closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

Il realismo magico di Mundruczó

Cannes 70. Arriva in gara «Jupiter's moon», il nuovo film del regista ungherese che ha più gradi di lettura. Si parla di immigrazione, filtrando tutto attraverso uno stile visionario

Zsombor Jeger in una scena di «Jupiter’s Moon»

Zsombor Jeger in una scena di «Jupiter’s Moon»

Si ha l'impressione di vivere nuove esperienze visive con i film di Kornel Mundruczo: così era stato per White Dog (2014), vincitore a Cannes al Certain Regard, una possente parabola metropolitana su dolore e reazione con la presenza minacciosa di 250 cani risposta alla legge che voleva eliminarli. Si prova la stessa sensazione con Jupiter's Moon in gara che sembra indicare il «pianeta Europa» come fosse la luna di Giove probabilmente abitabile dal genere umano, con molto lavoro da fare ancora perché l'umanità abbia senso. In un solo film a un primo livello di lettura riunisce diverse anime del cinema...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi

Benvenuto su ilmanifesto.it

Uso di alcuni dati personali

I cookie sono piccoli file di testo che vengono memorizzati durante la visita del sito. Hanno diverse finalità:

Icona ingranaggi
Cookie tecnici

ilmanifesto.it usa solo cookie anonimi e necessari al buon funzionamento del sito. Non raccolgono dati personali e sono indispensabili per la navigazione o i nostri servizi.

Icona grafico
Cookie statistici

ilmanifesto.it non profila gli utenti per il remarketing o per scopi pubblicitari. Usiamo cookie statistici che servono per analizzare grandi gruppi di dati aggregati.

Icona binocolo
NON ospitiamo cookie pubblicitari o di profilazione.

Non vendiamo i tuoi dati e li proteggiamo. Potremmo però essere intermediari tecnici di alcuni contenuti incorporati da terze parti (ad es. video, podcast, post o tweet, pagamenti via Stripe). Consulta le privacy policy delle terze parti raccolte sul sito.

Se chiudi questo banner acconsenti ai cookie.