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Cultura

Il pastore che sognava le querce

Everteen. «L'uomo che piantava alberi» di Jean Giono: una parabola del ritorno alla natura, guardando a Rousseau e alle rovine della guerra mondiale

Lo scheletro di un villaggo abbandonato, lande nude e monotone che si stendono a una altitudine di milleduecento/milletrecento metri. Unica specie registrata, la lavanda selvatica. La malinconia attanaglia il camminatore che va alla scoperta di quella terra remota, sperduta nella Provenza. Tracce umane antiche, rovine e una fonte disseccata sono le uniche «presenze» da rilevare in quel paesaggio di desolazione. Ma Jean Giono, scrittore e poeta francese autodidatta (nato nel 1895, da una stiratrice e un calzolaio, e morto nel 1970), amava Rousseau e la natura: non si scoraggia e prosegue la sua passeggiata. Fa bene perché i suoi passi...

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