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Editoriale

Il quotidiano strumento dell’opposizione

Nel nostro lavoro di parlamentari di Sel in questi mesi abbiamo trovato ne il manifesto uno strumento e un sostegno alle battaglie che portiamo avanti: contro le politiche di austerità di un governo succube dei mercati finanziari e contro i cacciabombardieri F35; per il piano del lavoro ed il reddito di cittadinanza; contro la missione militare in Afghanistan e contro la deportazione degli immigrati nei lager dei Cie; per l’acqua pubblica e per la tobin tax. E tanto altro ancora.

Per noi, che non vogliamo sentirci come un Aventino all’incontrario – una politica rinchiusa nelle istituzioni e separata dalla società – il manifesto è una quotidiana apertura sul mondo e sul nostro mondo: quello di una politica che sappia unire radicalità e capacità di cambiamento e quella di una politica diffusa fatta da un arcipelago di movimenti, sindacato, associazioni, campagne, pratiche sociali dal basso capaci di contribuire alla costruzione di un campo aperto e largo della trasformazione sociale ed economica di questo paese.

Il manifesto ci sta aiutando, e ci aiuterà, a fare una opposizione netta ad un governo dannoso per il paese, che non sa affrontare le le vere emergenze della crisi: il lavoro, il declino dell’economia, la crescente povertà, l’emarginazione sociale, l’indebolimento del welfare e la rottura della coesione sociale, senza la quale anche la democrazia è a rischio.

Per questo, per noi, leggere, comprare ed abbonarci a il manifesto è una scelta naturale e dovrebbe esserlo per chiunque in questo paese abbia a cuore le sorti della sinistra, di una stampa libera ed indipendente e di luoghi di confronto critico.

*** I deputati di Sinistra Ecologia e Libertà Giulio Marcon, Giorgio Airaudo, Nicola Fratoianni, Giovanni Paglia, Serena Pellegrino, Arcangelo Sannicandro