closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
1 ULTIM'ORA:
Editoriale

Il Pd e la gallina dalle uova d’oro

Davvero non capisco perché si sia voluto alzare questo polverone. Nessuna delle giustificazioni addotte, sempre a mezzo stampa, regge neanche un po’. Renzi ha detto «contano i voti non i veti». Vero. Molti italiani hanno votato per Renzi, ma io non ho mai posto un veto. Non c’è un solo provvedimento che sia finito «nella palude» per colpa di Mineo o di uno dei firmatari della proposta Chiti. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. «Un partito non è un taxi che si prenda per farsi eleggere». Sempre Renzi, e ancora concordo con lui. A tal punto che vorrei i collegi uninominali o le preferenze. In modo che siano gli elettori a scegliere e non i partiti. «Non posso lasciare il futuro del paese in mano a Mineo», questa di Renzi è sublime. Ci mancherebbe! Il Paese ha trovato un premier giovane, volitivo, che sa fare politica e vuol salvare l’Italia. È suo l’onere del governo.

Però questo premier dovrebbe prestare un po’ più di attenzione a chi esprime, liberalmente e lealmente, una critica proprio nell’interesse del governo. E dovrebbe forse fidarsi meno ciecamente di quanti ripetono tout va bien madame la marquise. Di quelli che in Parlamento c’è solo gente che vuol farsi rieleggere, casta di postulanti e che noi (i suoi colonnelli) controlliamo.

Renzi ha sottovalutato la posizione trasparente e generosa di Chiti, Tocci, Casson e altri. Sì alla riforma del Senato, fine del bicameralismo perfetto, fiducia e leggi di bilancio solo alla Camera, riduzione drastica del numero dei parlamentari e dei costi della politica. L’unico punto di dissenso, l’unica raccomandazione accorata, riguardava e riguarda quei beni comuni che non devono finire nella potestà incontrollata di una maggioranza di governo: leggi costituzionali, elezione del Presidente e degli organi di garanzia, dichiarazione di guerra. Se il Senato mantiene, e le mantiene anche nel testo Boschi, tali competenze, non si può poi farne un’assemblea di Sindaci e Presidenti di Regione, già oberati di lavoro e di preoccupazioni, che vestano il laticlavio per un paio di giorni al mese.

E il governo come ha risposto? Sostituendo Mineo dalla commissione competente. Perché in Commissione si dovrebbe rappresentare sempre il Partito e non sarebbe consentito di dissentire. E allora perché mentre si sostituiva Mineo si trasformava Migliavacca da membro supplente (di Chiti) in permanente? Che io sappia il senatore Migliavacca chiede che i senatori vengano eletti, seppure con un voto di secondo grado, e vede come fumo negli occhi la legge elettorale concordata dal premier con B. Perché questo dissenso viene tollerato e l’altro no?

Perché Chiti e Tocci dicono le cose apertis verbis, e questo può urtare, anzi ha urtato, la sensibilità di qualcuno. Perché i vecchi e nuovi politici di professione che si affannano intorno alla gallina dalle uova d’oro non possono essere messi davanti alla realtà. Preferiscono aprire un tavolo con Belrusconi, provar a far pastette con un capo gruppo loro pari, piuttosto che affrontare con pazienza e fermezza una critica costruttiva. Questo sì, caro Matteo, è un comportamento da regime. Da regime in crisi, oltretutto.

Finisco sull’auto sospensione di 14 senatori dal gruppo del Pd. Chiediamo un chiarimento: una discussione franca e senza tabù per ricostruire il rapporto di fiducia tra noi e la presidenza del gruppo. Chiediamo che si argini questo fiume di avvertimenti e minacce a mezzo stampa. Chiediamo di sapere se l’articolo 67 della Costituzione sia da considerare carta straccia e se i partiti (gli stessi che hanno messo in ginocchio questo paese) abbiano il diritto di prevaricare e far tacere ogni parlamentare. Siamo in attesa. Fino a martedì.

  • laila55

    “Non mi faccio mettere la museruola da nessuno” ha detto Mineo facendo l’eroe. Io ricordo bene quando Mineo intervenne in diretta, come direttore di RaiNews24, per oscurare l’intervento di Luttazzi a Raixunanotte. Finito lo straordinario monologo di Luttazzi, che gli spettatori di RaiNews24 non videro, Mineo diede di nuovo la linea al Paladozza. In pratica Mineo censurò Luttazzi in Rai durante un programma che manifestava contro la censura Rai. Ecco chi è Mineo, ex-giornalista Rai in quota PD. Chi di museruola ferisce…

  • ColorDiTopo

    Episodio totalmente irrilevante, se lo lasci dire.