla guerra

Lo scrittore. L’Europa è sempre stato un Continente in guerra. La lezione di W. G. Sebald sulla letteratura che diventa propaganda. La produzione di una nuova, funzionale narrazione per quella che Hobsbawn chiamò «invenzione della tradizione»

Una scena del film

Una scena del film "Germania anno zero" di Roberto Rossellini

Nel 1997 W.G. Sebald tenne a Zurigo alcune memorabili conferenze sul tema “Guerra aerea e letteratura”. Si trattava di lezioni di poetica, essenzialmente, e di riflessione sulla condizione della letteratura tedesca nel secondo dopoguerra. I testi delle conferenze, successivamente rielaborati, vennero pubblicati in un volume – Storia naturale della distruzione (Adelphi) – che resta a tutt’oggi tra le vette delle produzione di Sebald e tra i tentativi più sbalorditivi di creare un nesso tra gli spropositi novecenteschi e le opere prodotte dagli scrittori. Il secolo breve, come lo chiamò Hobsbawn, aveva spalancato domande abissali, e gli artisti avevano a loro...

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