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Cultura

Il pianto, le emozioni precipitano nel vivere

ITINERARI CRITICI. Una storia delle lacrime, tra antropologia, letteratura, arte e cinema. Da Heather Christle a Marcel Mauss, passando per Godard, Dreyer, De Martino, Bellarmino e altri. Gli inquisitori delle streghe credevano che l’assenza della «grazia delle lacrime» fosse un segno certo di patto col demonio. Può essere l’effetto del cordoglio, il dolore del lutto, come di un sentimento non risolto. C’è bisogno di scioglierci e sciogliere i macigni che abbiamo dentro

Rogier van der Weyden, «Deposizione» (dettaglio), 1435-1440, museo del Prado

Rogier van der Weyden, «Deposizione» (dettaglio), 1435-1440, museo del Prado

Distillato naturale del corpo, la lacrima è continuamente soggetta a un’imponente plasmazione culturale che l’ha messa al centro di un oceano di gesti, suoni e sentimenti che ne modificano senso e significato a seconda del contesto, e del genere. Se fino ai due anni di età le lacrime risultano ben distribuite in seguito, verso gli undici (Kate Fox, The Kleenex For Men Crying Game Report. A study of men and crying, 2004), a chi è di sesso maschile viene insegnato a trattenerle, secondo un’antica tabuizzazione. Da un punto di vista evolutivo, il pianto sembra essere un «programma» elaborato per attivare...

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