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Cultura

Il ruggito d’oro della leonessa Schneemann

Biennale d'arte di Venezia. Il premio alla carriera va alla body performer americana che ha sempre lavorato sulle questioni di genere e sulla sessualità. Fra le sue azioni più celebri, il rito orgiastico «Meat Joy»

Up to and Including Her Limits, 1973–75

Up to and Including Her Limits, 1973–75

Negli anni Sessanta e Settanta, Carolee Schneemann ha rappresentato un corpo-incubo sulla scena dell’arte contemporanea. Ogni volta che appariva nella dimensione pubblica, rompeva tabù e spingeva sulla deflagrazione dei confini sessuali. Tanto da farsi riprendere con il suo partner durante gli amplessi in un film-mosaico come Fuses (1964-67), o allestire set altamente disturbanti, come quelo di Interior Scroll (1975) dove, di fronte a spettatori attoniti, sfilava dalla sua stessa vagina un testo che poi recitava (nuda e sporca di fango su un tavolo). «Ho pensato alla vagina in più sensi - confessò serafica all’epoca - sia come luogo di conoscenza...

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