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Cultura

Il rito delle viandanti che cantano per strade pietrose

ANTICIPAZIONI. L’artista e direttrice di «Sette Giorni per Paesaggi» parla del suo progetto «Voce a Vento», diventato corale. «Ci sono anche i ricordi delle donne nelle risaie del mio paese d’origine»

Claudia Losi, «Amuleti», 2020, Courtesy Muzeum Susch-Ch e Monica de Cardenas Gallery, Milan-Zuoz, foto di A. Rossetti

Claudia Losi, «Amuleti», 2020, Courtesy Muzeum Susch-Ch e Monica de Cardenas Gallery, Milan-Zuoz, foto di A. Rossetti

Il corpo può essere inteso come uno strumento che trasforma ed è trasformato dall’esperienza, dal suo essere mondo. Il nostro corpo crea suono e insieme ne è attraversato come una cassa armonica. Produce e amplifica la propria voce. Noi siamo voce e movimento, microcosmi di vibrazioni che interagiscono con il tutto e contemporaneamente. Siamo corpo sensibile, chimica viaggiante. La riflessione più intensa sul rapporto canto/corpo/paesaggio nacque qualche anno fa quando ricevetti la proposta di pensare a un intervento che abitasse per alcuni mesi un versante del Monte Bulgheria, nel Parco del Cilento e del Vallo di Diano. Andai diverse volte...

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